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Un gioiello "vivo" la novità nella "Mostra concorso": a proporlo, vincendo la categoria, è Luca Ronco: «così innovo la tradizione»

Elena Meynet
Luca Ronco il suo esclusivo gemello

«La tradizione ha bisogno di innovazione, perciò cerco sempre di rispettare i materiali creando però qualcosa di nuovo». Rispecchia così la tendenza delle commissioni giudicatrici della 63esima "Mostra concorso", anche l'orafo aostano Luca Ronco, che nel pomeriggio sabato 23 luglio, primo giorno di apertura della rassegna, ha inaugurato la serie di "incontri con l'artigiano".
Ronco, già noto per la riscoperta di tecniche e materiali, ha vinto la sezione equiparata sul tema dei gemelli da polso con una creazione del tutto particolare, su una base di oro e argento, realizzata in parte a cera persa, incastonando un vero e proprio gioiello di natura: «ho scelto un elemento botanico stabilizzato - spiega a 12vda - si tratta di muschio vero, vivo, posto su un terriccio solido e che rimane sempre verde nutrendosi dell'umidità dell'aria».

Tra le 267 opere presentate alla "Mostra concorso", i 59 scultori partecipanti hanno dovuto affrontare proprio il tema dello "scultore": tra i bassorilievi sono state premiate le opere di Piero Zulian, Sabina Marquet e Francesco De Luca, mentre nel tuttotondo il primo premio è andato a Giuseppe Binel, seguito da Siro Viérin e da Andrea Celestino, con Tommaso Malaspina che, forse provocatoriamente ha dovuto spiegare, con un cartello, la sua opera, dove "il picchio con il suo becco scolpisce la sua casa".
Il "ratelé", la rastrelliera per il pane era il tema per la categoria degli attrezzi ed oggetti per l'agricoltura: tra i 38 partecipanti il primo premio è andato a Cesarino Bonin, seguito da Lorenzo Di Centa e da Dante Marquet, mentre per quanto riguarda gli accessori in pelle e cuoio, a realizzare la migliore "scarsella", la tradizionale borsa in cuoio o in pelle, tra le 24 presentate, è stata la ditta "Minel" di Anna Maria Malvolti, davanti a Daniella Bertola ed a Fabrizio Luigi Fughetta. Sono stati 29 gli artigiani che si sono confrontati sui giocattoli, dove è stato giudicato migliore il burattino a filo di Roberto Meggiolaro, seguito da quelli di Gaetano Fonte e di Antonella Berra, mentre per l'intaglio decorativo, tra le 58 opere presentate, ha vinto il cofanetto porta gioie di Renato Daniele Vacquin, davanti a quello di Alfonso Sagaria e di Daniella Bertola, al suo secondo podio.

Il tavolo da pranzo era il tema scelto per i mobilieri dove la giuria ha premiato, tra le ventuno opere presentate, quello realizzato da Guido Mauro Battistini, mentre al secondo posto si è classificato quello di Christian Chamonin e poi quello di Ezio Lombard, mentre sul cesto porta bottiglie si sono confrontati ventidue artigiani della "vannerie" e ad avere la meglio è stato quello di Giorgio Cornaz, seguito da quelli di Ezio Andrea Danne e di Alessandro Sbicego.
Il porta frutta di Giangiuseppe Barmasse ha vinto tra i sei oggetti realizzati in pietra locale mentre Alex Rean ha vinto il primo premio tra i cinque i fiori in legno in concorso, realizzando un "fior di stecco", il "Daphne mezereum Linneo". Gli artigiani che realizzano oggetti al tornio hanno dovuto preparare un servizio di piatti: tra i 37 partecipanti il primo premio è andato a Rudy Mehr, davanti ad Elso Bionaz ed a Enrico Chenal mentre la "ramina", la pentola da appendere al camino è stato il tema per le lavorazioni in rame che ha visto premiato, per la partecipazione, l'opera di Andrea Guglielmetti tra le tre presentate.

Dieci sono state le costruzioni in miniatura che hanno partecipato alla "Mostra concorso": la giuria ha premiato il rascard valdostano di Piero Enrietti, che ha riprodotto e migliorato quello presente in località Proa, ad Issime, mentre tra le dodici lavorazioni in ferro battuto ha vinto il portacandela a bugia della "Associazione En-Fer". I grembiuli di cucina hanno visto, nella "chanvre di Champorcher" la premiazione, tra gli otto presentati, di quello realizzato da Felicina Colliard, così così come per le "dentelles di Cogne" il premio è andato a Nella Blanc ed Anna Maria Rosset della cooperativa "Les dentellieres de Cogne" e per il "drap di Valgrisenche" ad Emy Maguet della cooperativa "Les Tisserands" ha avuto la meglio rispetto alle altre sei opere in concorso. Infine, per i costumi tradizionali, il primo premio è andato a quello di Perloz, realizzato da Soccorsa Milione.

Nessun premio è stato assegnato tra i "Pioun, sabots e zoccoli in cuoio" nonostante i nove partecipanti, così come negli oggetti in ceramica, dove, sul vaso per fiori, si sono confrontati in sette. La categoria dedicata al vetro è quest'anno orfana del suo maggior rappresentante in Valle d'Aosta, Franco Frachey, stroncato un anno fa, il 27 luglio, da un problema cardiaco: nessun altro artigiano del vetro ha partecipato al concorso.

I vincitori sono stati premiati con 700 euro lordi ed hanno acquisito il diritto di far parte della giuria della prossima "Mostra concorso", mentre 400 euro sono andati ai secondi classificati e 250 ai terzi. La "Mostra concorso" è visitabile, ad ingresso libero, fino a domenica 31 luglio, dalle ore 10 alle 23.

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