Due persone denunciate dalla Polizia: durante una serata a Quart non verificavano l'età dei clienti. La Valle d'Aosta fa segnare la percentuale più alta nel consumo di alcolici

redazione 12vda.it
Alcuni coscritti a Quart durante la 'serata delirio'

"La birra è cultura, non ti fermare alla terza media": era questa la maglietta che i "coscritti" degli anni 2000 di Quart indossavano venerdì 14 settembre, durante la "Serata delirio", primo di due appuntamenti organizzati da "Eporadio" e "Discoevoluzione" in un padiglione installato in località Villefranche. Durante la serata gli agenti della Questura di Aosta hanno svolto specifici controlli ed hanno evidenziato di «aver individuato quegli illeciti previsti e sanzionati dall'articolo 689 del Codice penale, consistenti nella vendita e somministrazione di bevande alcoliche a ragazzi minori di sedici anni»

Due persone denunciate perché non accertavano l'età dei clienti. «Nel contesto verso il quale è stata rivolta l'attività di Polizia - spiegano gli agenti - è stato notato che il barista operante nel chiosco adibito a bar all'interno della festa dedicata a giovani e giovanissimi, non si accertava in alcun modo dell'età dei clienti come previsto dalla normativa vigente. Preso atto di tali irregolarità, la pattuglia presente sul posto è intervenuta per sviluppare tutti i necessari accertamenti, pervenendo alla denuncia sia del preposto alla vendita e somministrazione che del responsabile di quell'evento d'intrattenimento e spettacolo».
«Ancora una volta la Polizia di Stato è intervenuta in questa regione - aggiungono dalla Questura - per situazioni in cui gestori di locali pubblici o semplicemente organizzatori di serate danzanti, agevolano il consumo di sostanze alcoliche e superalcoliche da parte di minorenni, compromettendone l'equilibrio psico fisico. Si rammenta che aldilà delle sanzioni previste per la somministrazione e vendita di sostanze alcoliche a minorenni, di tipo sia contravvenzionale che strettamente penale a seconda dell'età dell'acquirente e consumatore, per i commercianti che senza scrupoli lucrano sulla salute di giovani e giovanissimi, può esservi la sospensione della loro licenza commerciale o, nei casi di reiterazione di questo illecito di notevole impatto sociale, anche la revoca».

In Valle d'Aosta la percentuale più alta nel consumo di alcolici. In 12mila praticano il "binge drinking". Nel 2017, secondo i dati "Istat", in Italia, sono 725mila i ragazzi tra gli undici ed i diciassette anni che dichiarano di bere alcolici, 338mila "fuori pasto" e 26mila "tutti i giorni", con 104mila che praticano il "binge drinking", vale a dire l'assunzione di diverse bevande alcoliche in breve tempo. In 174mila bevono solo vino e birra, mentre 534mila anche altri alcolici.
In Valle d'Aosta la percentuale di consumo di alcolici è la più alta d'Italia, del 74,1 per cento (pari 113mila persone, di cui 29mila che dichiarano di bere "tutti i giorni"), a fronte di una media nazionale del 65,4 per cento che sale al 67,4 nel nord ovest. I comportamenti considerati "a rischio" riguardano il 21,7 per cento della popolazione, circa 25mila persone (con il 52,4 per cento di consumatori "moderati", pari a 59mila persone) con una percentuale di consumo abituale eccedentario del 13,1 per cento, pari a 15mila persone, di cui il 41,9 per cento solo durante i pasti, pari a seimila persone. Il "binge drinking" in Valle d'Aosta è praticato dal 10,8 per cento della popolazione, circa 12mila persone.

ultimo aggiornamento: 
Sabato 22 Settembre '18, h.12.20