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"Bankitalia" spera nella fine della crisi economica nel 2015: «i numeri della Valle d'Aosta sono forse migliori rispetto al resto d'Italia» commenta Argirò

Elena Meynet
Un momento della presentazione del rapporto di 'Bankitalia'

E' stato un 2014 "complessivamente debole": la condizione di sofferenza dell'economia valdostana è registrata dalla filiale di Aosta della "Banca d'Italia" nel suo rapporto semestrale, con un calo del "prodotto interno lordo - Pil" dello 0,2 rispetto allo 0,4 dell'Italia. Un dato positivo potrebbe essere quello dell'occupazione, che di fatto aumenta del 4,9 per cento, ma quasi interamente grazie al lavoro autonomo. Cala invece il lavoro a tempo indeterminato, con una perdita media del 1,5 per cento, ma che scende vertiginosamente del 20,3 per cento nel comparto dei servizi, come come crolla l'occupazione giovanile, con un calo dell'11,1 per cento per i giovani tra i 15 ed i 24 anni, del 2,1 per cento nella fascia tra 25 e 34 anni e con una perdita dell'1,7 per cento tra i 35 e 44 anni: «dopo un 2013 di grave crisi, i numeri della Valle sono forse migliori rispetto al resto d'Italia - spiega Gennaro Maria Argirò, direttore della filiale aostana di "Bankitalia" - ma pesa fortemente il comparto dell'edilizia che incide per l'otto per cento. E' auspicabile che il approfondimento rappresenti il consuntivo della crisi, rispetto ad un 2015 che ci auguriamo possa essere di ripresa e di applicazione delle riforme che consentano di consolidare questi primi timidi segnali di ripresa dell'economia».

Positivo è invece il settore del turismo, che "pesa" per il 75 per cento sull'economia valdostana: a salvare il settore sono, per lo più, le presenze straniere, mentre il turismo italiano resta debole. L'estero salva anche l'economia delle imprese, con le esportazioni che crescono del 6,1 per cento, anche se l'incremento resta limitato dal fatto che l'export riguardi solo una parte del comparto.
Nel 2014 è calato il fatturato delle imprese, che però nel 2015 sembri dare segnali di risalita, visto che per metà delle imprese, gli investimenti sono passati dalla diminuzione ad una debole crescita. Un approfondimento mostra come il settore delle costruzioni sia passato, da una crescita del 3,7 per cento del periodo tra il 2001 ed il 2007, ad un valore negativo dello 0,3 per cento tra il 2012 e 2013, percentuale che non è grave come il cinque per cento della media italiana o il 5,9 per cento del nord ovest, ma resta comunque significativo. Va comunque tenuto conto che quasi l'ottanta per cento delle spese in infrastrutture arriva da investimenti dell'Amministrazione regionale.
Diminuiscono quindi gli addetti dal 3,4 al 2,4 nel comparto tradizionale, mentre negli ultimi dieci anni sono aumentati gli occupati nell'ingegneria civile e nelle costruzioni specializzate.

"Bankitalia" evidenzia la "frantumazione" del settore: «quest'anno si è voluta focalizzare l'attenzione sul settore delle costruzioni - aggiunge Argirò - dopo che negli anni passati abbiamo voluto affrontare il turismo, la filiera dell'enogastronomia ed il grado di innovazione. Alla luce dei diversi approfondimenti, le conclusioni possono essere tenute in conto per avere un quadro d'insieme sulle componenti fondamentali dell'economia valdostana»

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