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Oltre 19 milioni di passivo per il Casinò di Saint-Vincent: nel 2016 è il peggiore d'Italia. Gianfranco Scordato ha lasciato la Direzione, passata a Stefano Silvestri

Angelo Musumarra
Gianfranco Scordato con Lorenzo Sommo

Il "Casino de la Vallée" di Saint-Vincent, nel 2016, è stata la Casa da gioco, tra le quattro presenti in Italia, che ha perso di più rispetto al 2015, facendo segnare un calo degli incassi del 7,85 per cento, pari a 59 milioni e 598mila euro contro i 64 milioni e 675mila euro del 2015.
I dati, diffusi dal sito "Gioconews.it", evidenziano che "a parte un leggerissimo incremento per le "roulette francesi" e "fair" che assieme incrementano di 380mila euro in un anno la differenza positiva, il resto dei giochi risulta negativo. Per il segno positivo la "francese" incassa cinque milioni e 549mila (più 2,57 per cento sul 2015) e la "fair" quattro milioni e 275mila euro (più 6,02 per cento sul 2015). Per il segno negativo il resto dei giochi subisce una diminuzione generale dove il picco massimo lo si nota sul "punto banco". Infatti lascia ben due milioni 841mila euro di differenza negativa sul 2015 incassando cinque milioni 974mila euro per il 2016. Gli altri giochi lavorati, come già detto, non brillano e complessivamente chiudono con un meno un milione e 390mila euro. Anche le "slot machines" fanno incassare un milione e 224mila euro in meno del 2015 con un incasso totale di 33 milioni e 111mila euro e una flessione percentuale del 3,57. A Saint-Vincent per il 2016 le slot coprono il 47 per cento dell'incasso totale".

Le altre Case da Gioco. Per quanto riguarda gli altri Casinò, quello di Venezia ha sviluppato introiti per 95 milioni e 363mila euro, euro con una percentuale positiva del 2,40 per cento, mentre Sanremo ha chiuso in "quasi parità" con una differenza negativa di 0,42 punti percentuali pari a un diminuzione di incassi di 191mila euro sui 44 milioni e 970mila euro prodotti nel 2016. Calano, invece, del 2,33 per cento gli introiti di Campione d'Italia che ha chiusol il 2016 92 milioni 824mila euro di incassi contro i 95 milioni e 38mila euro del 2015.

Su "Facebook" i "bilancini" del Casinò. Nei documenti diffusi su "Facebook" da Roberto Cognetta, consigliere regionale del "Movimento 5 stelle", si legge che, nel 2016, la "Casino de la Vallée SpA" ha perso 19.285.619 euro, a causa di 63.704.561 euro di ricavi (57.512.213 dal gioco e 5.436.502 dall'attività alberghiera) e 64.526.260 di costi (di cui 44.801.573 per il personale) a cui si aggiungono 10.615.378 euro di ammortamenti.
Inoltre, impietosamente, i dati diffusi dal consigliere "grillino", evidenziano come, nell'ultimo trimestre del 2016, il "buco" di gestione (ante imposte) si è sempre più allargato, passando dai 16.405.236 di settembre, ai 17.632.517 di novembre per poi superare i diciannove milioni di passivo a dicembre. Le proiezioni triennali, diffuse a novembre, ipotizzavano invece una chiusura del 2016 con un passivo di 16.344.909 euro, con una ripresa nel 2017 recuperando quasi tredici milioni di euro, con una perdita limitata a 3.925.216 euro (con 69.479.242 euro di ricavi e 61.297.965 euro di costi) per arrivare, nel 2018, ad un attivo di 3.410.021 euro (con 73.051.400 euro di ricavi e 59.943.034 euro di costi).

L'anomalia del "margine operativo lordo". Sempre Cognetta evidenzia il fatto che «è strano notare che il margine operativo lordo "Mol" o "Ebitda - Earnings before interest, taxes, depreciation and amortization", un indicatore di redditività che evidenzia il reddito di un'azienda basato solo sulla sua gestione operativa, quindi senza considerare gli interessi (gestione finanziaria), le imposte (gestione fiscale), il deprezzamento di beni e gli ammortamenti, nel documento del 14 novembre era di 1.863.007 euro, come ad indicare una Casa da gioco che comunque rendeva, mentre in quello datato 27 dicembre il valore è di meno 821.699 euro, come ad indicare una Casa da gioco che perde alla grande. Questa è una delle tante stranezze che sto riscontrando. Le cose, come accade sempre, non sono mai o bianche o nere ma sono sempre con migliaia di tonalità di grigio... topo».

Giancarlo Scordato ha lasciato il Casinò. Proprio il valore dell'"Ebitda" che era stato annunciato «in pareggio» dalla stessa "Casino de la Vallée" è uno dei miglioramenti che sono stati attribuiti all'attività del direttore generale Gianfranco Scordato, che il 31 dicembre ha lasciato la Casa da gioco valdostana, che dirigeva dal luglio 2015: «fra il manager e la "Casino de la Vallée SpA" è stato raggiunto un accordo per la risoluzione in via consensuale di tutti i rapporti in essere - hanno commentato dal Casinò - l'azienda, nella figura del suo amministratore unico, l'avvocato Lorenzo Sommo, ha ringraziato Scordato per il lavoro fin qui svolto e per la ristrutturazione e la riorganizzazione del business aziendale, riconoscendone il buon operato in merito al deciso e veloce intervento sul miglioramento del conto economico ed ha formulato allo stesso i migliori auguri per i suoi nuovi progetti».

Stefano Silvestri nuovo vice direttore. A Scordato, che era arrivato a Saint-Vincent dopo una carriera nel Regno Unito, a Miami e nei Casinò di Lugano, Campione e Malta, sarebbe stata concessa una "buonuscita" di centodiecimila euro con tanto di clausola di esclusione di responsabilità. Al suo posto, il 27 dicembre è stato nominato, come vice direttore generale, Stefano Silvestri, già direttore della produzione del "Casino de la Vallée", arrivato a Saint-Vincent nel maggio scorso proveniente da dal "Casinò di Venezia". Insieme a lui Lorenzo Sommo ha formalizzato l'incarico di referente delle relazioni industriali a Massimo Martini, che dovrà così impostare tecnicamente i risparmi sui costi del personale, anche se la gestione delle "risorse umane" resta sempre in capo allo stesso Sommo. Inoltre, Marco Bonelli è stato nominato come responsabile del servizio di prevenzione e protezione, "a riporto diretto dell'amministratore unico"

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