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I "grillini" si organizzano un "manuale di autodifesa" contro i danni provocati dai cantieri ad Aosta: «bisogna ottenere il giusto risarcimento» afferma Stefano Ferrero

Angelo Musumarra
Stefano Ferrero, Alessio Ciocca e Luca Lotto durante l'incontro

«Non aspettate i politici o i loro portavoce, se ci sono problemi recatevi direttamente nei nostri uffici, fate da voi, non aspettate che qualcuno vi aiuti. Io mi sono preso carico delle richieste di danni, le poche che abbiamo avuto, e le ho passate all'assicurazione». Così Alessio Ciocca, responsabile commerciale di "Cofely", la società che controlla "Telcha", che sta realizzando il secondo lotto della rete del teleriscaldamento ad Aosta, ha risposto a Federica Livio, commerciante di viale Partigiani, che nella serata di venerdì 23 ottobre, nell'incontro organizzato dal "Movimento 5 stelle" sui disagi provocati dai cantieri nel capoluogo regionale, nella saletta della "Hostellerie du cheval blanc", ha raccontato i pesanti disagi patiti durante l'estate: «non avete messo niente, nessuna informazione, è stato un cantiere devastante - ha raccontato la Livio, titolare di un negozio di articoli biologici - tanto che non passavano i camion e non mi potevano consegnare la merce. Io non conto niente, sto zitta, speravo che quest'estate, con il caldo potessero arrivare tanti turisti, ma invece il cantiere ha provocato il crollo delle vendite, c'era polvere e sporco e la gente parcheggiava vicino alla Questura. Io, anche se ero dentro il negozio, respiravo la polvere provocata dai lavori, ma non potevo certo fare le foto del fazzoletto sporco per chiedere i danni. Dopo quattro settimane i lavori entrano persino nel negozio e mi creano un danno all'entrata, bloccando la porta: nel cantiere in quattro discutono di chi sia la responsabilità, quale la parte mia e quale la loro fino a quando un operaio, senza tanti problemi, con la fresa, decide di mettere a posto il pezzo di marmo e la porta si riapre nuovamente. Questi disagi vanno risarciti dal Comune, io pago tremila euro l'anno per l'immondizia, mi sono lamentata e mi hanno detto che la tassa è per i servizi, ma io ho subìto un disservizio e non sono stata risarcita. Sono da sola in negozio e adesso scopro che devo fare anche le foto per documentare l'evidente disagio, ma io mi vergogno di chiedere l'elemosina. E' il Comune deve intervenire prima, "Telcha" i lavori deve farli, ma si si procura un disservizio, bisogna togliere una parte delle tasse che paghiamo. Ho dovuto litigare per un guasto al collegamento elettrico, viale Partigiani è rimasto al buio per settimane, quando chiudevo il negozio avevo il timore che, senza illuminazione, prima o poi qualcuno mi avrebbe aggredito per rubarmi l'incasso e quando ho chiesto di intervenire mi hanno detto che era un lavoro straordinario, e quindi non si poteva mettere a posto velocemente. Alla fine ho fatto notare la cosa ad un cliente che mi ha detto di stare tranquilla, che conosceva un assessore e che se lo chiedeva lui il giorno dopo avrebbero messo a posto, ed è successo veramente! Io sono solo una cittadina che non conosce nessuno».

La serata, intitolata "Te la dò io la buca - Teleriscaldamento, manuale di autodifesa", era iniziata con l'introduzione di Stefano Ferrero, capogruppo in Consiglio Valle che ha raccontato la sua personale esperienza: «quest'estate, scendendo dal Gran San Bernardo con la moto, ho riportato un grosso problema alle gomme - ha ricordato - a causa del manto stradale e mi sono reso conto che se non avessi reagito, avrei perso la possibilità di ottenere il giusto risarcimento. Così abbiamo deciso di fare un passo avanti, va bene lamentarsi, protestare e criticare ma bisogna i cittadini degli strumenti necessari e qui abbiamo creato un "manualetto di autodifesa". Se riportate un danno causato da un'incuria dell'Amministrazione comunale, dovete sapere alcune cose che vi consentono di ottenere il giusto risarcimento».

