Gianni Nuti lascia la Regione dopo dieci anni e torna all'UniVdA: «ho imparato ad obbedire, senza perdere dignità, senza piegarsi ad atti servili»

redazione 12vda.it
Gianni Nuti, dirigente uscente delle politiche sociali della Regione

Gianni Nuti, dirigente uscente delle politiche sociali dell'Amministrazione regionale, ha affidato a "Facebook", nella mattinata di sabato 8 settembre, giorno del suo 54esimo compleanno, l'addio al suo incarico decennale in Assessorato: «mi pare giusto infilare due parole dentro un collo di bottiglia e lasciarle andare, insieme a un sacco capiente di memorie».

«Sottovalutiamo spesso il valore della norma». «Ho molto imparato in questi anni - ha proseguito Nuti - l'arte di esercitare la pazienza nell'attendere i tempi tra la messa a punto di un'idea e il momento della sua formalizzazione e ancor più della sua trasformazione in atto concreto. Ho imparato anche ad accogliere le persone fragili, quando sono disarmate ma anche quando si dimostrano esigenti, incalzanti, talora sfrontate. Ho accettato la pratica delle ridondanza, ovvero la disponibilità a onorare tutte le liturgie che precedono un presa di decisione e sembrano indispensabili per gargarizzare, direbbe Gadda, i contenuti, condivisi da tutti, puntualizzati da ciascuno, più volte e fino allo stremo delle forze. Ho imparato ad obbedire, senza perdere dignità, senza piegarsi ad atti servili. Ho imparato che la forma di un atto rispecchia i suoi contenuti: se non scorre nella logica, nella sequenzialità dei passaggi, se non è comprensibile a tutti i cittadini, se omette qualcosa anche le azioni che ne scaturiranno ricalcheranno le medesime imperfezioni. Sottovalutiamo spesso il valore della norma, il potere della parola sulla vita di ogni cittadino, l'importanza capitale delle risposte rapide a cittadini inermi e la viscosità delle procedure che, per evitare le profittazioni dei corrotti e l'accondiscendenza dei corruttibili, si rendono ogni giorno più complesse invece di semplificarsi, così come tutti dichiarano di voler fare. Si dovrebbe ragionare per sottrazione, invece accumuliamo gesti, carte e procedimenti fino a soffocarci con le nostre stesse diaboliche menti...».

«Moltissime persone si prodigano senza guardare l'orologio». «Ho anche capito che la pubblica Amministrazione è fatta di pochissime persone che dimorano minuti preziosi di fronte al timbratore - ha evidenziato Gianni Nuti - aspettando lo scoccare dell'ora della liberazione, e di moltissime persone che si prodigano senza guardare l'orologio per dare aiuto, inventare soluzioni a problemi spesso quasi insolubili, che esprimono competenze elevate spesso compresse dentro una macchina diabolica architettata per annichilire invece che valorizzare. Ho incontrato un numero incredibile di esseri umani, i più vari, i più bislacchi, i più segnati da drammi, privazioni e sofferenze. In tutti ho visto l'appartenenza a un genere che non ha frontiere ed è fatto più di pensieri inespressi, di desideri non esauditi, volontà di amare private di un pur piccolo oggetto d'amore. Un peccato, il vero peccato…».

«Grazie alle persone dimenticate che mi hanno raccontato le loro storie intense». «Torno ai miei studi - racconta ancora l'ex dirigente delle politiche sociali della Regione - che non ho mai abbandonato peraltro e mi hanno molto aiutato nei tempi bui, con molte incertezze, ma sicuramente più ricco di vita, ricordi e pensieri: per ciò devo ringraziare le persone che mi hanno scelto, mi hanno dato e rinnovato fiducia, quelle che hanno lavorato al mio fianco, le istituzioni con le quali mi sono confrontato, il mondo del terzo settore che mi è diventato caro al punto da non poterlo più abbandonare. Ma un grazie particolare lo devo a quelle persone dimenticate che, senza segnalazioni alcune, sono venute a trovarmi, per raccontarmi le loro storie intense, drammatiche e chiedermi l'aiuto possibile con dignità e talora una vera nobiltà d'animo, rara da trovare tra "i giusti". E' da loro che ho imparato di più».

