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Alla "Mostra concorso" esposte opere "insufficienti" nonostante il regolamento: scontro su "Facebook" tra Raimondo Donzel e Chantal Godio

redazione 12vda.it
I cofanetti porta gioie esposti alla 'Mostra concorso'

E' polemica tra l'artigiana Chantal Godio e l'assessore regionale alle attività produttive Raimondo Donzel, sull'esposizione, durante la "Mostra concorso", di diverse opere ritenute "insufficienti". La Godio, vincitrice nel 2015 per la migliore opera in ceramica, ha contestato la scelta, direttamente sul profilo "Facebook" dell'assessore: «è stato vergognoso scoprire che esistono categorie di "serie A" e categorie di "serie B" - ha scritto - se il regolamento prevede che non vengano esposti i non ammessi, o la regola vale per tutti o per nessuno».

«Abbiamo fatto un importante passo avanti - ha risposto Donzel, che non si è sottratto al confronto - alcune opere esposte in passato mettevano a repentaglio l'organizzazione stessa della "Mostra concorso", proprio per la mancanza di determinazione nell'applicare le regole c'erano opere presentate per spirito di "goliardìa". Mi assumo completamente la responsabilità politica di aver chiesto più serietà alla giuria, perché sono convinto che il futuro è nella qualità dell'artigianato e delle opere d'arte. Preciso che però nessun politico fa parte delle giurie e che il ruolo determinante ce l'ha l'artigiano esperto e quindi il voto decisivo è in capo agli stessi artigiani. Non c'è premio letterario, artistico, cinematografico o culinario che non preveda discussioni ed esclusioni».

«Per quale motivo, se il regolamento prevedeva di non esporre i lavori degli esclusi - ha quindi insistito la Godio - questa regola non è stata adottata per tutti. La scelta di puntare sulla qualità può non trovarmi d'accordo, ma la comprendo».
«Qualche esempio concreto può aiutare a capire i non addetti ai lavori
- ha aggiunto Raimondo Donzel - presentare un'opera in legno di mogano alla nostra mostra concorso non è ammesso, il legno deve essere legato alle essenze dei nostri boschi, ne abbiamo tantissime e quindi non abbiamo esposto opere con essenze non valdostane. Vale la stessa cosa per chi ha usato materie plastiche o aggiunto pezzi e utensili estranei all'artigianato. Come potevamo ammettere chi ha firmato l'opera? E' richiesta la massima segretezza. I giurati scoprono i nomi dei premiati alla fine del loro lavoro. Chi si firma è escluso! Se l'esperto d'arte, spesso un artigiano o maestro della fiera, dice che un'opera è impresentabile non può essere certo il politico di turno o un funzionario a cambiarne il giudizio, quello sì sarebbe uno scandalo che si influenzasse la giuria per tenersi buoni gli artigiani-artisti!».

La giuria, nominata con un decreto dell'assessore regionale alle attività produttive, era presieduta da Joseph-César Perrin ed era composta Omar Borettaz, in qualità di esperto di storia della Valle d'Aosta, da Carlo Anselmet, come esperto in ambito etnografico e da Nurye Donatoni, conservatore responsabile del "Museo dell'artigianato valdostano". A loro si aggiungevano quindici esperti, uno per ogni categoria, che ovviamente, non partecipano alla "Mostra concorso": quest'anno erano Paolo Henriod (attrezzi ed oggetti per l'agricoltura), Bruna Buat Albiana (vannerie), Livio Mognol (ferro battuto), Salvatore Cazzato (mobili), Giovanni Verducci (intaglio decorativo), Giuseppe Buillet (oggetti torniti), Franco Armand (giocattoli), Gianfranco Anzola (sculture), Aldo Villegas Castiglioni (pelle e cuoio), Susy Robbin (dentelles, drap, chanvre e costumi tradizionali), Maria Carla Zunino (fiori in legno), Pierluigi Sartore (costruzioni in miniatura), Robert Cavorsin (pietra locale), Marisa Giovanna Dellea (ceramica e vetro) e Paolo Gianotti (oro ed argento): «sono d'accordo con tutto - ha ribadito Chantal Godio - il giudizio della Commissione giudicatrice, per quanto mi riguarda, lo ritengo insindacabile e giustamente lei ha fatto degli ottimi esempi che tutti siamo in grado di accettare e capire. Ma lei continua a non rispondere alla mia domanda, per quale motivo alcune opere non ammesse sono state esposte ed altre no».

«I pochi casi riguardano soprattutto l'intaglio - ha chiarito Donzel - per cui, pur non essendo ammessi alla classifica dei premiati, le opere sono state esposte. Sempre ad insindacabile giudizio della giuria, e sfido i profani a scoprire le differenze, vi erano delle mancanze che non inficiavano il valore artigianale del pezzo e la sua bellezza tecnica e artistica. Questi pezzi si possono individuare solo perché con estrema trasparenza ne diamo comunicazione anche nella didascalia espositiva. Tutto è trasparente e pubblico e naturalmente è legittimo chiedere chiarimenti e siamo a disposizione a farlo anche con ogni singolo partecipante, ed è libero anche dissentire dalle scelte che sono state fatte».
«Allora diamo a questi lavori almeno il "24"
- ha proposto la Godio, ricordando il regolamento, che prevede proprio quel punteggio minimo per avere diritto all'esposizione - perché altrimenti inutile fare un regolamento se poi la giuria, a suo insindacabile giudizio, prende decisioni non in linea con il regolamento stesso. Ad esempio sul regolamento era anche previsto che gli esclusi ricevessero, al momento dell'esclusione, la valutazione motivata, come tra l'altro previsto da ogni bando di concorso. Insomma il regolamento sembra un optional per ciò che conviene».

«Dissento profondamente - ha ancora risposto l'assessore - tutti gli esclusi hanno ricevuto una lettera e la possibilità di avere un chiarimento di merito dell'esclusione: tutto nel rispetto del regolamento».
«Per puro dovere d'informazione, le faccio solo ancora presente che nella lettera ricevuta dagli artigiani veniva esplicitata solamente l'esclusione
- ha spiegato ancora Chantal Godio - alla richiesta di informazioni nessuno ha fornito né la votazione né la motivazione della non ammissione, è tutto rimandato ad un futuro incontro, non si sa quando, tra la Commissione e gli artigiani esclusi».

«Mi prendo l'impegno che l'incontro sarà a breve - ha quindi annunciato Raimondo Donzel - gli esclusi, anziché insistere sul perché gli altri sono ammessi si chiedano se era normale che da anni alcuni artigiani-artisti non partecipassero più al mostra per il calo notevole della qualità di alcune opere! Si interroghino su coloro che deridevano la mostra partecipando con chincaglierie per provocare. Bene, si è detto "stop"! Tutto è ancora migliorabile e molto anche sempre in collaborazione con gli artigiani. Ma la strada è tracciata: più serietà e più qualità. E i migliori? Non solo un premio in denaro sempre più modesto (700 euro al primo, 400 al secondo e 250 al terzo, n.d.r.), ma una grande opportunità espositiva».

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