«Su questo tema la giurisprudenza è dibattuta - ha quindi precisato Federica Gilliavod, avvocato esperto in materia giuridica, civile e penalistica - ma bisogna sempre dimostrare il danno. Se aveva riportato conseguenze fisiche, andate al "Pronto soccorso" dove un medico che darà una prognosi e tenete le spese mediche. Se avete avuto danni all'auto o alla bici, andare da un carrozziere per farvi fare un preventivo, fate fotografie nell'immediato, e se qualcuno ha visto incidente, prendete i loro dati, e se voi che non state bene, fatelo fare a chi è con voi, altrimenti è difficile ricostruire danno. Alla fine siete voi che dovete dimostrare il danno subito, meglio farlo con i testimoni perché le perizie sono molto costose. Il Comune, da parte sua, cercherà di liberarsi dalla responsabilità, cercando un concorso di colpa: il caso classico è quello della moto che prede una buca, se aveva le gomme lisce o andava ad velocità superiore di quanto consentito il Comune non risarcisce, così come ne caso in cui vengono esposti i cartelli di "lavori in corso" con un limite di velocità specifico. Il Comune viene liberato dalla responsabilità anche nel caso in cui c'è un'insidia ma si può intervenire immediatamente, come nel caso della macchia d'olio: se nessuno lo segnala, l'Amministrazione non può operare e quindi non risarcisce. Più complesse sono le questioni per i pedoni, l'unico esempio che mi sento di proporre è quello del "sanpietrino" non stabile, ci passo sopra, metto il piede in fallo, mi faccio male ed il Comune paga i danni, ma nel caso della buca ben visibile, dove passo tutti i giorni, la giurisprudenza evidenzia che dovevo stare attenta e quindi non sono previsti risarcimenti danni».

A portare la questione dei commercianti è stato Luca Lotto, capogruppo "grillino" in Consiglio comunale ad Aosta: «c'è chi lamenta scarsa informazione nella comunicazione dell'apertura dei cantieri - ha evidenziato - alcuni avrebbero voluto saperlo così da organizzarsi le ferie durante i lavori, perchè il calo degli incassi, in diversi casi, ha reso inutile tenere l'esercizio commerciale aperto. Sono stati presi alla sprovvista, ed oltre ai mancati incassi si trovano il negozio sporco di polvere e fango, il che richiede altre spese per la manutenzione e la pulizia».
«Il problema non semplice - ha ribadito la Gilliavod - "Telcha" ha l'autorizzazione per fare i lavori ed è un suo diritto. E' vero che c'è disagio ma è un problema di comunicazione con pubblica Amministrazione, bisognerebbe semplicemente concordare il periodo di apertura del cantiere. Chiedere un risarcimento per il disagio è molto difficoltoso, è diverso il caso se si parla di danni fisici avvenuti durante i lavori o per lavori fatti male».

«Vedo più persone in questa serata rispetto agli "aperitivi di cantiere" che abbiamo organizzato per presentare i lavori - ha aggiunto Ciocca, rivolgendosi alla platea, formata da una sessantina di persone - i prossimi quindi li faremo con il "Movimento 5 stelle". Vi posso confermare che sono quasi andati tutti deserti, in particolare, in uno, dove era presente anche un assessore comunale, non è arrivato proprio nessuno. Sono d'accordo con le informazione che ha dato l'avvocato ed a noi è successo due volte che ci hanno chiesto danni senza nessun riscontro. Come "Telcha" abbiamo l'obbligo di essere assicurati così come ditte appaltatrici e quindi il problema non esiste, chi è stato danneggiato può ricevere rimborso che deciderà il perito dell'assicurazione, ma la richiesta non può essere generica, ma servono foto e testimonianze. Noi facciamo la nostra comunicazione, gli aperitivi servivano per informare e, man mano che arrivano le autorizzazioni, noi le pubblichiamo sul nostro sito Internet e mi risulta che il Comune di Aosta faccia lo stesso. Tutti i lavori del secondo lotto, attualmente in corso, sono stati decisi insieme all'Amministrazione comunale ed una volta a settimana ci riuniamo per programmare, mettiamo le locandine sugli androni dei palazzi e nei negozi per segnalare l'apertura del cantiere. Quando il cantiere prevede che non si possa parcheggiare ed una modifica alla viabilità interviene la Polizia municipale. In ogni caso, sul cantiere la comunicazione è obbligatoria e con il Comune abbiamo concordato le azioni comunicative insieme a loro. Per quanto riguarda la questione dei commercianti, è veramente difficile dimostrare e quantificare il danno riportato dai cantieri. Ricordo che lo scorso anno, in via Torino, è stato organizzato un comitato promotore per un tavolo di conciliazione, siamo stati auditi tutti quanti in Consiglio Valle, ma anche in Regione hanno concordato in merito alla difficoltà di dimostrare la correlazione del danno con i cantieri del teleriscaldamento. Il lavoro nei cantieri è sempre lo stesso, si toglie l'asfalto, si scava, si poggiano i tubi, si saldano, si ricopre tutto e si riasfalta e non si può interrompere la continuità, anche se poi le date cambiamo a causa della presenza di reperti archeologici ed alla fine è difficile programmare. In ogni caso il cronoprogramma viene condiviso ed aggiornato insieme al Comune, avremmo voluto aprire più cantieri ma ci è stato detto che produciamo già troppo disagio. Ci siamo posti il problema di quando aprire i cantieri, se d'estate creando disagi al turismo o d'inverno quando sono aperte le scuole? La decisione è stata difficile, ma da settembre, ad Aosta, il traffico è molto più pesante, i turisti non usano la macchina, la parcheggiano e si muovono a piedi per la città, mentre gli aostani la prendono anche per percorrere cinquanta metri».

