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Il testamento biologico non può essere inserito nel "Fascicolo sanitario elettronico": «problemi di protocollo» evidenzia Baccega

comunicato stampa

Con un'interrogazione posta nella seduta consiliare di mercoledì 2 ottobre, il gruppo "Rete Civica Alliance Citoyenne" ha voluto fare il punto sulla procedura di attivazione per la registrazione nel fascicolo sanitario elettronico delle "Disposizioni anticipate di trattamento - Dat", il cosiddetto testamento biologico, facendo seguito anche ad una mozione approvata dall'Aula il 13 giugno scorso.

L'assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha risposto: «in questi mesi abbiamo lavorato tanto, ma purtroppo l'esito non è stato favorevole. In effetti, non è stata disciplinata la possibilità di acquisire le "Disposizioni anticipate di trattamento" per mezzo del fascicolo sanitario elettronico. Sin dal mese di giugno abbiamo dato mandato a "In.Va." di elaborare una proposta di implementazione del fascicolo per consentire l'acquisizione delle "Dat" e abbiamo seguito con attenzione l'iter del decreto del Ministero della salute volto alla creazione di una banca dati nazionale. Ad agosto, però, è emerso che le "Dat" devono essere redatte secondo i criteri del decreto, consegnate in originale alle strutture sanitarie che devono attribuire loro un numero di protocollo attestante la loro acquisizione. Si tratta di un terzo canale a disposizione del cittadino per consegnare brevi manu le "Disposizioni anticipate di trattamento", oltre ai Comuni e ai notai».

«Nel frattempo - ha precisato l'assessore - la Regione Emilia Romagna ha legiferato in questo senso, ma la norma è stata impugnata e la Regione ha sospeso le attività che andavano in quella direzione. La costituzione di una banca dati all'interno dei fascicoli elettronici da parte dei cittadini che hanno già depositato le "Dat" sarebbe in ogni caso del tutto temporanea, in quanto la banca dati nazionale che sarà costituita a seguito dell'approvazione del decreto ministeriale, sarà l'unica fonte certa di informazione per medici curanti e fiduciari e consentirà il superamento di ogni criticità. Alla luce di queste problematiche non è, al momento, possibile dare attuazione alla mozione del 13 giugno».

La consigliera Chiara Minelli nella replica si è detta stupita: «la Regione Puglia ha inserito le "Dat" nel fasciolo sanitario e l'ha fatto in maniera operativa. Mi riservo di approfondire questa situazione, auspicando che comunque i tempi di realizzazione della banca dati nazionale non siano biblici. Nel frattempo, il lavoro svolto dall'Assessorato e da "In.Va." non è inutile, ma può essere propedeutico all'utilizzazione di uno strumento come il fascicolo sanitario elettronico, già esistente e che per la Valle d'Aosta è stato giudicato come uno dei più funzionali e avanzati, oppure per il futuro inserimento nella banca dati nazionale. A mio avviso, resta comunque valida la possibilità di creare una banca dati regionale».