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Quasi settantuno milioni di fatturato e 27 milioni e mezzo di persone trasportate dagli impianti di risalita valdostani. Rollandin annuncia la creazione di una "holding"

Angelo Musumarra
Ferruccio Fournier, Augusto Rollandin, Aurelio Marguerettaz e Mirko Blanchet durante l'incontro

Soddisfazione a tutti i livelli per i risultati della stagione invernale 2015-2016, che ha visto, nelle ventitré stazioni sciistiche in Valle d'Aosta, quasi 27 milioni e mezzo di persone complessivamente trasportate dai 168 impianti funiviari in esercizio, che danno lavoro a 950 persone, per un fatturato complessivo lordo di 70 milioni e 700mila euro.
I dati sono stati diffusi mercoledì 1° giugno durante un incontro tra Amministrazione regionale ed "Associazione valdostana impianti a fune - Avif" «pensavamo potesse essere interessante fare il punto della situazione - ha spiegato Aurelio Marguerettaz, assessore regionale al turismo, sport, commercio e trasporti - capire l'andamento e fare delle riflessioni, in parallelo con presenze alberghiere, e condividere così il risultato di tutta una serie di attività, dato che, se da una parte la neve e la meteorologia non dipendono da noi, dall'altra, al contrario, ci sono diverse azioni svolte sia in maniera promozionale che infrastrutturale. Infatti, in questi anni, sono state tante le iniziative che hanno permesso di migliorare le infrastrutture offrendo dei comprensori sciistici all'avanguardia. Noi abbiamo tanti progetti e seguiamo con attenzione gli aspetti normativi europei: fino ad oggi con un'abbondanza di risorse si affontavano serenamente impegni decennali e ventennali, ora certe rendite di posizione che avevano certi costruttori dovranno cessare».

Dei 27 milioni 403mila e 561 passaggi totali, oltre 26.700 sono stati realizzati dalla "Cervino SpA", dalla "Monterosa SpA", dalle "Funivie Piccolo San Bernardo SpA", dalla "Courmayeur Mont Blanc funivie Spa" e dalla "Pila SpA" (con un calo del 4,21 per cento sulla media delle cinque stagioni precendenti), mentre solo 310mila e 636 sono quelli contati nelle stazioni minori di Rhêmes-Notre-Dame, Ollomont, La Magdeleine e Valgrisenche (salite del 3,97 per cento), valore inferiore a quello realizzato dalla "Skyway Monte Bianco" che ha fatto segnare 358.385 passaggi, quasi il trecento per cento in più dell'anno precedente, quando però era operativo ancora il vecchio impianto. Complessivamente, nella stagione 2015-2016 il calo dei passaggi è del 3,29 per cento, rispetto alla media delle cinque stagioni precedenti, valore che sale 5,05 se non si considera la "Skyway".

Per quanto riguarda gli arrivi, da dicembre a marzo sono stati complessivamente 455.146, di cui 287.751 italiani e 167.395 stranieri, con una crescita del dodici per cento rispetto all'anno precedente. Nello stesso periodo le presenze sono state un milione 550mila e 690 di cui 745.164 italiani e 805.526 stranieri, l'undici per cento in più rispetto al 2015, : «da dicembre a marzo avevamo avuto una serie di timori - ha proseguito Marguerettaz - a causa della scarsità di precipitazioni, che poi fortunatamente non hanno avuto riscontro dal punto di vista alberghiero dato che negli ultimi cinque anni si è verificato il valore massimo deli arrivi e delle presenze. Abbiamo avuto delle sorprese dal mercato italiano, con più del sessanta percento degli sciatori provenienti da Piemonte, Lombardia e Liguria, che rappresentano oltre il sessanta per cento per le presenze alberghiere, mentre il mercato estero si è modificato, sempre con il Regno Unito che la fa da padrone, ma al secondo posto la Russia è sparita e, fortunatamente, sono saliti gli altri. Abbiamo delle ottime performance con la la Svezia, al 12,5 per cento e poi Francia, Belgio, Svizzera e Lichtenstein che fanno il 4,6 per cento. Dopotutto noi stiamo effettuando delle operazioni importanti sulla Svizzera e c'è un flusso naturale di cittadini elvetici che vengono in Valle d'Aosta per sciare e vivere il nostro territorio. Sostanzialmente noi lavoriamo su questi mercati, in cui organizziamo delle iniziative insieme alla "Chambre" e con i primi cinque mercati superiamo abbondantemente il sessanta per cento delle nostre provenienze. Sicuramente abbiamo avuto delle condizioni favorevoli, ma c'è stato anche un lavoro puntuale e specifico che ci fa guardare con un po' ottimismo, anche se il momento non è particolarmente felice. Abbiamo dei risultati interessanti, cresciamo in presenze anche se la permanenza media è contenuta e si fanno solo due o tre giorni. Noi siamo appetibili per un numero sempre più importante di persone, le presenze estere sono le più preziose, visto che si fermano di solito una settimana, ma non sottovalutiamo gli italiani».

