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Emily Rini soddisfatta per il risultato del centro destra. "Front Valdôtain" conferma l'appoggio al Governo Fosson ma «non è un accordo politico»

redazione 12vda.it
Emily Rini e Marco Busanelli

Se gli autonomisti, che governano in Regione con una maggioranza formata da Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Alpe, Stella Alpina e "Pour Notre Vallée", prendono atto della sconfitta alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, Emily Rini, presidente del Consiglio Valle, diciottesima consigliera della maggioranza, esprime, come rappresentante del movimento "Front Valdôtain", la sua «soddisfazione per i risultati conseguiti dall'area del centrodestra in Valle d'Aosta, anche alla luce della libertà di voto lasciata ad aderenti e simpatizzanti nell'ambito della propria area di riferimento. Se da una parte, infatti, la Lega si è affermata di slancio come primo partito nella nostra regione, dall'altra "Forza Italia" e "Fratelli d'Italia" hanno complessivamente più che raddoppiato la loro presenza in termini di voti e quasi triplicato il loro "peso" in termini percentuali sul panorama politico valdostano rispetto alle ultime elezioni».

Il movimento di Silvio Berlusconi che ha livello nazionale ha raggiunto la percentuale del 8,79 per cento nella "Circoscrizione nord-ovest" ha raccolto 690.646 voti, pari al 8,79 per cento, di cui 2.684 in Valle d'Aosta, il 5,38 per cento, con l'ex cavaliere, che era candidato capolista in quattro delle cinque circoscrizioni, che ha raccolto 1.044 preferenze, rispetto alle 187.329 totali delle quattro regioni. A "Forza Italia" andranno due seggi e quindi, oltre a Berlusconi, risulta eletto l'europarlamentare uscente Massimiliano Salini con 37.161 voti e, se il capolista sceglierà l'elezione in un'altra circoscrizione, potrebbe entrare Lara Comi, anche lei parlamentare europea uscente, che ha raccolto 32.319 preferenze.
Analogo discorso per "Fratelli d'Italia", che ha conquistato il 6,46 per cento a livello nazionale, con 1.723,232 voti totali: nel "nord-ovest" il partito di Giorgia Meloni, che come Berlusconi e Matteo Salvini della Lega era capolista in tutte le cinque circoscrizioni, è sceso al 5,65 per cento, con 445.136 voti, di cui 1.618 raccolti in Valle d'Aosta, per una percentuale del 3,25 per cento, risultato che gli assegna due seggi. Anche in questo caso la Meloni, che nelle quattro regioni ha raccolto complessivamente 92.593 voti, dovrà decidere che seggio scegliere per andare a Bruxelles, oppure anche di rimanere alla Camera dei Deputati e potrebbe quindi lasciare il posto al primo escluso, Piero Fiocchi (9.300 voti), mentre è eletto Carlo Fidanza, secondo classificato con 10.906 preferenze, che ha raccolto quindici voti in Valle d'Aosta.

«Da oggi inizia il lavoro sul territorio per unire e rafforzare l'area moderata del centrodestra valdostano - aggiunge la Rini - siamo soddisfatti di quanto emerso ieri dalle urne, in quanto una parte di elettori non certo trascurabile, pur in un momento di difficoltà, ha comunque dimostrato di sapersi e di volersi riconoscere in un'area, quella di centro che guarda al centrodestra, che in Valle d'Aosta può soltanto lavorare per crescere, per dare voce a quell'elettorato, anche autonomista, alla ricerca di una collocazione che poggi su basi serie, credibili, solide e di prospettiva. In un simile contesto, non si può in ogni caso tralasciare il fatto che la Valle d'Aosta, per il prossimo quinquennio, potrà contare, tra gli altri, su interlocutori di area che si sono già dichiarati disponibili a portare in discussione in Europa le tematiche della montagna e più specificamente le problematiche valdostane (il riferimento è al presidente uscente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, che è risultato eletto nella "Circoscrizione centro" con 49.616 voti, che lo scorso 30 gennaio era venuto in visita in Valle alla ricerca di un possibile accordo con i movimenti autonomisti, poi non realizzato, n.d.r), mentre per quanto riguarda la gestione di dossier interregionali di fondamentale importanza come quelli della ferrovia o delle reti sanitarie, l'elezione dell'amico Alberto Cirio alla guida della Regione Piemonte non può che essere vista positivamente».

«Per quanto concerne l'attuale situazione politica regionale - sottolinea Marco Busanelli, portavoce del "Front Valdôtain" - confermiamo piena lealtà al progetto di governo sottoscritto il 10 dicembre 2018, proprio per la serietà che sempre ci ha contraddistinto. Detto progetto, per quanto ci riguarda, si basa su un accordo programmatico - amministrativo e non politico, e per noi rimane valido, a meno che non cambino nel frattempo le sue condizioni, fermo restando che l'innegabile successo delle forze moderate del centrodestra in Valle dovrà da tutti essere tenuto in debita considerazione».

ultimo aggiornamento: 
Lunedì 27 Maggio '19, h.16.20

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