Quasi nove euro per percorrere i quaranta chilometri di "A5" da Saint-Pierre a Courmayeur: la "Rav" "adegua" il pedaggio dopo gli aumenti bloccati negli scorsi anni

Angelo Musumarra
L'ingresso della 'A5' al casello automatico di Saint-Pierre

E' ben oltre le aspettative l'aumento del pedaggio che scatterà da lunedì 1° gennaio 2018 sull'autostrada "A5" nel tratto gestito dalla "Rav - Raccordo autostradale Valle d'Aosta". Se lo scorso 5 dicembre il presidente della Regione, Laurent Viérin, in Consiglio Valle, aveva espresso il proprio sdegno sulla prospettiva di un incremento delle tariffe nell'ordine del 14 per cento, l'aumento reale, autorizzato venerdì 29 dicembre dal Ministero per le infrastrutture e da quello dell'economia, sarà del 52,69 per cento: per percorrere i quaranta chilometri della "autostrada efficiente e amica dell'ambiente che unisce l'Italia all'Europa" (come si legge sul sito Internet) che collegano i caselli automatici tra Saint-Pierre ed Entrèves si passa dagli attuali 5,60 ad 8,55 euro, con un costo medio di oltre ventuno centesimi al chilometro: «abbiamo appreso solo oggi di questa decisione - commenta Laurent Viérin a 12vda - un aumento che reputiamo vergognoso, completamente irrispettoso dell'utenza e del territorio sia per i residenti ed anche per una regione turistica, per una tratta che già era tra le più care esistenti. Nei prossimi giorni manifesteranno di nuovo la nostra totale contrarietà in tal senso».

La "Rav" deve ripianare un bilancio in rosso. Nel luglio 2016 la "Rav", presieduta dal gennaio 2013 dal commercialista aostano Stefano Fracasso, rappresentante dell'Amministrazione regionale (socia di minoranza con il 42 per cento delle quote, mentre il restante 58 per cento è in mano alla "Società italiana per il Traforo del Monte Bianco", controllata al 51 per cento da "Autostrade per l'Italia", che fa riferimento, come principale azionista, alla famiglia Benetton) insieme a Stefania Notarpietro ed a Walter Dufour, aveva visto accettato il suo ricorso al "Tribunale amministrativo regionale" di Aosta contro il Ministero, che aveva bloccato gli «adeguamenti tariffari» precedenti, imposizione che aveva portato in rosso il "Piano finanziario", dato che si presentava la necessità di ripianare il passivo con un provento «a copertura squilibrio» di 18,8 milioni l'anno dal 2016, prevedendo quindi un aumento del 10 per cento dal 2016 al 2019 e poi dell'1,5 per cento annuo fino al 2032, anno di scadenza della concessione. La "Rav" aveva chiesto al Ministero anche un "valore di subentro" di 164,4 milioni di euro, ma la risposta del Governo, dopo numerose sollecitazioni, era stata negativa «stante l'impossibilità di concedere contributi in conto gestione per vincoli di finanza pubblica» e per «problematiche di carattere generale legate alle dinamiche tariffarie».
Il risultato è che nel 2016 il bilancio della "Rav" ha chiuso con una perdita di 4,349 milioni di euro ed un risultato operativo negativo di 5,695 milioni di euro, a fronte di 19,260 milioni di euro di ricavi (oltre la metà tramite "Telepass"), ed un margine operativo lordo di 6,787 milioni di euro, con 3.495.238 veicoli transitati, di cui 897.164 pesanti. Nel 2015 la perdita d'esercizio era stata di 8,771 milioni di euro.

"Riconoscimento delle pronunce giudiziarie sui ricorsi". Proprio in virtù della pronuncia del "Tar", così come per altre due concessionarie (la "Strada dei Parchi" di Carlo Toto che gestisce le autostrade "A24" ed "A25" tra Lazio ed Abruzzo, che aumenterà il pedaggio del 12,89 per cento, ed "Autostrade Meridionali", concessionario in proroga della "A3 Napoli - Salerno", che incrementerà le tariffe del 5,98 per cento) la "Rav" è stata autorizzata ad applicare l'enorme aumento tariffario, superiore alla media di settore del 2,74 per cento, con il "riconoscimento delle pronunce giudiziarie su ricorsi attivati dalle società - si legge in una nota del Ministero delle infrastruttire - tali incrementi recepiscono peraltro recuperi di adeguamenti relativi ad esercizi precedenti. L'eventuale inottemperanza alle disposizioni giudiziarie avrebbe esposto l'Amministrazione ad un aggravio di oneri".
Per il Governo nazionale "l'incidenza di tali incrementi risulta comunque circoscritta per via del limitato volume di traffico interessato, complessivamente il 4,45 per cento del totale della rete", con la "Rav" che rappresenta lo 0,11 per cento, mentre le "Autostrade Meridionali" arrivano all'1,99 per cento e la "Strada dei Parchi" al 2,35 per cento.

