Cinque giorni di referendum tra i lavoratori della "Casino SpA" per decidere sull'accordo: «che sappiano cogliere l'opportunità» raccomandano dalla Direzione

Angelo Musumarra
I lavoratori della 'Casino SpA' in assemblea

Sarà un'urna posizionata in un bar della Casa da gioco da mercoledì 5 a domenica 9 luglio, così da permettere a tutti i 650 lavoratori della "Casinò de la Vallée SpA" di esprimersi, a rappresentare il referendum che dovrà decidere se accettare o meno l'ipotesi di accordo proposta dalla Direzione dell'azienda, negoziata dopo nove incontri con le organizzazioni sindacali e che comunque, anche se prevede la sospensione della procedura di licenziamento di 264 lavoratori, non è condivisa in toto.

«Si è voluto mettere le mani nelle tasche dei lavoratori». «E' stata una trattativa lunga e complicata che alla fine ha portato l'azienda a cedere su pochissime parti - ha spiegato Vilma Gaillard, segretario regionale della "Slc Cgil" dopo aver firmato, insieme agli altri rappresentanti delle organizzazioni sindacali, lo scorso venerdì 30 giugno, la proroga di dieci giorni ai licenziamenti - riteniamo questo documento non in linea con quelli che erano i nostri obiettivi ma l'azienda ci ha detto che questa è l'ultima possibilità di trattattiva. Prendiamo questa proposta, la porteremo ai lavoratori ed andremo a referendum. Abbiamo cercato in tutti i modi di trovare soluzioni alternative al taglio del costo del lavoro e, come sempre, si è voluto mettere mano alle tasche dei lavoratori toccando i loro stipendi. I lavoratori pagano una situazione non dipendente da loro ma da sciagurate scelte fatte in passato, l'azienda è andata avanti per la sua strada e così si va a ledere in maniera molto forte tutta una serie di aspetti normativi e contrattuali».

Iso-pensionamento per 94 lavoratori tra il 2017 e 2018. L'ipotesi di accordo prevede, infatti, la sospensione della procedura di licenziamento collettivo, aperta lo scorso 20 febbraio e che interessava complessivamente 264 lavoratori, di cui 229 della Casa da gioco e 35 del grand hôtel "Billia" ed il ricorso al cosiddetto "percorso Fornero", con le iso-pensioni per 94 lavoratori del Casinò che "maturino i requisiti pensionistici nei prossimi 48 mesi successivi alla risoluzione del rapporto di lavoro", di cui cinquanta entro il 30 novembre prossimo e 44 entro il 30 settembre 2018: "i lavoratori che posseggano i requisiti - si legge nella proposta di accordo - dovranno risolvere volontariamente, in sede protetta, il rapporto di lavoro, entro i venti giorni successivi al ricevimento della comunicazione dell'Inps" che impone loro "l'esplicito divieto di svolgere un'attività lavorativa retribuita, sotto pena della perdita del diritto alla corresponsione del trattamento a carico dell'azienda".

Tagli percentuali agli stipendi: su 6.400 euro mensili quasi mille euro in meno. Per quanto riguarda il "contenimento costo del lavoro", fino a quando "non sarà raggiunto il riequilibrio costi-ricavi" sono sospesi "gli aumenti retributivi individuali" e verrà tagliata la "retribuzione globale di fatto" con cifre che vanno dai 640 euro mensili per i "secondi livelli" degli addetti tecnici (i "croupier") del reparto "Craps, Punto banco e Chemin de fer" fino ai novanta euro dei "settimi livelli" del reparto "Roulette francese, Fair roulette".
Le riduzioni a partire dal 1° gennaio 2018 prevedono sedici scaglioni di reddito, che vanno dai 500 euro lordi fino ad oltre i 7.500 euro mensili, con un taglio percentuale che parte dall'1,5 per cento ed arriva fino al 41,25 per cento a cui si aggiunge una riduzione fissa: l'esempio su uno stipendio lordo di 6.400 euro prevede 799,50 euro di taglio "costante" e il 29,25 percentuale, pari a 117 euro, per un totale in meno, in busta paga di 916,50 euro. I tagli, che prevedono anche la sospensione della "quattordicesima mensilità", verranno mantenuti fino a tutto il 2018 e dopo un'analisi per verificare la relazione tra costi e ricavi, potranno continuare anche per tutto il 2019.

