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Il Forte di Bard contro la Procura di Aosta, dopo il sequestro di oltre un milione di euro per l'accusa di evasione fiscale

redazione 12vda.it

"L'Associazione Forte di Bard fa presente di avere attivato in data odierna nelle competenti sedi le opportune iniziative di difesa, con piena fiducia nella Magistratura".

Inizia così una nota di Ornella Badery, presidente dell'associazione che si occupa della gestione della fortezza valdostana, la cui attività è totalmente finanziata dall'Ammistrazione regionale, in merito alle indiscrezioni sul sequestro preventivo di oltre un milione di euro dal conto corrente dell'associazione e dell'ex dirigente Gabriele Accornero da parte della Procura di Aosta in seguito ad un'accusa di evasione di Iva mossa dall'Agenzia delle Entrate su oltre cinque milioni di euro di contributi regionali nel 2015 e 2016.

"In relazione al merito della contestazione - continua la Badery, che ha presentato ricorso al Tribunale del riesame sul sequestro del conto bancario, dove c'è liquidità per circa 700mila euro - l'Associazione si limita ad evidenziare che i fondi ricevuti dalla Regione Valle d'Aosta sono contributi erogati in base alla legge, e non corrispettivi; per questa ragione non sono stati assoggettati ad Iva. Risulta del tutto irrilevante, in relazione alla presunta evasione Iva contestata, lo svolgimento o meno di attività commerciale da parte del Forte di Bard ovvero la spettanza di agevolazioni".

"L'Associazione esprime il proprio grande dispiacere per le inevitabili ricadute in termini di funzionamento del Forte - conclude la presidente, riferendosi al conseguente blocco degli stipendi dei 37 dipendenti della struttura - e pagamento di dipendenti e fornitori, e segnala che al momento non sono previste interruzioni nell’attività".

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