Fosson chiede a Toninelli di discutere gli aumenti dei pedaggi autostradali. Nel 2017 "Rav" ha riportato in attivo il bilancio per 52 milioni di euro

Angelo Musumarra
Un casello della 'A5'

«Chiedo che i pedaggi autostradali non subiscano ulteriori aumenti per il prossimo anno auspicando, anzi, una loro generale razionalizzazione, in seno ad un tavolo dedicato al quale la Regione e il Ministero possano esaminare ogni ipotesi di soluzione a questo delicato problemi». Così il presidente della Regione, Antonio Fosson, si è rivolto a Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture e Trasporti, a pochi giorni dalla firma del decreto che potrebbe concedere, anche in Valle d'Aosta, nuovi aumenti delle tariffe autostradali.

«Rendere coerente l'impiego dell'autostrada da parte dell'utenza locale». «L'entità dei pedaggi autostradali applicati alle tratte che attraversano la Valle d’Aosta - ha ribadito Fosson - desta non poche perplessità nelle comunità locali e nelle Istituzioni regionali, che fanno rilevare la necessità di una revisione delle tariffe allo scopo di non penalizzare ulteriormente l'accessibilità verso la nostra regione, ma anche di rendere coerente l'impiego dell'autostrada da parte dell'utenza locale con le sue esigenze di spostamento all'interno del nostro territorio. A questo si aggiunge che, anche per il 2019 sono stati richiesti nuovi aumenti tariffari da "Rav", adeguamenti in linea con il "Piano economico finanziario della società ma che, se riconosciuti, inciderebbero negativamente su una situazione già di per sé critica per la Valle d'Aosta».

Il bilancio della "Rav", in positivo grazie ai "beni gratuitamente devolvibili". Per quanto riguarda la "Rav - Raccordo Autostradale Valle d'Aosta SpA", dove la Regione Valle d'Aosta è socio di minoranza con il 42 per cento delle quote, mentre il restante 58 per cento è di proprietà della "Sitmb - Società Italiana per il Traforo del Monte Bianco SpA", controllata al 51 per cento da "Autostrade per l'Italia SpA", società riconducibile tramite la holding "Atlantia" alla famiglia Benetton, il bilancio 2017 si è chiuso con un utile di esercizio di 52 milioni e 485mila euro, rispetto alla perdita dell'anno precedente di 4 milioni e 349mila euro.
Pur essendo cresciuti i volumi di traffico nei 37,3 chilometri di autostrada "A5" dati in concessione alla società, il cambio di segno "è raggiunto solo grazie alla rivalutazione dei beni gratuitamente devolvibili, in mancanza della quale la società avrebbe conseguito una perdita sostanzialmente in linea con quella registrata nell'anno precedente". I cosidetti "beni gratuitamente devolvibili" sono "costituiti da cespiti da devolvere all'Ente concedente ("Anas", n.d.r.) alla scadenza della concessione e rappresentati dagli oneri sostenuti per la realizzazione e la ristrutturazione dell'opera, riferibili principalmente a terreni, fabbricati, costruzioni leggere, opere d'arte fisse, altre opere d'arte, impianti esazione pedaggi ed altri beni".

I ricavi della "Rav" sono saliti dello 0,4 per cento. I conti, infatti, evidenziano, nel 2017, una lieve crescita dei ricavi di 931mila euro, che arrivano a 20 milioni e 191mila euro (19 milioni e 715mila euro solo dai pedaggi), rispetto ai 19 milioni e 260mila euro (18 milioni e 739mila euro di pedaggi) dell'anno precedente. Il "margine operativo lordo", il cosiddetto "EBITDA" è salito così da 6 milioni 787mila euro a 7 milioni e 196mila euro, con un aumento percentuale dei ricavi dello 0,4 per cento.
Con l'inserimento della rivalutazione dei beni gratuitamente devolvibili (che complessivamente valgono 239 milioni 528mila e 580 euro), il "risultato operativo", il cosiddetto "EBIT", raggiunge quota così a 73 milioni e 420mila euro, il 363,6 per cento in più rispetto al 2016, quando il valore segnava una perdita di 5 milioni e 695mila euro.

Oltre tre milioni di mezzo di veicoli transitati sul tratto della "A5" gestito da "Rav". Nel 2017 sul tratto di "A5" gestito dalla "Rav" sono transitati 3.655.279 veicoli (di cui 2.678.104 leggeri e 977.275 pesanti), 156.351 in più rispetto all'anno precedente quando erano stati 3.499.028 (di cui 2.600.835 leggeri e 898.193 pesanti): i transiti medi giornalieri sono stati calcolati in 10.015, 455 in più rispetto ai 9.560 del 2016.
In "Rav" lavorano 54 persone, due dirigenti, tre quadri, ventotto impiegati, sette esattori (di cui uno a tempo determinato), e quattordici operai: rispetto al 2016 sono stati assunte sette persone (cinque impiegati, un esattore ed un operaio): complessivamente, nel 2017 sono costati 3 milioni 969mila euro.
Il Consiglio di Amministrazione, valido fino all'approvazione del bilancio 2020, è stato rinnovato nel 2017: a presiederlo Paolo Vietti, di nomina regionale, che ha sostituito Stefano Fracasso, mentre sono stati confermati il vice presidente Roberto Ramaccia, e l'amministratore delegato Vito Joseph Zappalà, così come i consiglieri Maurizio Delfino e Walter Dufour, quest'ultimo di nomina regionale. Al posto di Mauro Battaglia l'azionista di maggioranza ha quindi scelto Roberto Tomasi, mentre la Regione Valle d'Aosta ha sostitutito Stefania Notarpierto con Filippo Gérard, presidente della "Adava", l'associazione degli albergatori della Valle d'Aosta.