Stop a straordinari, maggiorazioni e limitazioni alle ferie. L'orario di lavoro è stato fissato in 32 ore settimanali, "che dovranno essere di effettiva presenza in servizio, generalmente su cinque giorni" con "sessanta minuti di lavoro e quindici di pausa" e dal 1° luglio non verranno più applicate le maggiorazioni per il lavoro "notturno" e quello "notturno festivo", ma viene previsto "il pagamento, per ogni ora di lavoro prestato dalle ore 22 alle ore 24 una maggiorazione oraria limitata al dieci per cento nonché dalle 24 alle 5, una maggiorazione oraria limitata al 15 per cento".
L'accordo taglia anche diciassette festività nazionali ed infrasettimanali sopprimendo anche quella del 22 gennaio (San Vincenzo, patrono di Saint-Vincent) del 19 marzo (San Giuseppe, festività nazionale), l'"Ascensione" (che in Italia si celebra quaranta giorni dopo Pasqua, quindi il 10 maggio 2018 ed il 30 maggio 2019) ed il "Corpus Domini" (previsto la seconda domenica dopo la "Pentecoste", quindi il 3 giugno 2018 ed il 23 giugno 2019), oltre al 4 novembre, "Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate".
Questo per limitare ad un massimo di 33 giorni di ferie per il personale che lavora su turni ed a contatto col pubblico ed a 31 giorni per tutti gli altri che scendono, per il 2018 rispettivamente a 30 ed a 28 giorni e dal 2019 a 28 e 27 giorni.

Limitate a tre l'anno le assenze per malattia pagate. E' previsto un salario "di ingresso" che "troverà applicazione per i primi trentasei mesi dalla costituzione del rapporto e che permetta all'azienda di realizzare un turn over generazionale, consentendo risparmi nella media di almeno il venticinque per cento rispetto agli attuali livelli di retribuzione globale di ingresso" così come una "riorganizzazione del lavoro anche finalizzata alla fusione dei reparti tecnici ed alla flessibilità degli orari".
Inoltre per il "miglioramento dell'efficienza ed il recupero della produttività", per quanto riguarda le assenze dal lavoro per malattia, "in caso di apertura di più di tre eventi nel corso dello stesso anno la quarta apertura e le successive non saranno coperte da pagamento a carico dell'azienda relativamente ai primi tre giorni" con l'esclusione "dei casi di ricovero ospedaliero e di gravi patologie conclamate".
L'accordo prevede, infine, che "restano in vigore gli accordi raggiunti con "Federmanager" in tema di riduzione del costo del lavoro del personale dirigente di data 12 gennaio 2016 che, per concorde intesa, restano in vigore anche per gli anni 2017, 2018 e 2019".

Gli impiegati tecnici contro l'accordo, ma saranno quelli alberghieri a decidere. Nella giornata di lunedì 3 luglio si è tenuta l'assemblea dei lavoratori dove, pur decidendo di andare a referendum, l'indicazione che è sembrata scaturire è stata quella di non accettare l'accordo e di andare avanti a trattare con l'azienda che, invece, sulla sua proposta, non accetta più discussioni ed ha posto come ultimo termine la giornata di lunedì 10 luglio. A "tenere duro" sarebbero gli impiegati tecnici, che non vogliono vedersi tagliare lo stipendio nonostante da anni il Casinò abbia perso molta clientela medio-bassa, che però faceva "massa critica" ed era ad alta redditività.
Si è così creata una spaccatura tra i lavoratori della Casa da gioco e quelli dei servizi alberghieri che non sono interessati dal taglio dello stipendio ma che, nel caso che l'accordo non passi, rischiano, in 35, il licenziamento: l'aspetto curioso è che loro, economicamente più deboli dei "croupier", potrebbero far scattare il "quorum" per dare validità al referendum, il cui eventuale risultato positivo avrà conseguenze anche su coloro che hanno deciso di non partecipare o di votare contro, cercando la rottura con la Dirigenza, consapevoli che i licenziamenti interessano comunque in maniera minoritaria l'area tecnica.

