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I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Aosta hanno documentato l'operatività della locale di 'ndrangheta di San Giorgio Morgeto

comunicato stampa

Nella mattinata di mercoledì 17 luglio in Aosta i militari del Gruppo Carabinieri unitamente a quelli della Compagnia di Taurianova (RC) hanno arrestato in esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta di quella Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia:
RAFFA Roberto, classe 1975 residente ad Aosta;
RASO Vincenzo, classe 1953, residente ad Aosta;
RAFFA Vincenzo, classe 1976, residente a San Giorgio Morgeto (RC),
ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso, quali appartenenti all’ ‘ndrangheta.
L’attività d’indagine condotta dalla Compagnia Carabinieri di Taurianova, grazie allo svolgimento di serrate attività tecniche e dinamiche e un continuo scambio info-investigativo con i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Aosta, hanno permesso di documentare l’attuale operatività della locale di ‘ndrangheta di San Giorgio Morgeto, con proiezioni sul territorio valdostano.

Fondamentale aspetto emerso dall’attività investigativa è quello che trae origine dall’indagine “Tempus Venit” condotta dal Nucleo Investigativo di Aosta relativa a due tentate estorsioni perpetrate nei confronti di due impresa edili di Aosta (“Edilsud Srl” e “Archeos”) ovvero di una fase di tensione tra il Locale di San Giorgio e i componenti della Cosca “Facchineri”, che volevano mantenere il proprio predominio nel territorio, nell’ambito del quale è maturato l’omicidio nel settembre del 2011 a San Giorgio Morgeto di RASO Salvatore classe 1965, esponente della Locale di San Giorgio, appartenente alla famiglia RASO. Infatti, ruolo centrale in tale fase è stata la milionaria azione estorsiva tentata in danno dei due imprenditori in Valle d’Aosta, ma originari di San Giorgio Morgeto, promossa da esponenti della Cosca “Facchineri”. Per tale tentata estorsione, svolta mediante minacce e diverse lettere minatorie, sono stati già tratti in arresto e condannati in via definitiva dal Tribunale di Torino, FACCHINIERI Giuseppe classe 1960, CHEMI Giuseppe classe 1960 e RAFFA Roberto classe 1975 (arrestato oggi), tutti appartenenti alla Cosca “Facchineri”.
L’odierna indagine, tuttavia, ha consentito una più approfondita chiave di lettura della vicenda estorsiva collocandola in un contesto di associazione mafiosa e volta, da una parte, ad ottenere risorse economiche per perseguire le finalità della cosca e dall’altra volta a ribadire che, pur operando in altra regione d’Italia, le attività economica condotte da soggetti originari del reggino devono dare conto alla famiglia mafiosa dominante. Tuttavia, proprio per tali tentate estorsioni, sono nati i contrasti tra alcuni componenti della Locale di San Giorgio e i membri della Cosca “Facchineri”. Infatti, un imprenditore vittima dell’estorsione si era rivolto ai componenti della famiglia RASO per ottenere un aiuto e risolvere bonariamente la questione. Proprio l’indebito intervento in favore dell’imprenditore sangiorgese dei fratelli RASO, Michele, Salvatore e Vincenzo, che li poneva in netto contrasto con FACCHINIERI Giuseppe e i suoi sodali, ha portato all’omicidio a San Giorgio Morgeto di RASO Salvatore, colpito alle spalle da diversi colpi di fucile cal. 12 nei pressi della sua abitazione. Tale omicidio, per come acclarato in questa indagine, aveva il duplice scopo di portare a buon esito l’azione estorsiva da parte dei Facchineri, ma soprattutto ribadire e confermare il proprio dominio nel Comune sangiorgese e riprendere quello in Valle d’Aosta.

La stessa attività e la recente indagine “GEENNA” condotta dal Reparto Operativo – Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Aosta riconoscono importanti convergenze di interesse e di azione criminale, nonché collegamenti relazionali tra gli indagati. Tra gli altri si evidenziano, l’interessamento di RASO Antonio classe 1968, tratto in arresto nella predetta indagine come uno dei promotori dell’associazione, per far assumere il figlio dell’odierno indagato RAFFA Giorgio in una azienda della Valle d’Aosta o ancora la promessa di SORBARA Marco classe 1967, politico valdostano e tratto in arresto nell’ambito della stessa indagine “GEENNA,” di far avere lavori al nord all’odierno indagato RAFFA Roberto.

podcast "listening"