La "Rav" aveva chiesto un aumento del pedaggio dell'81,12 per cento. Riguardo l'annosa vicenda dell'aumento del pedaggio, il CdA della "Rav" ha ricordato che, nel 2017 aveva chiesto "oltre a quanto spettante per l'anno 2018, anche il recupero delle tariffe sospese o non riconosciute negli anni 2014, 2015, 2016 e 2017, oltre alla quota del cumulo delle tariffe stesse, per una percentuale complessiva pari all'81,12 per cento" con una proposta, nell'aggiornamento del "Piano economico finanziario", "oltre all'attribuzione a "Rav" del 25 per cento della maggiorazione tariffaria incassata dalla controllante "Sitmb" ed al riconoscimento di un valore di subentro alla scadenza della concessione nella misura di circa 215 milioni di euro" e di ottenere "incrementi tariffari per il 2018 del 14,16 per cento, di circa il 16-17 per cento annuo per il periodo dal 2019 al 2024, e del 2,5 per cento per gli anni successivi fino al 2032".
Dopo che il 29 dicembre 2017 i Ministeri dei trasporti e dell'economia, avevano accordato alla "Rav" un incremento tariffario del 52,69 per cento, contro il richiesto 81,12 per cento, il CdA ha ribadito "di voler proseguire con determinazione nel confronto con il Concedente per ottenere l'approvazione della proposta del Pef" e quindi di recuperare l'aumento percentuale non concesso ed di applicare, negli anni successivi, quelli annuciati.

Quasi diciannove milioni di euro di utile per la "Sav". Per quanto riguarda l'altra concessionaria della "A5", la "Sav - Società Autostrade Valdostane SpA", la Regione Valle d'Aosta è socio di minoranza con il 28,72 per cento delle quote, mentre il 6,19 per cento è della società "Ativa SpA" (che gestisce il restante tratto di "A5" fino a Torino, e che fa parte del medesimo gruppo economico) con la maggioranza della partecipazione azionaria, pari al 65,09 per cento, di proprietà della "Sias - Società iniziative autostradali e servizi SpA", controllata dalla holding finanziaria "Astm", a sua volta gestita dalla "Argo Finanziaria SpA" ora di proprietà degli eredi dell'imprenditore Marcellino Gavio, i figli Daniela e Beniamino.
Il bilancio 2017 della "Sav" si è chiuso con un utile di esercizio di 18 milioni e 841mila euro, con una crescita di un milione e 324mila euro rispetto ai 17 milioni e 517mila euro del 2016. Il totale dei ricavi è stato di 71 milioni e 98mila euro, un milione e 390mila euro in più rispetto ai 69 milioni e 708mila euro dell'anno precedente: di questi, quelli della "gestione autostradale" sono stati pari a 69 milioni e 561mila euro e, nello specifico, i soli pedaggi ammontano a 68 milioni e 732mila euro, con un incremento di un milione e 266mila euro rispetto ai 67 milioni e 466mila euro del 2016.
L'"EBITDA" si attesta così a 42 milioni e 564mila euro, rispetto ai 41 milioni e 660mila euro dell'anno precedente, con un aumento percentuale dello 0,11 per cento mentre l'"EBIT" scende a 26 milioni e 718mila euro, con una crescita di 530mila rispetto al 2016 quando il "risultato operativo" era di 26 milioni e 188mila euro.

Oltre nove milioni di veicoli nel tratto di "A5" gestito da "Sav". Nel 2017 sui sessanta chilometri di "A5" gestiti dalla "Sav" da Quincinetto ad Aosta, sono transitati 9.297.039 veicoli (di cui 7.480.598 leggeri e 1.816.441 pesanti), 178.337 in più rispetto all'anno precedente, quando erano stati 9.118.702 (di cui 7.418.096 leggeri e 1.700.606 pesanti): i "veicoli per chilometro" sono stati calcolati in 353.352.576, 3.436.837 in più rispetto ai 349.915.739 del 2016.
In "Sav" lavorano 127 persone, tre dirigenti, quattro quadri, cinquanta impiegati, cinquantuno esattori (di cui cinque a tempo determinato), e diciotto operai: rispetto al 2016 operano quattro persone in meno. Complessivamente, nel 2017 sono costati 8 milioni 421mila euro.

La "Sias" controlla Presidenza ed Amministrazione in "Sav". Anche la "Sav" ha rinnovato, dopo l'approvazione del bilancio 2017, il proprio CdA: alla Presidenza è andato l'italo-libanese Georges Mikhael, di nomina "Sias", che ha sostituito Massimo Gaudio, che era rappresentante della Regione, mentre alla vice Presidenza è rimasta Daniela Gavio, così come Umberto Tosoni nel ruolo di amministratore delegato, che fino allo scorso ottobre si occupava anche dell'amministrazione dalla "Astm".
Se il socio di maggioranza ha confermato i consiglieri Federico Caniggia e Claudio Vezzosi, sostituendo Roberto Sanino con Andrea Bryer, anche la Regione Valle d'Aosta ha ritenuto di mantenere nel ruolo Alessandro Trento e Luca Zuccolotto, mentre ha sostituito Fabio Marra con Albert-Joseph Betemps.

ultimo aggiornamento: 
Sabato 29 Dicembre '18, h.09.05