Gli altri aumenti: nulla da "Sav", 1,72 per cento da "Ativa". Per quanto riguarda il restante tratto della "A5", la parte gestita dalla "Sav - Società autostradale valdostana", da "Aosta est" a Quincinetto, non subirà aumenti, mentre il tratto che arriva fino a Torino, in mano alla "Ativa", prevede un incremento del pedaggio dell'1,72 per cento. E' sensibile l'aumento concesso alla "Satap" sulla "A4 Torino - Milano", che arriva all'8,34 per cento "remunerando in particolar modo gli investimenti di adeguamento e potenziamento della rete eseguiti - si legge ancora nella nota del Ministero - da ricondursi in misura pari a 6,64 per cento al parametro legato agli investimenti di adeguamento della terza e quarta corsia per 474 milioni di euro nel periodo 2013 - 2017", così come il 13,91 per cento sulla "A7 Milano - Genova", gestita dalla "Milano Serravalle Milano Tangenziali" dove "l'incremento è da ricondursi in misura pari a 10,32 per cento agli investimenti di adeguamento e potenziamento diffusi sull'intera tratta per 188 milioni di euro nel periodo 2013 - 2017" recependo "gli effetti delle misure di contenimento tariffario adottati negli anni precedenti in considerazione della situazione congiunturale".

Per andare in Francia resta più conveniente passare per il Frejus. Gli altri aumenti riguardano la "Sitaf", che chiederà il 5,71 per cento in più per percorrere la "A32 Torino - Traforo del Frejus", la "Bre.Be.Mi." che gestisce la "A35 Brescia - Bergamo - Milano" (4,69 per cento), la "Autostrada dei fiori" per la "A6 Torino - Savona" (2,79 per cento), la "T.E.E.M." per la "A58 - Tangenziale est esterna di Milano" (2,70 per cento), la "Autostrada Pedemontana Lombarda" per la "A36" (1,70 per cento), la "Satap" per la "A21 Torino - Piacenza" (1,67 per cento), la "Autostrade per l'Italia" per la "A10 Genova - Savona" e la "A12 Genova - Sestri Levante" (1,51 per cento) e la "Autostrada dei Fiori" per la "A10 Genova - Ventimiglia" (0,98 per cento), mentre per la "Autostrada Asti - Cuneo", la "A33", non sono stati previsti aumenti.

"Per oltre la metà delle autostrade l'aumento è in linea con l'inflazione". "L'aggiornamento annuale delle tariffe deriva dall'applicazione di quanto contrattualmente previsto dalle "convenzioni uniche" - spiega ancora la nota del Ministero delle Infrastrutture - stipulate dal 2007 in attuazione della legge di riforma del settore, la numero 296/2006, unitamente alle delibere "Cipe" del 2007 e del 2013 che hanno stabilito le formule tariffarie e criteri di calcolo. La successione delle norme e degli atti convenzionali ha dato luogo a diversi regimi tariffari che tengono conto, pur con diverse modalità, dei parametri legati all'inflazione (programmata o reale), alla qualità, al recupero della produttività nonché agli investimenti in beni devolvibili effettuati. In particolare per quanto attiene la spesa per investimenti, sono stati considerati gli importi sostenuti dalle società nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2016 ed il 30 settembre 2017, pari a 755,916 milioni di euro di cui 487,691 milioni di euro sono stati riconosciuti ai fini della remunerazione. La differenza, pari a 268,225 milioni di euro non genera alcun incremento ai sensi delle vigenti pattuizioni convenzionali. Sulla base del quadro regolamentare vigente, ed a seguito delle verifiche istruttorie poste in essere, sono stati firmati, quindi, i decreti Interministeriali di concerto tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell'economia e delle finanze".
"Per oltre la metà dell'intera estensione autostradale le variazioni riconosciute - conclude la nota - risultano in linea con il tasso d'inflazione corrente. Per molteplici tratte l'effetto degli arrotondamenti non determina alcuna variazione".

Ultimo aggiornamento: 
Sabato 30 Dicembre '17, h.08.55

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