Per quanto riguarda il fatturato lordo realizzato da ottobre a maggio, i 70 milioni 731mila, 410 euro e 90 centesimi fanno segnare una crescita del dodici per cento netto rispetto alla media delle cinque stagioni precedenti, che era di 63 milioni e 104mila euro: 67 milioni e 644mila euro sono stati incassati dalle società controllate, con un incremento del 9,07 per cento, mentre le stazioni minori hanno realizzato 302mila euro, con una crescita del 10,34 per cento, con la "Skyway" che, nella sua prima stagione con la nuova funivia, ha fatturato due milioni e 708mila euro, il 287,35 per cento in più rispetto l'anno prima: «ad inizio stagione c'era preoccupazione - ha ricordato Ferruccio Fournier, presidente "Avif" - eravamo abbastanza sconfortati perché in parecchi comprensori le condizioni di innevamento erano scarse e le temperature erano critiche e non consentivano l'utilizzo degli impianti di innevamento. Poi, per fortuna, la situazione nel tempo è migliorata, pochi giorni di freddo hanno consentito agli impianti di innevamento di funzionare bene ed i risultati presentano la migliore performance in assoluto, anche grazie ai ritocchi tariffari. Abbiamo indicato a parte "Skyway" dato che il suo fatturato, grazie al gigantesco investimento realizzato, è tale che andrebbe a scompensare il trend generale. La nostra soddisfazione è improntata sul valore del turismo invernale, con i settanta milioni di euro del nostro fatturato che vanno moltiplicati per sei (quindi 420 milioni, n.d.r.) per dare una valutazione dell'indotto prodotto degli impianti a fune, anche se in Trentino-Alto-Adige, dove la presenza albeghiera è più forte che da noi, il soggiorno produce più reddito. Rispetto alle molte voci sui cambiamenti climatici ed alle ipotesi di calo nel settore turistico invernale, notiamo invece che in sei anni il fatturato è sempre stato in crescita, non si è mai verificato un calo, anche in un sistema economico difficile, con ha ripercussioni negative sull'economia della Valle d'Aosta. All'inizio di stagione i comprensori erano parzialmente aperti e l'utente, chiaramente, non pagava tutto il biglietto, se avessimo potuto avere una stagione con tutti gli impianti aperti, seppur partita in ritardo, avremmo realizzato un fatturato maggiore».

Fournier ha ribadito anche la sua convinzione che non sia il "riscaldamento globale" la causa dei ritardi della neve: «io ho fatto l'impiantista per tantissimi anni - ha evidenziato - e ricordo quante volte all'Immacolata non abbiamo avuto neve, nell'inverno del 1990 il "Monterosa Ski" aveva aperto il 17 febbraio, o anche nel 1949 quando la prima nevicata arrivò il 19 marzo, giorno di San Giuseppe e cento anni fa nevicò solo l'otto marzo. Ci sono delle fluttuazioni climatiche ed ogni inverno fa stagione a sé ma noi, grazie agli impianti di innevamento, quando ci sono finestre di temperature basse senza tantissimo vento, riusciamo ad ovviare a questi problemi. Per noi è più pesante avere due metri e mezzo di neve in un weekend di fine gennaio che non il mancato innevamento ad inizio stazione, perché in qual caso significa siamo costretti a chiudere gli impianti con la viabilità bloccata. E' necessario fare attenzione nell'informazione che, anche se migliorata negli ultimi tempi, fa sì che la gente non si muova da casa perché quando si parla di cambiamenti climatici si creano, per l'immaginario collettivo problemi che non esistono e sono quindi fiducioso che gli inverni a venire saranno senz'alto buoni. Per il futuro sarà anche necessario operare per avere, in proiezione futura, un maggiore utilizzo delle seconde case, visto che non ci sono meno sciatori, ma ci sono persone che sciano poco, da una a tre volte, rispetto ad una minima parte che arriva anche nove volte. I bacini di utenza ci sono, sarà la nostra capacità di poterli utilizzare convenientemente, anche se non nego che una certa influenza nello scoraggiamento lo ha avuto il peso del pedaggio autostradale, soprattutto per le stazioni ad ovest, visto che andare a sciare a La Thuile costa di più rispetto che salire a Champorcher. Ribadisco l'impegno delle nostre maestranze, altamente specializzate, fa sì che lo sciatore sia soddisfatto e va andare contento per tornare in Valle d'Aosta una settimana, un mese o due mesi dopo. Lo sci da discesa non ha la vita corta, ma ci sono ancora delle buone possibilità di sviluppo e di utilizzo da lunedì a venerdì».

