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Pessimismo da parte della "Confindustria" valdostana sulle prospettive nei primi mesi del 2015: «non si vede la ripresa» evidenzia la Pirovano

redazione 12vda.it
Monica Pirovano, presidente 'Confindustria' della Valle d'Aosta

"Forte incertezza" per quanto riguarda il quadro economico della Valle d'Aosta per i primi tre mesi del 2015 da parte della "Confindustria" regionale: l'indagine trimestrale dell'associazione che raccoglie 154 imprese, effettuata sul 24,4 per cento degli associati, evidenzia un peggioramento di quasi tutti i principali indicatori congiunturali. Migliorano solo i dati relativi all'utilizzo medio degli impianti e delle previsioni di produzione, che rimangono sostanzialmente stabili: «questo perché, molto probabilmente, le imprese ipotizzano di mantenere sostanzialmente invariati i livelli di produzione - spiega Monica Pirovano, presidente della "Confindustria" della Valle d'Aosta – attuando politiche di riorganizzazione e di riduzione dei costi. Anche le aspettative degli imprenditori valdostani continuano ad essere per il prossimo trimestre poco ottimistiche, ulteriore segnale di una crisi che il nostro tessuto imprenditoriale considera più lunga e profonda rispetto a quanto previsto. L'unico dato in controtendenza è quello relativo alle attese sulle esportazioni che di solito sono il sintomo di un avvio di un circolo virtuoso per l'intera economia».

L'indagine conferma quindi la mancata ripresa in Valle d'Aosta: la conferma di una chiusura d'anno poco rosea viene evidenziata dal dato relativo al "carnet ordini" con un aumento della quota di aziende che lo ritengono sufficiente a coprire solamente da uno a tre mesi, passando dal 31,8 per cento del trimestre precedente al quaranta per cento dell'attuale. Un dato sostanzialmente stabile è quello relativo al grado medio di utilizzo degli impianti che passa dal 58,53 per cento del trimestre precedente al 62,5 per cento dell'attuale mentre rallenta il "trend" positivo fatto registrare lo scorso trimestre relativo alla variazione negli investimenti programmati. A dicembre la percentuale degli imprenditori che dichiara un andamento dei pagamenti in ritardo è del 45 per cento ed il dato relativo alle aspettative per l'export resta negativo passando da un valore del -31,25 per cento dello scorso trimestre, al -16,67 per cento.

Nello stesso modo continua il trend negativo degli investimenti: la metà degli imprenditori prevede di non realizzare alcun investimento nei prossimi tre mese e la quota di imprese che prevede di effettuare interventi per ampliamento della capacità produttiva diminuisce leggermente e continua ad attestarsi su livelli marginali. Aumenta, ma non in modo significativo, la quota di impresa che pensa di effettuare investimenti ma solo per sostituzione di impianti preesistenti, dal 28 per cento dello scorso trimestre al trenta per cento dell'attuale.

Sul fronte dell'acquisizione di nuovi ordini, il dato fa registrare un'ulteriore discesa, con il saldo che scende ulteriormente a -13,64 per cento. L'andamento delle aspettative circa i livelli di produzione quindi, riflette queste difficoltà: nel trimestre tra gennaio e marzo il saldo fa registrare una debole flessione rispetto al trimestre precedente calando fino ad un valore negativo del 13,04 per cento: «dai dati forniti dal campione di nostre imprese associate – aggiunge la Pirovano – emerge, ancora una volta, un quadro complessivo del sistema produttivo regionale piuttosto incerto e problematico. Non si vedono ancora quei segnali che possano assicurare continuità di crescita e d'altro canto permangono sul territorio regionale elementi che ci mostrano chiaramente come la nostra economia regionale sia ancora lontana da poter raggiungere i livelli pre-crisi. In tal senso, ritieniamo sia necessario avviare politiche coraggiose che vedano nella centralità dell'impresa e del lavoro le priorità da perseguire e che abbiano come scopo un sensibile aumento del "pil". In tal senso, accogliamo con favore la misura varata dalla "Bce" che prevede l'acquisto di titoli per 1.140 miliardi di euro che dovrebbe portare, in base alle valutazioni fatte dal "Centro studi" di "Confindustria", ad un aumento del "Pil" dell'1,8 per cento e 3,2 miliardi di risparmio sugli interessi per le imprese».

Se a livello nazionale, a dicembre, l'Istat ha segnalato una crescita degli occupati dello 0,4 per cento, con una crescita globale di 93mila unità in un mese, dopo due cali consecutivi, con il parallelo calo al 42 per cento del tasso di disoccupazione dei giovani che cercano un impiego, in Valle d'Aosta, secondo la "Confindustria", il mercato del lavoro riflette gli andamenti dell'economia con i fattori di rischio che presentano ripercussioni anche sull'occupazione, con il dato relativo sia all'andamento occupazionale sia quello relativo alla "Cassa integrazione" che fanno registrare un peggioramento.

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