Il "Tar" non accoglie il ricorso contro la nuova gestione della "ztl" nel centro storico di Aosta: "si finisce per "scivolare" su considerazioni di natura extragiudiziaria"

redazione 12vda.it
Un'auto attraversa via Croce di Città, 'ztl' nel centro storico di Aosta

E' stato giudicato improcedibile, inammissibile e respinto, nelle diverse richieste dei vari commercianti e residenti del centro storico di Aosta, il ricorso al "Tribunale amministrativo regionale" che chiedeva l'annullamento delle delibere dell'Amministrazione comunale sulle nuove regole per l'accesso nella "zona a traffico limitato - ztl" nel capoluogo regionale: «pur riconoscendo nella sostanza la sussistenza di restrizioni, limitazioni e aumenti di costi per i cittadini e per i commercianti aostani - ha commentato l'avvocato Fabio Alicata, che rappresentava ventinove persone, tra residenti e commercianti, soprattutto nella zona tra via Croce di Città e via De Sales - il Tribunale ha deliberato che la "questione potrà essere eventualmente oggetto di una valutazione di natura "politica" sull'operato dell'Amministrazione comunale, ma è sottratta all'esame di legittimità da parte dell’epigrafato Tribunale". Il collegio giudicante, nell'udienza che si è tenuta lo scorso 12 giugno, pubblicata lunedì 25, ha statuito che la modifica operata dal Comune con la delibera numero 23 del 2018 ha fatto venir meno l'unico tra i motivi di ricorso effettivamente fondato, posto che la mancata deroga per le merci deperibili era illegittima in quanto contraria alle disposizioni normative vigenti. Il "Tar" ha anche dichiarato l'inammissibilità dell'intervento della "Federconsumatori" giacché, a dire dei magistrati giudicanti, la categoria dei "consumatori" non coincide con quella dei residenti, da un lato, e dei commercianti del centro di Aosta dall'altro, perché nella nozione di consumatori, vi rientrano anche i non residenti e i fruitori del centro di Aosta».

"Il pagamento del parcheggio non è una tassa ma un corrispettivo". Nello specifico, l'estensore della sentenza, il giudice Paolo Nasini, dopo aver citato altre decisioni del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale sulla facoltà delle Pubbliche amministrazioni "di subordinare il parcheggio e la sosta dei veicoli al pagamento di una somma" e che tale pagamento non è da considerarsi una tassa ma "è configurabile piuttosto come corrispettivo, commisurato ai tempi e ai luoghi della sosta, di una utilizzazione particolare della strada, rimessa ad una scelta dell'utente non priva di alternative", oltre ad evidenziare una sentenza del "Tar" di Pescara che dichiara che "il passaggio da un regime a titolo gratuito ad uno oneroso della sosta cittadina in parcheggi, è frutto di una valutazione ampiamente discrezionale che il Codice della strada attribuisce al Comune e che risulta immune da vizi" e che "la possibilità che la riserva di parcheggi ai residenti sia soggetta al pagamento di un corrispettivo è espressamente prevista dalla legge".

"In questa sede non è possile muovere alcuna censura di legittimità". Inoltre viene sottolineato come "le prescrizioni adottate, per un verso, non eliminano né incidono in modo da sostanzialmente escludere la libertà di movimento con riguardo tanto ai residenti, quanto ai commercianti, e, per altro verso, sono comunque funzionali alla tutela del fine di maggiore sicurezza che il Comune ha inteso perseguire, rendendo sostanzialmente più articolato l'accesso al centro storico e alla "ztl" ove tendenzialmente viene a concentrarsi l'utenza non solo cittadina, ma anche e soprattutto turistica, tanto in inverno, quanto in estate". Quindi, "sempre ferma restando la valutazione, rimessa a ciascun cittadino, in ordine al giudizio di natura prettamente politica da attribuire alle predette soluzioni organizzative - si legge ancora nella sentenza - non è possibile in questa sede muovere alcuna censura di legittimità alle disposizioni in esame così come successivamente modificate dalla delibera numero 23 del 2018. Parimenti, le statuizioni della delibera numero 126 del 2017 sono ampiamente motivate e sono congrue e pertinenti rispetto alla motivazione indicata dal Comune: infatti, con esse l'Ente ha provveduto ad una razionalizzazione e semplificazione dell'utilizzo delle soste a pagamento, in un'ottica di miglior gestione della cosa pubblica, interesse avente anche tutela costituzionale. Pertanto, anche in questo caso, una valutazione sulla correttezza e congruità delle previsioni finisce per "scivolare" su considerazioni di natura extragiudiziaria che sono rimesse certamente al singolo cittadino di Aosta, ma che non sono di pertinenza di questo Tribunale".

