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Nel 2012 quasi tre milioni di perdite per "VdA Structure". Marquis: «difficoltà finanziarie, nel 2013 il "rosso" sarà di due milioni ed 800mila euro»

redazione 12vda.it
La zona industriale nella 'Pépinière' di Pont-Saint-Martin

"Vallée d'Aoste Structure", la società regionale che gestisce gli immobili industriali e commerciali di proprietà dell'Amministrazione regionale, presieduta da Livio Sapinet, ha chiuso il bilancio del 2012 con una perdita di esercizio di due milioni e 958mila euro, provocata dalla sproporzione dei sette milioni e 802mila euro di costi della produzione, rispetto ai quattro milioni e 590mila euro incassati: «la "forza lavoro" occupata nel 2012 è stata di 2.570 addetti, operanti in 41 imprese - ha spiegato Pierluigi Marquis, assessore regionale alle attività produttive, energia e politiche del lavoro, che ha portato in Consiglio Valle, nella serata di martedì 26 novembre la relazione sulle attività della società - oltre a 101 addetti operanti nelle "Pépinières d'Entreprises" di Aosta e di Pont-Saint-Martin, con un incremento rispetto all'anno precedente di ventotto assunzioni. I costi sostenuti nell'esercizio dell'attività societaria sono stati, anche per il 2012, superiori ai ricavi ottenuti e resi incerti dalle difficoltà finanziarie dei conduttori che ad oggi continuano ad operare in presenza di una crisi economica».
I quasi tre milioni di euro persi nel 2012 rappresentano comunque un miglioramento di oltre 300mila euro rispetto al bilancio 2011, quando il "rosso" era stato di tre milioni e 264mila euro: «nonostante il contesto decisamente negativo sotto il profilo numerico - ha continuato Marquis - nel 2012 la società, impegnandosi a intervenire sulle voci di bilancio comprimibili, ha sostenuto costi diretti per la gestione degli immobili conferiti pari a quattro milioni, 129mila e 817 euro mentre le previsioni per la gestione 2013 prevedono una perdita stimata di circa due milioni ed 800mila euro».
Nel 2012 "Vallée d'Aoste structure" ha riconvertito dei lotti 3 e 4 dell'ex "Zincocelere" di Pont-Saint-Martin, ha realizzato dei lavori di adeguamento dell'impianto elettrico nello stabilimento ex "Sema" di Pont-Saint-Martin ed ha proseguito la riconversione produttiva e di popolamento dell'area ex "Cogne". Inoltre, nel 2013, sono state rimosse le coperture in amianto della "Cogne", realizzati i lavori di completamento e finitura dell'edificio "T" nell'area "Espace Aosta", la manutenzione straordinaria della torre piezometrica di Pont-Saint-Martin ed è proseguita la riconversione dello stabilimento ex "Zincocelere", il cui stato di avanzamento dei lavori è pari a circa il trenta per cento di quelli preventivati: «sul fronte delle dismissioni, nel 2012 la cessione degli immobili è stata fortemente penalizzata dalla persistente crisi, per cui le procedure avviate sono in fase di stallo - ha quindi evidenziato l'assessore Marquis - da rilevare poi l'importanza dell'attività svolta dalle "Pépinières d'Entreprises" di Aosta e di Pont-Saint-Martin, visto che nel 2012 sono stati registrati oltre trenta nuovi contatti e presentate otto nuove domande di insediamento. Si sono insediate tre nuove ditte, una a Pont-Saint-Martin e due ad Aosta, ed il valore complessivo della produzione è pari a circa quattro milioni di euro mentre nel 2013 si sono insediate ulteriori cinque nuove ditte. Riguardo al pagamento degli affitti, lo scaduto complessivo non incassato al 31 dicembre 2012 ammonta a due milioni e 298mila euro. Per molte ditte la dilazione è già stata fatta, evitando la chiusura delle stesse imprese e preservando i posti di lavoro mentre per altri, soltanto dopo diversi tentativi di conciliazione bonaria sono state intraprese le azioni legali. Le azioni extragiudiziali di recupero crediti avviate nei confronti dei conduttori sono dieci. Propongo che in primavera, nelle more di una modifica legislativa, il Consiglio Valle si riunisca per definire le priorità di azione e gli obiettivi da raggiungere».
«Nella relazione è presente uno stabile come quello di "Arnad Le Vieux" con problemi di agibilità
- ha ricordato Alessandro Nogara, consigliere regionale dell'Union Valdôtaine Progressiste - eppure si parla di messa a norma degli edifici, nonché di perizie asseverate nell'ambito delle dismissioni. Grave è la situazione dei pagamenti non riscossi, e si è persino creata disoccupazione. Si è fatto di tutto tranne che seguire le indicazioni contenute nella deliberazione del Consiglio regionale, ma solo un copia e incolla di relazioni passate».