All'incontro ha partecipato, tra il pubblico, anche Michele Talamo, il commerciante di via Torino che un anno fa ha organizzato una petizione per chiedere i danni a "Telcha": «il cantiere ha aperto un giorno per l'altro, con cartelli che non indicavano scadenze - ha sottolineato - con i lavori che si sono protratti anche a luglio ed agosto. Hanno firmato la petizione 71 commercianti, in rappresentanza di quattrocento famiglie, dove abbiamo evidenziato la differenza tra l'incasso anno precedente quello dell'anno in corso. Alla fine il Consiglio Valle ce l'ha bocciato con 17 voti a favore ed altrettanti contro, segno che non c'era troppa "favorevolezza" nei confronti di "Telcha". I danni sono stati quantificati, ma nessuno ci ha pagato nulla, ci avete fatto diventare pazzi, ed anche se abbiamo presentato tutte le pezze giustificative, abbiamo dovuto rinunciare, anche se io adesso, dopo un anno, sono tornato agli incassi di prima».

«Chiunque si può svegliare la mattina e affermare che si sente danneggiato dai nostri cantieri - ha insistito Alessio Ciocca - ma bisogna dimostrare una correlazione. C'è comuque un'assicurazione e noi siamo disponibili. Ci sono stati casi in cui il cantiere ha dovuto prevedere la rimozione di un dehors: ci siamo accordati con il gestore del locale ed abbiamo stornato, dato che è evidente che qualcosa bisogna riconoscere. Il calo degli incassi non è sufficente per dimostrare un danno da noi. Poi, se vogliamo allargare il discorso, tutti i cittadini hanno ricevuto dei danni, ma alla fine dei lavori ci saranno strade con l'asfalto nuovo ed un'importante rete di teleriscaldamento».

«Durante le riunioni della Commissione consiliare - ha spiegato quindi Ferrero - abbiamo percepito un pregiudizio della maggioranza, nessun problema ad ascoltare le persone ma alla fine loro decidono ciò che vogliono. Occorre ricordare che il trenta per cento di "Telcha" è di proprietà di "Cva", società pubblica che è quindi roba nostra. I cittadini si sono rivolti al Consiglio Valle, una parte della proprietà, che non ha dato una risposta e questo è gravissimo, non ci si può nascondere dietro ad un dito. "Telcha" si muove come un privato ma la deroga al blocco dei cantieri ad Aosta, la scorsa estate, è stata concessa dal sindaco e quindi c'è una precisa responsabilità politica. Non è vero che i politici sono tutti ladri, ci sono anche tanti imbecilli, che fanno più danni, e la loro responsabilità è data dall'incompetenza. I lavori andavano pianificati tra Regione, Comune e commercianti e la deroga estiva ha favorito la "Telcha" che si è portata avanti con i lavori. Non c'è nulla di male, ma gli interessi bilanciati non sono stati tenuti in conto. Adesso che sappiamo che "Telcha" è anche nostra l'architetto Ciocca potrà andare a casa tranquillo, sempre che non cada in una buca».