«Qui non c'è nulla di abusivo, le auto vendute sono tutte regolari». Sergio Jovial contesta le accuse della Polstrada e del Comune di Aosta

Angelo Musumarra
Sergio Jovial nel suo deposito

«I clienti e gli amici possono stare tranquilli, qui non c'è nulla di abusivo e le auto vendute sono tutte regolari». Con queste parole, Sergio Jovial, 59 anni, commerciante di auto usate da vent'anni, ribatte alle accuse del Comune di Aosta che, con un'ordinanza firmata da Elisabetta Comin, dirigente dell'Ufficio commercio, emessa lunedì 16 gennaio, gli ha inibito lo svolgimento della sua attività commerciale, per "assenza di titolo abilitativo".

Tutto nasce da un controllo della Polizia Stradale. La questione è nata dopo che, il 18 ottobre scorso, gli agenti di Polizia giudiziaria della Polizia stradale di Aosta, avevano effettuato un controllo nel piazzale al numero 6 di via Clavalité, a poche centinaia di metri dalle caserme dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, dove Jovial lascia i veicoli in vendita.
La posizione è particolarmente favorevole, il semaforo dell'incrocio con via Mont Emilius è uno dei più lunghi di tutta città e chi è in coda o chi passa da lì non può non osservare le auto in mostra e forse trovare quella preferita: «ho ricevuto tanti complimenti - racconta il commerciante - mi hanno detto che avevo fatto una cosa "all'americana", senza troppi fronzoli. Dopotutto uno passa di qua, vede la macchina, mi contatta, la andiamo a provare e la si vende. Prima ero in viale Partigiani, ed in quel locale potevo metterne al massimo tre ed infatti utilizzavo, nello stesso modo, un altro piazzale vicino che è stato espropriato dal Comune di Aosta ed ora è utilizzato come parcheggio».
La contestazione della Polizia stradale, sulla base degli articoli 126 e 17 bis del "Testo unico delle leggi di Pubblica sicurezza", che definiscono il fatto che "non può esercitarsi il commercio di cose antiche o usate senza averne fatta preventiva dichiarazione alla Autorità locale di pubblica sicurezza" e le relative sanzioni, evidenzia il fatto che la sede legale della "Jovial Sas" non corrisponda con quella dove, secondo loro, avviene effettivamente l'attività commerciale: «la Polizia stradale è venuta qua a controllare le macchine, che sono risultate tutte in regola, regolarmente riportate sui registri - aggiunge Sergio Jovial - mi hanno contestato il fatto di svolgere qui la mia attività perché avevo qui i documenti delle macchine, ma diventa complesso portare i clienti a casa per prendere i libretti. In ogni caso la vendita viene effettuata in agenzia, per perché è lì che si firma l'atto».

"Piazzale privato vincolato a parcheggio pubblico". La Polizia stradale ha quindi trasmesso il verbale in Comune che, a sua volta, ha contestato a Jovial anche il fatto l'attività di compravendita di auto non corrisponderebbe a quella dichiarata alla "Chambre" che sarebbe di "vendita per corrispondenza ed altri sistemi di comunicazione", confermando anche che "allo stato attuale l'attività commerciale viene esercitata in assenza di un titolo abilitativo" in un piazzale privato dove esiste "un vincolo urbanistico a parcheggio pubblico". Inoltre viene rimarcata la presenza di "un prefabbricato utilizzato come ufficio per la compravendita dei veicoli usati e una struttura con tettoia, entrambi oggetto di verifica da parte del competente Ufficio edilizia".

«Magari trovo nelle vicinanze un ufficio per i documenti». L'ordinanza, che "è destinata ad avere efficacia sino all'adozione di un provvedimento di revoca dell'attività commerciale" e prevede "l'esecuzione d'ufficio mediante l'apposizione dei sigilli all'ingresso dell'area, se necessita con l'intervento della forza pubblica", potrà essere impugnata entro due mesi al "Tribunale amministrativo regionale" del Piemonte oppure entro 120 giorni al Presidente della Repubblica: «ma neanche se vendessi droga - ribatte Jovial - questo è un piazzale privato e voglio proprio vedere come faranno a non farmi accedere. Potranno chiudermi il gabbiotto, anche se è posato provvisoriamente, ma non penso proprio che possano venire qui a chiudermi il piazzale. In ogni caso vedrò di regolarizzare cosa posso, magari trovo un ufficio nelle vicinanze dove lasciare i documenti».

Ultimo aggiornamento: 
Mercoledì 18 Gennaio '17, h.15.45

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