«Questa è una delle situazioni più difficili
- ha aggiunto Raimondo Donzel, capogruppo del Partito Democratico - si ripropone ogni anno, ma sinora gli impegni di una riprogrammazione non sono stati concretizzati. D'altronde, "Valléd d'Aoste Structure" costa di più di quanto si riesca a ricavare. Il punto dolente è rappresentato dalle azioni legali intraprese nei confronti proprio di quelle imprese che invece si vogliono sostenere. E' un sistema illogico, per quanto dal punto di vista giuridico e burocratico stia in piedi, ma che è insostenibile nel lungo periodo, a fronte di risorse sempre minori nel bilancio regionale. Le imprese sono costrette a chiudere anche perché non riescono a pagare gli affitti. E' importante tutelare questo patrimonio immobiliare, evitando di dismettere le aree industriali per farne grandi centri commerciali, non possiamo continuare a far chiudere i nostri piccoli negozi. Dobbiamo agire, i dati sono drammatici. L'assessore si assuma l'impegno di cambiare la gestione».
«Il sistema che viene confermato ha sicuramente delle criticità
- ha sottolineato Albert Chatrian di Alpe - se per due anni si sono registrate gravi perdite di esercizio, e questa tendenza sarà confermata nel 2013. Questa relazione non presenta novità rispetto al passato, avremmo gradito un dibattito profondo e proiettato al futuro, cercando soluzioni e azioni da mettere subito in campo. Viene però esplicitata la nuova organizzazione di questa società di scopo, che prevede un super coordinatore, un direttore amministrativo e un direttore tecnico, con un aumento del costo del personale di 110mila euro. In quattro anni e mezzo, "Vallée d'Aosta Structure" ha assunto trentatré persone attraverso colloqui e effettuato diciassette licenziamenti: la trasparenza è a dir poco opaca. Avremmo voluto conoscere quali sono le priorità per quanto riguarda le manutenzioni, dove si troveranno le coperture? Anziché sentire una sintesi della relazione, avremmo preferito una riflessione sui risultati e risposte puntuali ai quesiti, ad esempio sul futuro dell'ex "Tecdis", dell'ex "Zincocelere", dell'ex "Montedison" o dell'immobile di Gignod. Urge ridare una vera centralità al Consiglio regionale».
«Dal 1997 al 2012, sono state 89 le domande di insediamento per le "Pepinières"
- ha quindi chiesto Nello Fabbri, consigliere regionale UVP - su più di quattrocento contatti. Vorremmo conoscere l'indice di sopravvivenza delle 48 start-up, come queste si sono inserite nel mondo del lavoro valdostano e se abbiamo avuto ricadute positive nel creare posti di lavoro. Ci chiediamo inoltre se "Vallée d'Aoste Structure" abbia sempre seguito il percorso di tutte le aziende».
«Nella relazione si parla di programmare per creare uno sviluppo futuro per la Valle d'Aosta
- ha quindi stigmatizzato Elso Gerandin, vice capogruppo UPV - ma non si intravedono le strategie per metterlo in campo. Di fatto si continua a vivere di ricordi e alla giornata. Sembra di essere in un gioco delle scatole cinesi, dove si inseriscono costi di tutti i tipi. La previsione di gestione per il 2013 parla di due milioni ed 800mila euro di perdita, ma si mettono già le mani avanti perché, visto il trend negativo, si dice che la situazione sarà opportunamente rappresentata al socio "Finaosta" al fine di reperire nuove risorse. E' veramente preoccupante l'assenza di indirizzi politici, la mancanza di una volontà di cambiare rotta. Questa relazione è la rappresentazione di una situazione che ha fatto il suo tempo. Oggi dobbiamo cambiare metodo: quando discuteremo il bilancio regionale vi proveremo che si può».
«Esiste una difficoltà per ridurre i canoni di locazione
- ha risposto Pierluigi Marquis, prima della presa d'atto della relazione da parte del Consiglio Valle - un obiettivo, questo, su cui si dovrà lavorare e, nel contempo, raggiungere il pareggio di bilancio. Questa è una difficoltà operativa, in cui si manifestano gli obblighi cui devono sottostare gli amministratori, che da un lato devono garantire profitti dalle locazioni secondo regole di mercato, e dall'altra soddisfare esigenze di natura collettiva finalizzate a migliorare le condizioni di insediamento».

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