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I problemi della "FCA" provocano la cassa integrazione alla "Shiloh" di Verrès, dove la produzione è calata del venti per cento

redazione 12vda.it
Lo stabilimento 'Shiloh'

La frenata delle vendite da parte di "FCA Group" in Europa, che ha fatto segnare, nel 2018, un calo percentuale del tre per cento, si sta riflettendo sui fornitori ed in Valle d'Aosta, a Verrès, nello stabilimento ex "Meridian", opera la "Shiloh", multinazionale americana quotata al "Nasdaq", specializzata nella fornitura di soluzioni di fusione leggera in magnesio ed alluminio per la componentistica in ambito automotive, che nel marzo 2018 aveva acquisito il gruppo "Brabant Alucast".
Nella giornata di lunedì 25 febbraio, Fabrizio Graziola, segretario regionale della "Fiom-Cgil" ha annunciato la richiesta di "cassa integrazione" per i lavoratori dello stabilimento di Verrès: «all'inizio di febbraio si è tenuto un incontro, nella sede di "Confindustria" - ha spiegato - tra le organizzazioni sindacali ed i vertici aziendali inerente alle problematiche sul calo produttivo, che ha determinato la richiesta della cassaintegrazione, dovuta alla forte contrazione del mercato dell'auto in Europa».

«A partire dallo scorso autunno il calo delle vendite è nell'ordine del venti per cento - ha aggiunto - questo calo è ancora più marcato per "FCA" che è il maggiore cliente della "Shiloh". In seguito all'incontro con i vertici aziendali, le organizzazioni sindacali hanno indetto una tornata di assemblee in azienda per spiegare ai lavoratori la situazione produttiva e su come sarà gestito il periodo di "cassa integrazione". I vertici "Shiloh" si sono presi l'impegno di informare puntualmente i rappresentanti sindacali, fornendo loro i dati sullo smaltimento delle ferie residue e sulle ore di "cassa integrazione", in modo che tutti i lavoratori esauriscano le ferie residue e utilizzino tutti allo stesso modo la "cassa integrazione».

I dati del bilancio 2018 di "FCA" evidenziano però numeri migliori rispetto all'anno precedente: le vendite sono cresciute del due per cento, il fatturato complessivo del quattro per cento ed i guadagni netti del tre per cento, con l'indebitamento azzerato e sostituito da una liquidità industriale di 1,9 miliardi di euro. Nel 2018 le consegne globali complessive di "FCA" ammontano a quattro milioni e 842mila veicoli, in aumento di 102mila unità rispetto al 2017. A trascinare la crescita è stato soprattutto il Nord America, dove le vendite si sono incrementate del dieci per cento, mentre in Europa e in C