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Due interrogazioni, in Consiglio Valle, sulla consegna dei treni bimodali che arriveranno a settembre

comunicato stampa
Il treno bimodale 'BTR 813'

Con due interrogazioni discusse congiuntamente nella seduta consiliare del 25 luglio 2019, i gruppi Mouv' e Movimento 5 Stelle hanno chiesto notizie della tempistica per la consegna dei treni bimodali, «che avrebbe dovuto avvenire, già in ritardo, nel mese di giugno scorso.»
L'Assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, nella risposta, ha comunicato che «nella prima settimana di agosto ci sarà un sopralluogo di Trenitalia, la società che utilizzerà i treni, dopodiché potrà essere effettuata la corsa-prova sulla linea. Dalle rassicurazioni giunte da Trenitalia, contiamo che a settembre 2019 i primi tre treni bimodali possano circolare sulla tratta valdostana. C'è un costante presidio della situazione e tutti i soggetti interessati stanno lavorando in sinergia per dare corso a questi contratti.» L'Assessore ha poi specificato che «i 5 treni non risolveranno il problema della linea nell'immediato, perché oggi la linea è presidiata con 9 treni. Per quanto riguarda l'utilizzo dei treni bimodali, Trenitalia dovrà consegnare gli ulteriori treni e la Regione ha una commessa per altri bimodali che andrà valutata, però, tenendo conto del progetto di elettrificazione della linea.»



L'Assessore Bertschy ha poi ripercorso l'iter: «La società Stadler avrebbe dovuto consegnare il primo treno bimodale nel maggio 2018 e completare la flotta dei 5 treni acquistati dalla Regione con il mese di settembre 2018. L’iter per giungere all’autorizzazione di messa in servizio (AMIS) ha richiesto delle tempistiche notevolmente superiori a quelle ipotizzate dalla società in sede di offerta: modifiche normative nei procedimenti per il rilascio della AMIS a seguito dei gravi incidenti ferroviari del 2016, che hanno indotto la Regione a concedere un proroga dei tempi contrattuali; sulla mancata messa a disposizione, invece, da parte del gestore dell'infrastruttura, delle tracce per l'esecuzione delle prove in linea, la Regione ha rigettato la richiesta di proroga non rientrando tra le motivazioni ammissibili ai sensi del contratto; infine, a luglio 2019, Trenitalia Spa segnalato la necessità di implementare sui treni delle modifiche che ritiene necessarie per la loro gestione sulla base delle proprie procedure standard, ma la Regione ritiene che l’implementazione, su un treno che l’Autorità di sicurezza competente ha già autorizzato all’immissione in servizio, di modifiche finalizzate a recepire non norme di legge ma disposizioni interne ad una singola impresa ferroviaria, debba essere a carico dell’impresa ferroviaria stessa e non debba impattare sulle tempistiche di immissione in servizio dei treni.»
In merito alle penali per ritardo, l'Assessore ha riferito che «la quantificazione complessiva potrà avvenire solo dopo la consegna dei rotabili. Il contratto stipulato con Stadler prevede una serie di penali connesse a possibili inadempimenti contrattuali, che ammontano: per i primi tre mesi di ritardo la pena raggiunge complessivamente l’importo di 649 mila 953, euro, mentre per i mesi successivi è pari a 43 mila 130 euro per ogni treno, per ogni 15 giorni di ritardo successivi ai tre mesi iniziali.»

Il Consigliere Elso Gerandin, nella replica, ha affermato: «Eravamo pronti a partecipare all'evento annunciato ad aprile di quest'anno e, invece, dovremo ancora aspettare per poter salire su questi treni. Non possiamo che stigmatizzare le contraddizioni di questa scelta, operata a suo tempo, che va in conflitto con il progetto dell'elettrificazione approvato dal Consiglio. È chiaro che le scelte vanno rispettate perché ci sono protocolli e contratti, tuttavia speriamo che la Regione applichi le penali giuste e lo faccia prima di pagare l'importo complessivo. Ci auguriamo che la data di settembre sia rispettata, ma siamo in palese ritardo e stiamo fornendo tecnologie che in altre parti sono già state superate.»
La Consigliera Maria Luisa Russo (M5S) ha aggiunto: «Spenderemo 43 milioni di euro, una quantità infinita di risorse pubbliche, per poi utilizzare questi treni solo per cinque anni. È un controsenso. Monitoriamo in modo preciso quanto avverrà anche sull'elettrificazione, perché ne va del nostro futuro.»

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