"Confronto complesso in cui sono state accolte le richieste dei sindacati". "Prendiamo atto che i dipendenti hanno dato mandato alle organizzazioni sindacali di organizzare una consultazione referendaria sull'ipotesi di accordo presentata il 30 giugno scorso - si legge in una nota della Direzione del "Casino de la Vallée SpA" - ad esito di un articolato e complesso confronto con le rappresentanze sindacali durato settimane e nel corso del quale l'azienda ha accolto molteplici richieste di parte sindacale. Vi è dunque la consapevolezza che la soluzione a cui si è pervenuti consenta di superare la procedura di licenziamento collettivo, che coinvolge lavoratori della Casa da Gioco e del Grand hôtel "Billia", le disdette inerenti la contrattazione aziendale e, nel contempo, sia rispettosa delle prescrizioni del "Piano di ristrutturazione" approvato dalla Regione, anche in materia di riequilibrio ricavi-costi. Si ricorda che l'adozione del "Piano", in base alle determinazioni della Regione, è indispensabile per garantire la prosecuzione dell'attività aziendale, ottenere i necessari finanziamenti, sia della proprietà che del settore bancario, nonchè porre le basi per il rilancio dell'attività".

"La "procedura Fornero" non avrà incidenza sui costi del personale". "In tale contesto - continua la nota - si sottolinea, altresì, che l'intesa consente di accogliere novantaquattro richieste di uscite, attraverso la "procedura Fornero", scadenziate tra il 2017 ed il 2018, tutte su base volontaria, permettendo l'accompagnamento alla pensione degli interessati, peraltro con risorse reperite all'esterno e senza incidenza sui costi del personale. Sotto il profilo organizzativo, l'azienda si è impegnata ad avviare immediatamente un confronto con le organizzazioni sindacali al fine di affrontare aspetti organizzativi e di disciplina contrattuale collettiva, in modo da pervenire in tempi brevi, entro il corrente anno, ma con l'obiettivo di abbreviare i tempi, a soluzioni che consentano di cogliere le nuove opportunità del settore e di realizzare i progetti e nuove iniziative previsti nel Piano, monitorando inoltre tutti gli ambiti inerenti il contenimento costi complessivi ed incremento ricavi".

"Questa è l'unica modalità per raggiungere l'equilibrio finanziario". "Sempre al fine di evitare i licenziamenti collettivi - si legge ancora - ma in presenza di un oggettivo squilibrio tra ricavi aziendali e costi del personale, si è operato un intervento su detti costi. Detto intervento è stato oggetto di ampio confronto e dibattito con le organizzazioni sindacali, e risulta ora modulato in misura variabile e progressiva, così da incidere in maniera minimale sulle fasce di reddito più basse. La Direzione aziendale si è peraltro dichiarata disponibile a rivedere gli interventi economici in presenza di uno stabile riequilibrio del rapporto costi-ricavi così come indicato nel Piano. L'adozione delle misure di cui sopra costituisce l'unica modalità idonea, senza ulteriori riduzioni del personale, per raggiungere l'equilibrio finanziario e di gestione, consentendo di affrontare le sfide della competizione globale e a fungere da volano per l'economia della Valle d'Aosta. L'accordo prevede, altresì, interventi funzionali di razionalizzazione per un recupero di efficienza ed incremento dei ricavi, interventi peraltro che saranno oggetto di approfondimento nelle consultazioni sindacali che si dovranno aprire, qualora l'ipotesi di accordo dovesse divenire operante. A riguardo è stato previsto un calendario di continuo confronto con le organizzazioni sindacali e precise scadenze per giungere ad una nuova contrattazione, nonché a monitorare la realizzazione del Piano industriale".

"Che i lavoratori sappiano cogliere l'opportunità". Per questo motivo "si auspica che l'ipotesi di accordo sia correttamente e complessivamente valutata - conclude la nota - e che, con l'approvazione in sede referendaria, si possa dare avvio al percorso virtuoso di superamento della grave situazione attuale e di creazione dei presupposti per l'indispensabile rilancio di tutti i settori, sia l'albergo che la Casa da gioco. Anche alla luce degli ultimi e recenti avvenimenti di cui la stampa ha dato notizia e che avrebbero coinvolto le precedenti gestioni, si confida che i lavoratori interessati siano consapevoli dell'importanza di cogliere questa opportunità".

Ultimo aggiornamento: 
Martedì 4 Luglio '17, h.20.10

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