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Valorizzazione e consolidamento dello stabilimento di Verrès: la "Lavazza" non raddoppia la presenza in Valle d'Aosta: investimenti a Gattinara ed in India

redazione 12vda.it
L'interno dello stabilimento 'Lavazza'

Non sorgerà, a Verrès, un nuovo stabilimento della "Lavazza", che si ipotizzava potesse essere realizzato nell'area ex "Balzano", ma si valorizzerà quello attuale, operativo da ventiquattro anni, di proprietà di "Vallée d'Aoste structure", la società della Regione che gestisce gli stabili industriali in Valle d'Aosta. Nelle scorse settimane si sono infatti tenuti diversi incontri tra Eleuterio Quagliarini, responsabile delle "operations" dell'azienda torinese che produce e commercializza caffè nei cinque continenti, ed il presidente della Regione, Augusto Rollandin per analizzare l'operatività e le prospettive della "Lavazza" in Valle d'Aosta: «l'impianto di Verrès è un polo produttivo importante – ha affermato Quagliarini - e confermiamo quindi la volontà di mantenere la produzione sul territorio in virtù anche degli ottimi risultati che questo stabilimento ha garantito nel corso degli anni».
Secondo quanto evidenziato dall'azienda, le difficili condizioni dei mercati e la contrazione dei consumi rendono necessario mantenere la massima efficienza e, per questo, si è scelto di valorizzare l'alto standard di qualità e competitività dal sito di Verrès e di non procedere alla costruzione di un nuovo stabilimento, che a causa dei costi di avvio e di esercizio molto importanti, non sarebbe ad oggi economicamente ragionevole. La "Lavazza" ha però deciso di investire, invece, oltre sessanta milioni di euro nello stabilimento di Gattinara, in provincia di Vercelli, dedicato alla produzione di cialde per i sistemi espresso, dove ci sono «elevata professionalità degli addetti, polivalenza, flessibilità ed ottime relazioni sindacali», mentre a Verrès si potrà «assicurare il consolidamento delle condizioni di sviluppo» dello stabilimento, che dal 2008 ha fatto segnare un incremento della produzione di circa il quaranta per cento ed impiega 73 lavoratori, di cui 57 a tempo indeterminato, nell'attività di tostatura e confezionamento del caffè in grani e macinato, attività che si affianca a quella dello storico stabilimento di Torino: «siamo lieti di apprendere da "Lavazza" il mantenimento del ruolo strategico di Verrès all'interno del proprio sviluppo produttivo - ha commentato Rollandin - è davvero positivo che un'azienda così prestigiosa continui a credere e a investire in Valle d'Aosta, con importanti ricadute per l'occupazione e il territorio».
La "Lavazza" aveva iniziato la sua attività in Valle d'Aosta nel 1989, acquistando la maggioranza delle quote societarie della "Co.In.Ca.", antica azienda piemontese associata al "Consorzio São Cafè" ed in ventiquattro anni di attività a Verrès si sono prodotte oltre ventimila tonnellate di caffè torrefatto all'anno. Dal 2003 lo stabilimento ha ottenuto la registrazione "Eco management and audit scheme", certificazione ambientale che, attraverso verifiche continue, conferma la riduzione dell'impatto delle attività produttive sull'ambiente circostante, la riduzione degli sprechi e della produzione di rifiuti e la razionalizzazione dei consumi energetici.
Oltre a Torino, Gattinara e Verrès, la "Lavazza", in Italia, possiede ancora uno stabilimento a Pozzilli, località in provincia di Isernia, dedicato esclusivamente alla decaffeinizzazione del caffè verde, ed opera anche in Brasile, a Tres Rios, nello stato di Rio de Janeiro. Nel 2011 ha iniziato la costruzione di un nuovo stabilimento ad alta capacità produttiva e di livello tecnologico elevato, in India, a Sri City, nello Stato dell'Andhra Pradesh, dove lavorerà quasi totalmente caffè indiano da commercializzare nella zona "Asia-Pacific", secondo mercato di riferimento dopo quello italiano, dove "Lavazza" è presente dal 2007 con circa 180 punti vendita sul territorio.

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