"Confindustria" conferma la lieve ripresa: «il sessanta per cento delle imprese valdostane sta nella "terra di mezzo"» sottolinea Giachino

Mercoledì 28 Giugno, h.17.30

«Oggi il venti per cento di imprese va molto bene, un venti per cento molto male ed un sessanta per cento sta in una non meglio definita "terra di mezzo"». Questa la sintesi della situazione imprenditoriale valdostana da parte di Paolo Giachino, presidente di "Confindustria Valle d'Aosta", presentata durante l'assemblea pubblica dell'ente, tenutasi nel pomeriggio di mercoledì 28 giugno, ad Aosta, nella sala delle conferenze della "Bcc Valdostana".

«Il 2017 ci fa intravedere una timida ripresa, anche se non ancora decisiva - ha aggiunto, riportando i dati dell'ultima indagine trimestrale, alla quale ha risposto il 38 per cento degli associati - si rafforzano le attese sui nuovi ordini, la produzione è in crescita per il quarto trimestre consecutivo e si iniziano a vedere alcuni segnali positivi anche sul fronte dell'occupazione. E' da qui che dobbiamo ripartire, dopo perdite importanti in termini di posti di lavoro e di imprese, soprattutto nel settore edile, che è quello dove la crisi si fa sentire ancora in maniera pesante, grazie alla responsabilità generale di tutti ed al rinnovato impegno degli imprenditori, il sistema produttivo valdostano deve saper cogliere la fase espansiva in atto, favorita dal recupero della domanda interna e dall'incremento dell'export».

Per Giachino «a livello locale dobbiamo costruire un contesto favorevole perché le imprese valdostane rimangano nel nostro territorio, crescano e investano sulla digitalizzazione, indipendentemente dal settore di appartenenza o dalla dimensione, perché le nostre aziende devono fare ancora molto per modernizzare ed interconnettere le proprie dotazioni strumentali».

A confermare lo stato dell'imprenditoria valdostana presentata da "Confindustria" è stato Fabrizio Roscio, assessore regionale alle attività produttive: «la situazione nel primo semestre è variegata - ha sottolineato - ci sono segnali di ripresa ma anche delle sofferenze. E' opinione condivisa che la regione sviluppa interesse, anche se c'è ancora molta strada da fare sul marketing territoriale. Il "made in VdA" è sempre un valore».
«Questo è un momento di confronto e per fare un'analisi sulla ripartenza - ha aggiunto Pierluigi Marquis, presidente della Regione - noi stiamo uscendo dalla crisi, forse più lentamente dal resto d'Italia, dal 2007 ad oggi abbiamo perso l'undici per cento del "Pil", ma abbiamo diversi elementi che ci danno fiducia. Dopotutto la Valle d'Aosta è nelle prime cinquanta regioni d'Europa, la ricchezza c'è e ci sono anche le competenze».  

Nel 2016 le aziende iscritte a "Confidustria Valle d'Aosta" sono 146: «un numero stabile - ha rimarcato Paolo Giachino - con un peso del settore manifatturiero leggermente superiore, il 61,4 per cento, a quello dei servizi. Riguardo alla composizione dimensionale, rispecchiamo la fotografia nazionae con l'86,2 per cento delle imprese con meno di cinquanta dipendenti ed il 2,7 per cento ne ha più di 250».
«Protagonista per noi è sempre l'impresa
- ha concluso - non importa se piccola, media o grande che sia».

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