Pierluigi Marquis conferma la disponibilità dei Benetton a vendere la maggioranza delle quote della "Rav": «solo con una gestione pubblica tariffe più sostenibili»

Angelo Musumarra
Il casello autostradale di Saint-Pierre

La "Società italiana per il Traforo del Monte Bianco - Sitmb SpA", gestore, insieme alla francese "Atmb Sa", del tunnel stradale che collega Courmayeur con Chamoix, socio di maggioranza della "Raccordo autostradale Valle d'Aosta - Rav SpA", potrebbe cedere il suo 58 per cento delle quote alla Regione autonoma Valle d'Aosta, che possiede il restante 42 per cento della società che gestisce il tratto dell'autostrada "A5" che va da Entrèves a Saint-Pierre.
Lo aveva anticipato in Consiglio Valle, lo scorso giovedì 3 agosto, il presidente della Regione, Pierluigi Marquis, che aveva guidato la "Rav" dal 2005 al 2012, confermando «la disponibilità pervenuta da parte del socio di riferimento di prendere in esame l'eventuale cessione della loro quota in ambito di "Rav" - ha precisato lunedì 7 agosto, dopo la riunione della Giunta regionale - conseguente alla definizione dell'ordine del giorno che era stato approvato nel mese di dicembre in Consiglio regionale, di cui ero stato io il relatore, dove erano fatte tutte una serie di considerazioni per arrivare a definire le politiche tariffarie».

"I costi chilometrici dell'autostrada valdostana sono circa il doppio delle media nazionale". L'ordine del giorno, tra i diciotto approvati dall'Assemblea consiliare lo scorso 14 dicembre, durante la discussione sulla formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione e della legge di stabilità regionale per il triennio 2017-2019 partiva dal presupposto che "le tratte autostradali valdostane in concessione a "Sav" e "Rav" registrano i costi di percorrenza chilometrica per i veicoli leggeri di € 0,18 ("Rav") e € 0,21 ("Sav") che corrispondono a circa il doppio dei costi di percorrenza chilometrica autostradale rispetto alla media nazionale" ed impegnava infatti il Governo regionale "ad acquisire entro 120 giorni una stima del valore delle quote azionarie della società autostradale "Rav SpA" - si legge - oggi in capo a socio privato, ed una valutazione dei benefici che potrebbero derivare alla Valle d'Aosta da una loro acquisizione che peraltro metterebbe nelle condizioni di determinare le politiche tariffarie" oltre a proporre di "avviare, nel contempo, con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti un confronto sull'argomento con l'obiettivo di verificare la disponibilità, nel caso di possesso dell'intero pacchetto azionario in capo all'ente pubblico, ad allungare l'attuale concessione relativa al tratto autostradale in gestione alla "Rav SpA" in modo da potere contenere al massimo le politiche di incrementi tariffari" ed a chiedere "all'azionista privato della società "Rav" (mai citato esplicitamente, n.d.r.) la disponibilità a vendere alla Regione le quote di rispettiva competenza" della relativa società.

«Necessario l'intervento del Ministero per intervenire sulla concessione». Il capitale sociale della "Rav" è di 343,805 milioni di euro, di cui 284,350 milioni di azioni ordinarie (164,923 milioni alla "Sitmb" e 119,427 milioni alla Regione) e 59,455 milioni di azioni privilegiate, totalmente sottoscritte dalla Regione, con un patrimonio netto di 292,498 milioni di euro: «in quella circostanza - ricorda Marquis - si era arrivati alla sintesi che, per poter definire le politiche tariffarie autostradali nel contesto legislativo italiano, c'è la necessità di avere la disponibilità delle completa proprietà in ambito pubblico. Sulla base di questo abbiamo fatto delle verifiche con l'azionista di riferimento, col Ministero delle Infrastrutture ed è stato avviato un confronto che ha portato l'azionista a riscontrarci la sua disponibilità, su determinati presupposti. Questi devono anche vedere coinvolto lo Stato, perché è il Ministero che deve intervenire sulla questione dato che il tutto è strutturato sul fatto che, una volta che la proprietà dovesse essere completamente in mano pubblica, vi è la possibilità di procedere all'allungamento della concessione (attualmente in scadenza al 31 dicembre 2032, tra oltre quindici anni, n.d.r.), perché diversamente bisogna andare in gara a scadenza. Questo consentirebbe di poter mettere in atto degli ammortamenti finanziari compatibili con una politica tariffaria diversa, più sostenibile, sia nei riguardi dell'accessibilità dell'alta Valle da parte del turista e quindi anche da coloro che, quotidianamente, devono scendere dall'alta alla bassa Valle così come per tutti i pendolari che, per ragioni di lavoro, devono fare ricorso all'utilizzo dell'autostrada».

Nel 2016 la "Rav" ha perso oltre quattro milioni di euro. Nel 2016, il bilancio della "Rav", che impiega 52 persone, di cui 46 assunte a tempo indeterminato, a fronte di 19,260 milioni di euro di ricavi, presenta una perdita di 5,695 milioni di euro sul risultato operativo, cresciuta di 847mila euro rispetto al 2015, quando il "rosso" era stato di 4,848 milioni di euro. Il risultato di esercizio risulta quindi essere negativo per 4,349 milioni di euro, la metà rispetto agli 8,771 milioni di euro del 2015, valore sul quale "incide prevalentemente la diversa composizione delle imposte sul reddito dell'esercizio 2016 rispetto all'anno precedente".
"Autostrade per l'Italia", la società che controlla la "Rav", a sua volta controllata dalla "Atlantia SpA", di proprietà di famiglia Benetton, lo scorso aprile aveva dismesso una quota di minoranza, pari al dieci per cento, per un valore di 1,48 miliardi di euro, al consorzio "Allianz capital partners", con i tedeschi di "Allianz Group" come soci maggioritari, mentre un altro cinque per cento era andato ai cinesi di "Silk road fund". Un'ulteriore quota del 2,5 per cento è opzionabile da "Allianz" fino al prossimo 31 ottobre e sono in corso valutazioni per accettare un offerta pubblica da parte degli spagnoli di "Abertis Infraestructuras Sa".


Ultimo aggiornamento: 
Lunedì 7 Agosto '17, h.18.10

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