Solo le "slot machine" fanno guadagnare il Casinò di Saint-Vincent: a maggio calo dell'undici per cento: «stiamo impostando una nuova organizzazione» annuncia Perron

redazione 12vda
Alcune 'slot machine' al Casinò di Saint-Vincent

Nei primi cinque mesi del 2015 il fatturato giocato al Casinò di Saint-Vincent ha fatto registrare una diminuzione dell'undici per cento, nonostante sia aumentato del diciotto per cento il volume di denaro rischiato, passato da 128 ai 152 milioni di euro. Solo le "slot machine" hanno fatto segnare una crescita del fatturato, pari al cinque per cento.
I dati sono stati resi noti da Ego Perron, assessore regionale al bilancio e finanze, con delega sulla Casa da gioco, in Consiglio Valle, mercoledì 10 giugno, rispondendo a due interpellanze presentate da Laurent Viérin dell'Union Valdôtaine Progressiste e da Albert Chatrian di Alpe: «nei prossimi mesi saranno introdotte novità su nuove macchine, che si spera consolidino l'andamento favorevole - ha precisato l'assessore - sui giochi da tavolo, il fatturato rileva una flessione del quasi ventisei per cento da ascriversi totalmente alle perdite del banco della "Roulette francese" e della "Fair roulette". Per questi due giochi, a fronte di un aumento del denaro giocato del cinque per cento, il risultato complessivo è in diminuzione del sessantasei per cento. L'aumento del giocato e la perdita del banco hanno portato ad aumentare fortemente le mance rispetto al 2014. Si immagina allora che i numeri nel 2015 si riequilibreranno e che i volumi di gioco resteranno in linea».

«Le nuove scelte organizzative - ha proseguito Perron - saranno annunciate ufficialmente a breve (si sa già che, dopo l'accordo con il Partito Democratico, non verrà confermato l'attuale amministratore unico, Luca Frigerio, n.d.r.), sono in corso valutazioni e approfondimenti per capire quale modello organizzativo impostare. In merito al "progetto Cina", negli undici mesi dall'inizio dell'attività il fatturato prodotto è di un milione e 500mila euro, il saldo netto positivo è di circa 500mila euro, cui vanno aggiunti 50mila del fatturato dell'attività alberghiera. Fino ad oggi il cammino su questo progetto è stato difficile, ma i riscontri sono positivi, abbiamo una buona visibilità in un mercato lontano e le prenotazioni sono in incremento. Sottolineo poi un aumento importante del denaro giocato, che va consolidato nel futuro e su questa strada si sta lavorando molto, implementando gli sforzi dal punto di vista commerciale con un contenimento dei costi, in primis per quelli relativi al personale. La Casa da gioco produce una marginalità positiva: nel 2014 ha versato più di sei milioni di euro alla Regione, mentre a loro sono riservati tre milioni di euro. A gravare sull'andamento negativo della società sono intervenuti fattori meramente esterni alla gestione: l'esigenza di inglobare nella società la parte alberghiera con la sua dote di forti perdite, il trasferimento delle strutture che ha provocato un'esplosione degli ammortamenti, il peso degli oneri finanziari relativi ai lavori effettuati. Il nuovo Piano quinquennale aggiornato per essere approntato deve tenere conto di passaggi fondamentali, tra cui il costo del personale oggi oggetto di trattazione. C'è la necessità di operare interventi significativi nella riorganizzazione di lavoro e ragionare sulle risorse. Le imposte anticipate non vanno valutate tenendo conto il calo delle introiti, ma va considerata la previsione degli introiti futuri e ribadisco che sono in corso diverse valutazioni per meglio delineare il modello e il futuro board che gestirà la Casa da gioco».

«Al Casinò perdura una situazione di grave crisi - ha sottolineato Laurent Viérin - e continuano a permanere i vertici aziendali malgrado i risultati drammaticamente negativi e malgrado alcune azioni intraprese nei confronti del personale. So di alcuni episodi che continuano a fare emergere una gestione non efficace dell'azienda, con misure e strategie adottate che non stanno dando i risultati annunciati. La situazione è improponibile, l'assessore in politichese ha praticamente parlato del fallimento del Casinò. I conti stanno colando a picco, nonostante le affermazioni della maggioranza, che ha solo creato false illusioni. Le strategie messe in campo non hanno portato risultati positivi ed oggi decretiamo anche il fallimento del progetto della politica. Dispiace davvero che non ci siano idee per il futuro».
«La nostra preoccupazione riguarda gli andamenti negativi e soprattutto le entrate
- ha aggiunto Albert Chatrian - e le previsioni che erano state allegate alla richiesta di aumento di capitale sociale di sessanta milioni di euro sono solo bugie, dato che gli introiti lordi si assesteranno non oltre i 62 milioni, contro i preventivati 74 milioni. L'assessore ha parlato solo di potenziali tagli, non di azioni concrete da mettere in campo. Insomma, poche idee e confuse».

In ogni caso, non è previsto un aumento di liquidità del capitale sociale, sulla falsariga di quanto deciso lo scorso ottobre: «la "Casinò de la Vallée SpA" non ha fatto alcuna richiesta per un aumento di capitale e le linee di credito utilizzate non sono mutate - ha ribadito Ego Perron, rispondendo ad un'interrogazione di Stefano Ferrero, capogruppo del "Movimento 5 stelle" - l'elemento essenziale dei Piani di risanamento, soprattutto per garantire la giusta liquidità aziendale, è da un lato quello di lavorare per accrescere la produzione e quindi gli introiti, e dall'altro quello della diminuzione strutturale dei costi, in modo particolare quelli del personale. Permane, invece, il problema del costo pro-capite di ogni lavoratore, pari a circa 80mila euro, che grava pesantemente sulle casse dell'azienda e chiaramente rappresenta ormai un dato fuori contesto. Pertanto, è del tutto evidente che senza interventi strutturali, oggi, in fase di concretizzazione, nel giro di qualche mese la liquidità aziendale, come anche messo in evidenza nelle note integrative ai piani e durante le riunioni della "task force", sarà posta in difficoltà e a questo punto bisognerà prendere decisioni conseguenti. La vecchia ricapitalizzazione riguardò in definitiva il costo di realizzazione dei lavori, in quanto la società dovette effettuarli pur non disponendo di risorse proprie e in condizioni di indebitamento troppo elevato. Al momento, però, non pare percorribile pensare di intraprendere la strada della ricapitalizzazione».

«L'assessore, escludendo un intervento della Regione per garantire la sopravvivenza della Casa da gioco, si è assunto una responsabilità precisa
- ha ribattuto il capogruppo "grillino" - dai dati in nostro possesso sugli introiti, avevamo un'immagine diversa e cioè quella di una società che se non viene ricapitalizzata deve essere messa in liquidazione. Allora ci si pone un dubbio atroce: se non ci sono soldi in cassa significa che si va verso la mobilità o il licenziamento dei lavoratori. Non vorremmo che fosse una coltellata nelle spalle dei lavoratori. Ci vuole coraggio, trasparenza ed efficacia: parole che nel vocabolario del Governo regionale non esistono».