«Questo è il momento per evidenziare quello che, come Amministrazione regionale, abbiamo cercato di guardare con grande attenzione - ha quindi sottolineato il presidente della Regione, Augusto Rollandin, rivolgendosi ai presidenti delle varie società - prendendoci la responsabilità di fare dei cambiamenti. Siamo molto soddisfatti per i buoni risultati e per l'impegno di metterci nella situazione di intervenire in modo tempestivo sulla gestione, dall'ordinaria alla straordinaria, per evitare sorprese, come successo negli anni scorsi. In questo settore non sono mancati gli investimenti, anche in questo periodo di crisi, e non vogliamo che manchino da adesso in avanti. Dopo aver fatto queste aggregazioni, che non erano così scontate e non sono state un "giochino", visto che sono state molto complicate sia dal punto di vista amministrativo che gestionale, ci sono stati dei risultati importanti per le economie di scala, facendo capire a tutti che si gestisce in modo diverso. La tendenza sarà quella di arrivare ad una holding che permetta di far lavorare ancora meglio ed avere così un riferimento che coinvolga tutti e che sosterrà questo settore così importante».

Il futuro è piuttosto impegnativo: «la normativa europea ci permetterà di intervenire in modo diverso sulla durata delle concessioni - ha continuato il presidente della Regione - dopotututto solo dieci anni fa c'era la "Cervino" in vendita e qualcuno aveva storto il naso perché avevamo fatto questo investimento, che oggi tutti ci invidiano e che, avendo condizioni specifiche, ha dato risultati importanti. Ora bisogna fare un ulteriore sforzo per i collegamenti che sono ipotizzabili, necessari e per motivare ancora di più lo sciatore che, quando arriva in Valle d'Aosta trova sempre delle novità. Quando manca la neve dobbiamo lasciare sempre meno all'improvvisazione, attraverso i bacini artificiali e con l'innevamento artificiale, che è programmato per tutti. Il comprensorio del "Monterosa" ha patito di più quest'anno perché non ha il lago che non siamo riusciti a realizzare ed abbiamo dovuto creare una legge per gli espropri per definire alcune situazioni non più governabili. Anche questo non è stato semplice ma è stato fatto perché altrimenti, in alcuni punti, non si riusciva ad ottenere un risultato come noi vogliamo. Ormai la neve la vogliono subito e se non c'è bisogna che ci sia: questo per noi è essenziale per garantire quegli introiti che ci permettono di compensare una parte importante degli investimenti. Non vogliamo più che ci siano situazioni delicate, non gestite o di disavanzo, che abbiamo comunque cercato di seguire con particolare attenzione, perché sulla base del risultato invernale ne va dell'economia della regione nel suo complesso. La parte invernale è molto importante, ma bisogna rilanciare anche la parte estiva con attrattive nuove, con uno sforzo che premierà, con una gestione del territorio importante e coordinata, che si ha se fa rete, se tutti si parlano. Se ci sono debolezze si cerca di sopperire nel modo giusto, coordinando a facendo gli investimenti importanti. Ci sono progetti ambiziosi e significativi, che dovremo analizzare nel dettaglio e programmare su questo non vogliamo rimanenere indietro. Ci sono belle idee, che galvanizzano anche il settore dando la possibilità di dare degli incentivi, come accade nella logistica e nell'accoglienza di alberghi e di ricettività, dato che non bisogna dimenticare che le due cose sono collegate. Sviluppando questa capacità di fare sistema, con i risultati che sono sempre in crescita, la dicono lunga sul come si è cercato di gestire i momenti difficili. Le seconde case stanno diventando un peso per le collettività se non sono gestite bene, è un discorso gravissimo e sarà la sfida che ci impegnerà per i prossimi anni per cercare di rendere questo patrimonio edilizio esistente».

Rollandin ha ricordato anche come, lo scorso 12 maggio, proprio in Valle d'Aosta, le maestranze degli impianti di risalita hanno preso atto dell'evoluzione e delle difficoltà del settore, in occasione della firma del nuovo "Contratto collettivo di lavoro", che ha interessato circa dodicimila lavoratori a livello nazionale: «c'è stata una contrattazione che ha permesso di capire che questo è un momento delicato, con la responsabilizzazione del personale - ha continuato il presidente della Regione - se siamo andati verso una gestione totalmente pubblica non è un caso, ma ma tutti devono dare una mano per far sì che ci siano dei risultati importanti, ed in passato non è sempre stato così. All'interno di questi comprensori, dove ci sono delle eccellenze, sono presenti anche delle criticità, legate ai piccoli impianti che soffrono, perché sono dimensionati ad un livello che difficilmente porta a pareggio. Noi dobbiamo cercare di ridurre, di limitare e di lavorare perché questi funzionino nel modo giusto, senza diventare un peso eccessivo che trascina il resto ma che venga governato in modo tale da mantenere il territorio e dare il senso della cominità che si fa carico dell'insieme del problema degli impianti di risalita. Mai come in questo caso c'è una sensibilizzazione generale che ci fa ben sperare e di investire nel futuro».

Qui i dati ufficiali diffusi dalla Regione e dalla "Avif".