«Corretto l'operato dell'Amministrazione comunale». Il Comune di Aosta, da, parte sua, aveva "eccepito il difetto di legittimazione attiva dei ricorrenti non avendo gli stessi provato né la residenza, né il possesso dei permessi di accesso alla "ztl", e, quindi, uno "stabile collegamento" tra essi e la "ztl" o le zone di sosta oggetto dei provvedimenti contestati" per poi contestare "l'inammissibilità del ricorso per la genericità delle censure dedotte da parte ricorrente".
«Il provvedimento del "Tar" stabilisce che sul tema "ztl" l'operato dell'Amministrazione comunale è sempre stato improntato alla correttezza - ha sottolineato, con una nota, il sindaco di Aosta, Fulvio Centoz - fin dall'approvazione delle prime deliberazioni che innovavano le norme di gestione delle "ztl" abbiamo sempre affermato che le variazioni andavano considerate come sperimentali e, di conseguenza, soggette a essere modificate. Da questo punto di vista, abbiamo cercato il confronto con i cittadini, essendo sempre stati pronti a recepirne suggerimenti e potenziali migliorie, ferma restando l'impronta originaria della riforma e le sue finalità, in primis la sicurezza, a seguito dell'entrata in vigore della "circolare Gabrielli", quindi la riqualificazione del centro storico in chiave turistica e in favore del tessuto economico cittadino così come a tutela della tranquillità dei residenti».

«Stiamo studiando due fasce di "ztl", a seconda dell'adiacenza al centro storico». «Siamo ovviamente soddisfatti della sentenza - ha aggiunto Andrea Paron, assessore comunale alla mobilità - perché certifica il buon agire amministrativo dell'Ente in favore della collettività. Peraltro, i risultati di questa prima fase di sperimentazione sono valutabili da cittadini, operatori economici e turisti: in attesa dei dati definitivi del primo semestre 2018, infatti, è stato possibile accertare che il numero degli accessi alle "ztl" si è dimezzato nei primi tre mesi dell'anno. Il processo di miglioramento della disciplina "ztl", comunque, sta continuando per cercare di rispondere alle esigenze della popolazione. In tale direzione procede il ragionamento che l'Amministrazione comunale sta conducendo sull'eventuale perimetrazione delle "ztl" in due fasce, la "A" e la "B2, con norme più o meno restrittive a seconda della maggiore o minore adiacenza alle principali vie del centro storico».

«Aspettiamo risposte, ma ci riserviamo la possibilità di altre azioni». «I ricorrenti ed i cittadini aostani interessati - ha concluso l'avvocato Alicata - nell'attesa di risposte politiche da parte dell'Amministrazione comunale, si riservano insieme ai propri legali di proporre gravame avverso la sentenza del "Tar". Anche "Federconsumatori", che rivendica il proprio ruolo di tutela e garanzia di tutti i consumatori, valuta ogni azione di contrasto al provvedimento in questione».

Qui la gallery fotografica della "ztl" nel centro storico di Aosta:

ultimo aggiornamento: 
Lunedì 25 Giugno '18, h.17.40

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