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Niente referendum popolare sulla ferrovia: "la legge regionale recepisce pienamente" la petizione di settemila firme

redazione 12vda.it
Treni alla stazione di Aosta

Non si farà il referendum popolare sulla ferrovia: la Commissione regionale per i procedimenti referendari e di iniziativa popolare, riunitasi lo scorso martedì 6 dicembre, ha deliberato che "il referendum propositivo sulla proposta di legge di iniziativa popolare in materia di ferrovia e sistema pubblico integrato dei trasporti non debba avere luogo, in quanto la legge regionale approvata dal Consiglio Valle il 22 novembre scorso, pur con un nuovo testo, ne recepisce pienamente i principi ispiratori e i contenuti essenziali".
Lo ha comunicato Andrea Rosset, presidente dell'Assemblea consiliare, nel pomeriggio di lunedì 12 dicembre, in apertura della riunione di quattro giorni dedicata alla legge di stabilità ed al bilancio di previsione della Regione per il triennio 2017-2019.

Il trasporto ferroviario "asse centrale della mobilità territoriale. La proposta di legge, approvata all'unanimità dal Consiglio Valle, che era stata accompagnata lo scorso 19 luglio da 7.143 firme, contiene le "disposizioni per una ferrovia moderna ed un efficiente sistema pubblico integrato dei trasporti", declinate in un nuovo testo di due articoli concordato dalla quarta Commissione consiliare permanente presentato in aula da Giuseppe Isabellon per la maggioranza e da Patrizia Morelli per la minoranza. "La Regione considera indispensabile e urgente il miglioramento del servizio ferroviario - si legge - individua nel potenziamento della ferrovia, per la sua valenza rispetto alla mobilità locale, all'utilizzo turistico ed alla qualità ambientale, il grande progetto del prossimo decennio. La Regione definisce come asse centrale del sistema della mobilità territoriale regionale il trasporto ferroviario, per assicurare il più alto grado di accessibilità sia sociale sia economica al territorio valdostano. Asse centrale il cui servizio di trasporto deve essere coordinato ed integrato con un efficiente servizio di autolinee nelle vallate, nei centri urbani e nelle località laterali".
Per questi motivi, "la Giunta regionale, entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, previe le necessarie consultazioni con "Rete Ferroviaria Italiana" per quanto concerne gli investimenti infrastrutturali, e nell'esercizio delle proprie attribuzioni" relativamente alla norma d'attuazione in materia di trasporto ferroviario, "presenta all'esame del Consiglio regionale un "Programma strategico di interventi" finalizzato al potenziamento del trasporto pubblico e all'efficace inserimento del ferrovia valdostana nel contesto nazionale ed internazionale dei trasporti".

Sette punti, anche per riattivare la "Aosta - Pré-Saint-Didier". Il programma prevede sette punti, vale a dire di "elettrificare, ammodernare, raddoppiare selettivamente e velocizzare la linea ferroviaria "Aosta - Ivrea", riattivare e potenziare la linea e il servizio ferroviario sulla direttrice "Aosta - Pré-Saint-Didier" valorizzando le stazioni storiche, le potenzialità turistiche e l'integrazione con la linea "Aosta - Ivrea", prospettare le modalità per il reperimento di risorse finanziarie regionali per partecipare agli investimenti infrastrutturali assicurandone la sostenibilità nel quadro complessivo delle finanze regionali, esporre le possibilità di attingere a risorse statali ed europee per il finanziamento delle opere necessarie al potenziamento ferroviario e per la prosecuzione della linea ferroviaria fino a Courmayeur, coordinare modalità ed orari dei servizi ferroviari e dei servizi di autolinee, evitando sovrapposizioni, concorrenze e disagi per gli utenti, introdurre il biglietto e l'abbonamento unico per l'accesso a tutti i mezzi di trasporto pubblico ed individuare ulteriori e più incisive modalità di sostegno e promozione dell'uso del trasporto pubblico".

«Il Consiglio Valle non può rimanere sordo» aveva detto Patrizia Morelli. «Il valore strategico della ferrovia è sempre stato confermato dai vari Governi che si sono succeduti - aveva commentato la Morelli - ma a dichiarazioni di intenti non sono poi seguiti impegni concreti. La partecipazione della popolazione a decisioni importanti è un valore aggiunto ed in questo caso però la lettura deve avere un'altra valenza, riconoscendo che la presentazione di questa proposta di legge acclara e certifica l'inadeguatezza della politica valdostana su di un tema fondamentale. E' proprio per scuotere il Governo regionale dalla sua inerzia che all'inizio del 2016 un gruppo di cittadini affiancati dalle associazioni, dai sindacati e dai movimenti politici più sensibili ha deciso di avviare l'iter non semplice della proposta di legge di iniziativa popolare che in poco tempo è stata sottoscritta da più di settemila cittadini. Accogliere il provvedimento rappresenta per il Consiglio regionale una nuova chance, sancendo in modo chiaro che il miglioramento del servizio ferroviario è indispensabile e urgente, oltre che il suo potenziamento deve essere il grande progetto per il prossimo decennio. Possiamo così segnare un punto di partenza importante, che convogli tutte le competenze per l'ammodernamento della ferrovia, che costituisce un obiettivo irrinunciabile per il futuro della nostra regione. Questa legge dà legittimazione ad azioni puntuali su cui non sarà più necessario discutere, ma agire di conseguenza prevedendo altresì i finanziamenti necessari, il Consiglio regionale non può rimanere sordo a quanto la comunità chiede a gran voce».

Ma Aurelio Marguettaz non nasconde le difficoltà. «Il principio di questa legge è assolutamente condivisibile - aveva evidenziato Aurelio Marguerettaz, assessore regionale al turismo, sport, commercio e trasporti - anche se non mancano alcune criticità che interessano la tratta ferroviaria, come le otto zone rosse per frane e le quattro zone rosse per alluvione, ma anche i costi delle progettazioni e degli studi effettuati. La ferrovia è un valore per tutti, ma il problema è riuscire a creare le condizioni per svolgere l'attività. Relativamente da poco la Valle d'Aosta ha avuto le competenze e nel "Documento di programmazione economica" sono state inserite le risorse necessarie a elaborare i vari atti prodromici alla programmazione, alla progettazione e esecuzione dei lavori. L'Assessorato si impegnerà immediatamente nell'applicazione della norma, ma chiediamo che venga subito costituito un gruppo per verificare congiuntamente lo stato di avanzamento delle attività conseguenti a questa norma, coinvolgendo anche i proponenti. In questo modo non potranno sorgere equivoci sulla volontà di procedere nel senso auspicato da tutti. Nessuno si è mai dichiarato contrario all'obiettivo che cerchiamo di perseguire per la nostra ferrovia, il percorso che ci attende sarà particolarmente difficoltoso, non bisogna farsi illusioni, soprattutto per quanto riguarda i finanziamenti. A questo proposito, tenuto conto delle ristrettezze da parte dello Stato, auspico l'attribuzione di risorse europee».

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