«Sei stato uno di quei colleghi che fanno la differenza». Nuti, che tornerà al suo lavoro di professore universitario e ricercatore su "didattica e pedagogia speciale" presso l'ateneo valdostano, oltre che proseguire la sua talentuosa attività di chitarrista, ha ricevuto centinaia di attestazioni di stima: «l'Amministrazione della nostra Valle d'Aosta si priva di un valido e competente dirigente. La tua professionalità e soprattutto la disponibilità nell'affrontare e e risolvere, in silenzio, le sfide del "sociale" sono state apprezzate, ti assicuro, da moltissimi tuoi "Utenti"» ha scritto Jean Barocco, ex sindaco di Quart, mentre Ronny Borbey, primo cittadino di Charvensod si è detto «felice di aver collaborato con te».
Un altro sindaco, Vittorio Anglesio, alla guida del Comune di Introd, ha ringraziato Gianni Nuti «per tutto quello che hai fatto con competenza e professionalità. E' stato un piacere condividere momenti di lavoro» così come la consigliera regionale Daria Pulz: «Grazie, Gianni, per queste profondissime riflessioni - ha commentato - che terrò come guida preziosa. Sentiti auguri per i tuoi nuovi impegni, che ti vedranno sensibile e capace come sempre».
«Sei stato uno di quei colleghi che fanno la differenza - ha scritto Gabriella Morelli, collega dell'Assessorato - con il quale era un piacere, oltre che un'utilità, confrontarsi e condividere pensieri e scelte».

«Speriamo che il sistema sopporti questa innegabile perdita». «Grazie amico per il grande lavoro che hai svolto - ha aggiunto Jean-Pierre Guichardaz, ex assessore regionale alle attività produttive - e per la pazienza e l'umiltà che hai sempre messo nelle cose che hai fatto. Non solo le istituzioni ti sono grate, ma anche i molti cittadini che continueranno ad avere vantaggi dal tuo lavoro».
«Caro Gianni, ti sono grato per il supporto che hai assicurato alla nostra Università anche durante il gravoso impegno alle Politiche sociali - ha quindi ricordato Fabrizio Cassella, rettore dell'ateneo valdostano - hai continuato a svolgere un importante lavoro di ricerca che ti è stato riconosciuto in sede di abilitazione scientifica nazionale. Sono fiero e felice di accogliere il tuo rientro a tempo pieno all'Univda».
«Sei una persona speciale - gli ha scritto l'ex consigliera regionale Carmela Fontana - onorata di averti conosciuto, e grazie per tutto il lavoro che hai svolto in questi anni con tanta professionalità».
«Grazie per la lucidità delle riflessioni che ci indicano chiare vie di crescita civile e sociale - ha quindi rimarcato Roberto Rosset, presidente dell'Ordine professionale dei medici della Valle d'Aosta - speriamo che il sistema sopporti questa innegabile perdita di professionalità e esperienza».
«Ho sempre avuto stima di te - ha aggiunto Carmela Macheda, segretario della "Cgil" valdostana - e questi saluti confermano che ho avuto ragione di farlo!».
«Gianni ho avuto il privilegio di toccare con mano la tua professionalità - ha evidenziato Emily Rini, vice presidente del Consiglio Valle, ex assessore regionale all'istruzione e cultura - la tua serietà e l'amore che hai sempre messo in tutto ciò che hai portato avanti».

«Alle tante persone che mi hanno mandato un cenno di stima, solidarietà o affetto - ha quindi ringraziato Gianni Nuti - in risposta al mio post rivolgo un unico, enorme ringraziamento in forma di abbraccio. Non credevo di ricevere tante attestazioni e dunque la mia sorpresa è stata grande. Devo anche confessarvi che, in un momento non semplice della mia vita, questa vicinanza mi conforta».

ultimo aggiornamento: 
Giovedì 20 Settembre '18, h.18.10

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