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Poco indebitate le famiglie valdostane, che restano sotto la media nazionale: Aosta 89esima nella classifica stilata dalla "Cgia" di Mestre

redazione 12vda.it
Ad Aosta è basso il livello di indebitamento delle famiglie

E' di 6.797 euro la differenza tra la media italiana di 19.521 euro ed il valore di 12.454 euro rilevato ad Aosta dall'ufficio studi della "Cgia" di Mestre sull'indebitamento medio delle famiglie italiana. Aosta si piazza all'89esimo posto sui 110 capoluoghi di provincia italiani, tra Messina e Lecce, con una variazione percentuale dal 2007 al 2013 del 21,2 per cento. Il valore nazionale globale dell'indebitamento delle famiglie italiane nei confronti delle banche e delle finanziarie, è di 496 miliardi e 500 milioni di euro.
Per "indebitamento medio delle famiglie consumatrici italiane" si intende quello originato, per esempio, dall'accensione di mutui per l'acquisto di un'abitazione, dai prestiti per l'acquisto di un'auto, di una moto ed in generale di beni mobili, dal credito al consumo e dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili. Le province più "esposte" sono quelle lombarde, dove al primo posto ci sono i residenti nella provincia di Monza-Brianza, con un debito di 27.544 euro, mentre al secondo posto quelle di Milano, con 27.505 euro e al terzo posto le residenti a Lodi, con 27.281 euro. In fondo alla classifica nazionale, invece, si piazzano le famiglie della provincia di Vibo Valentia, con un debito di 8.742 euro, quelle dell'Ogliastra, con 8.435 euro ed, all'ultimo posto, quelle di Enna, con 8.371 euro.
Dal 2007, anno di inizio della crisi economica, l'incremento del debito medio nazionale delle famiglie consumatrici è stato del 35,1 per cento, anche se dopo il picco massimo toccato nel 2011 le esposizioni sono in calo. L'inflazione, invece, sempre tra il 2007 e il 2013 è aumentata del 13,4 per cento: «con il riacuttizzarsi della crisi, dal 2011 le famiglie italiane hanno preferito indebitarsi sempre di meno, privilegiando il risparmio - sottolinea Giuseppe Bortolussi, segretario della "Cgia" di Mestre - infatti, tra la fine del 2011 e lo stesso periodo del 2013, i depositi delle famiglie consumatrici sono aumentati a livello nazionale del dodici per cento, con punte del 28 per cento in Trentino Alto Adige e di oltre il diciotto per cento nelle Marche e in Emilia Romagna. In buona sostanza, l'esponenziale aumento delle tasse registrato in questi ultimi anni, gli effetti della crisi e la paura che la situazione generale peggiori ulteriormente hanno condizionato le scelte economiche delle famiglie. Meno acquisti, meno investimenti e più risparmi».
Le località vicine alla Valle d'Aosta vedono Torino al 39esimo posto con una media di 19.466 euro ed un incremento del 29 per cento netto, Cuneo al 57esimo posto con 16.545 euro ed una crescita del 34,3 per cento, e Biella al 71esimo posto, con un valore di indebitamento medio di 15.627 euro ed un aumento del 14,3 per cento. Trento, invece, è al nono posto, con 24.264 euro ed una crescita del 29,8 per cento e Bolzano è 22esima, con 22.185 euro ed un aumento dell'indebitamento dle 23,5 per cento: «premesso che i territori più indebitati sono anche quelli dove i livelli di reddito sono i più elevati - aggiunge Bortolussi - è evidente che tra queste realtà in difficoltà vi sono anche molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, le forti esposizioni bancarie di questi territori, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci devono preoccupare solo fino ad un certo punto. Si sta però facendo strada un fenomeno molto pericoloso, visto che la maggiore incidenza del debito sul reddito si riscontra nelle famiglie economicamente più deboli. E' evidente che con l'aumento della disoccupazione e la conseguente riduzione del reddito disponibile questa situazione rischia di peggiorare. Non dimentichiamo, inoltre, che in Italia esiste un ampio mercato del prestito informale che non transita per i canali ufficiali. Vista la forte contrazione degli impieghi bancari avvenuta in questi ultimi anni, non è da escludere che questo fenomeno sia in espansione, con il pericolo che la piaga dell'usura assuma dimensioni preoccupanti».

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