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La "ripresina" non serve per gli industriali valdostani: «troppi fattori esterni e le misure della Regione non sono, da sole, sufficienti» sottolinea Paolo Giachino

redazione 12vda
Paolo Giachino, presidente della 'Confindustria' della Valle d'Aosta

«Le nostre imprese dimostrano capacità di reazione, ma il "sentiment" degli imprenditori per i prossimi mesi resta negativo». Così Paolo Giachino, presidente della "Confindustria" della Valle d'Aosta ha commentato i dati dell'indagine previsionale del terzo trimestre realizzata su un campione del 27 per cento delle aziende iscritte all'associazione: «la situazione è complessa - ha aggiunto - e tanti sono i fattori esterni destabilizzanti: terrorismo internazionale, migrazione, rallentamento degli emergenti e gli effetti della "Brexit"».
A livello nazionale, infatti, centro studi di "Confindustria" ha abbassato le stime sul "Pil" italiano e, rispetto alla previsioni di dicembre 2015 che ipotizzavano una crescita dell'1,4 per cento nel 2016 e dell'1,3 per cento nel 2017, la stima è ora scesa allo 0,8 per cento nel 2016 ed allo 0,6 per cento nel 2017. Secondo il "Confindustria" l'impatto della "Brexit", è quindi quantificabile in un decimo di punto quest'anno e in cinque decimi il prossimo.

In Valle d'Aosta l'indagine congiunturale registra un leggero rallentamento del clima delle aspettative per il periodo da luglio a settembre, dopo l'inversione di tendenza registrata ad inizio anno. Gli indicatori previsivi per il prossimo trimestre perdono leggermente terreno rispetto al secondo trimestre per quanto riguarda la produzione ed i nuovi ordini che si portano su livelli negativi, mentre il saldo tra ottimisti e pessimisti resta positivo per l'export e gli investimenti con la crescita, nel contempo, della percentuale degli intervistati che, nel complesso, registra una stabilizzazione delle aspettative.

Il 53 per cento degli intervistati valdostani ha indicato un grado di utilizzo degli impianti superiore all'ottanta per cento con l'occupazione che rimarrà stabile per il 76 per cento dei casi, (era del 65 per cento nel secondo trimestre), mentre cala ulteriormente la previsione di ricorso alla "cassa integrazione" da dieci a cinque punti nel prossimo trimestre, assestandosi su livelli fisiologici. Stabile la composizione del "carnet ordini" per meno di un mese, il 23,33 per cento contro il 21,88 per cento del trimestre precedente, mentre sale quello da uno a tre mesi, dal 30,43 per cento al 40,83 per cento, e scende dal 47,83 per cento al 37,30 per cento quello superiore a tre mesi.

Si allungano i tempi medi di pagamento che arrivano a 82 giorni, con punte di 180 giorni, salvo ridursi da 76 a 59 giorni quelli della pubblica Amministrazione mentre la percentuale dei ritardi negli incassi si è ridotta al 44 per cento dal 69 per cento del trimestre precedente: «anche in Valle d'Aosta si registrano dei segnali di ripresa - ha evidenziato ancora Giachino - ma l'economia cresce a ritmi più lenti di quella italiana ed ha bisogno di essere consolidata per riavvicinarsi ai valori dei parametri pre-crisi».
Per il 91 per cento degli intervistati nel trimestre in corso non si sono registrate variazioni degli investimenti programmati, mentre il restante nove per cento ha avviato investimenti non previsti. Gli investimenti registrano un lieve rallentamento, ma restano sostanzialmente stabili. Le previsioni evidenziano un diciassette per cento per ampliamenti, valore che era al 19 per cento nel secondo trimestre, ed un 26 per cento per le sostituzioni, che era al 29 per cento nel secondo trimestre.

Le attese dei livelli produttivi e degli ordini totali per il periodo da luglio a settembre sono al ribasso e il tenore diventa negativo per entrambi gli indicatori. Dall'equilibrio del secondo trimestre si passa ad un -9,38 per cento per la produzione, mentre il saldo dei nuovi ordini peggiora di quattordici punti, dall'11,54 per cento al -3,03. La previsione delle esportazioni per il prossimo trimestre si indebolisce ulteriormente, ma rimane su valori positivi, dal 21,05 per cento al quindici per cento.

Stabile l'occupazione per la maggior parte degli intervistati, dal 65 per cento del secondo trimestre al 76 per cento del terzo, anche se il saldo rimane negativo (da un -3,23 ad un -13,51 per cento). Il ricorso alla "cassa integrazione" si attesta su livelli fisiologici, al 5,4 per cento contro il dieci per cento del secondo trimestre: «la crescita, anche a livello nazionale, è troppo debole - ha concluso Paolo Giachino - incerta e soggetta a frequenti rallentamenti e ricadute perché si possa pensare che con questo trend si possa tornare ai livelli pre-crisi in tempi accettabili. Le misure messe in cantiere dalla Regione vanno nella direzione giusta per liberare risorse da destinare al sistema produttivo, ma da sole non sono sufficienti».

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