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Inaugurata la "Foire 2016": «Gesù Cristo ha esaltato la dignità del lavoro umano» ha ricordato il vescovo Franco Lovignana

Elena Meynet
Il vescovo di Aosta, Franco Lovignana, durante l'inaugurazione della 'Foire 2016'

Di fiocchi di neve ci sono solo quelli degli addobbi natalizi, che ormai per tradizione ad Aosta vengono lasciati fino a fine gennaio: la "Foire 2016" vive tra la speranza e lo spauracchio della neve, che in collina nei giorni precedenti ha già provato ad imbiancare i prati ed i tetti. Dalle prime ore del giorno, per alcuni prima dell'alba, per altri ad inaugurazione avviata, gli artigiani stanno sistemando le loro creazioni.
Qualcuno alle otto del mattino ha già venduto agli estimatori, per altri visitatori si tratta di scorrere velocemente una prima volta i banchi lungo le vie del centro per decidere dov'è il pezzo migliore e al prezzo più apprezzabile: «Gesù Cristo ha esaltato la dignità del lavoro umano - ha ricordato, durante l'inaugurazione il vescovo di Aosta, Franco Lovignana - Lui, figlio di Dio, ha accettato di essere chiamato "figlio del falegname". Ha voluto lavorare con le sue mani, per fare del lavoro umano una sorgente di benedizione. Quando l'uomo lavora, sviluppa, con la sua intelligenza e con la sua abilità, l'opera della creazione. In unione con il cristo redentore avanza sulla strada dell'amore».

Mentre la grande carrozza della tradizione prende l'avvio, prima che le strade pedonali diventino a senso unico, c'è il tempo per un bicchiere di vin brûlé in compagnia. Si testano le stufe a colonna, qualcuno ha già preparato le pentole per il pranzo, ma tanto già dal venerdì attorno ai "Punti rosso neri" gestiti dalle "Pro Loco" si diffonde l'odore del brodo, prima che sia ora di impiattare ricette tradizionali per chi vuole pranzare o cenare sui lunghi tavoli.
Intanto si scambiano gli inviti, a brindare, a mangiare insieme, a chiacchierare: c'è chi invita solo pochi amici e chi apre a tutti, chi offre indistintamente un bicchiere e un sorriso e chi invece suggerisce un contributo per la sera o, con cuore più grande, per beneficenza.

Per le strade della "Foire 2016" ci si potrebbe incrociare senza vedersi, per la folla o perché lo sguardo è attirato dai lavori in legno, pieta, ferro o qualunque altro materiale proposto, tradizionale o no. L'appuntamento si rinnoverà quindi per la "Veillà" del sabato sera, quando ancora ci si protrebbe sfiorare senza incontrarsi, ma del resto le grandi feste sono così, l'importante è esserci.