La collezione di abiti di Maria Josè di Savoia nella mostra "Reine de l'élégance" al Castello di Sarre

redazione 12vda.it
Sandra Barberi e Viviana Maria Vallet
Una testimonial del made in Italy, proprio nel passaggio dalla monarchia alla repubblica, è stata la "regina di maggio" Maria Josè di Savoia: al sua guardaroba scelto è dedicata la mostra "Reine de l'élégance, abiti di corte di Maria Josè di Savoia", che si inaugura sabato 4 agosto, alle 18 al Castello di Sarre con un aperitivo musicale in giardino, e sarà visitabile fino al 23 settembre tutti i giorni dalle 9 alle 19 (visita ogni mezz'ora, ultimo ingresso alle 18.30). L'esposizione, curata da Sandra Barberi, riunisce abiti di corte e ufficiali di Maria Josè, capi di alta sartoria che il marito Umberto II volle perché l'allora principessa fosse ambasciatrice della moda italiana nel mondo. "Umberto II, alla vigilia delle nozze, le fece preparare un corredo nuziale dalle migliori sartorie italiane - spiega la curatrice Sandra Barberi - Da Milano a Napoli, tutte vestirono questa principessa statuaria, che veniva dal Belgio e divenne così l'ambasciatrice nel mondo dell'eccellenza sartoriale italiana". "Durante i soggiorni in Valle d’Aosta - spiega Viviana Maria Vallet, responsabile dell’Ufficio Patrimonio storico-artistico della Soprintendenza regionale per i Beni e le attività culturali e dell’allestimento museale del castello di Sarre - Maria José si mostra donna sportiva e moderna indossando abiti comodi e pratici, in grado di consentire libertà di movimento ma sempre contraddistinti dal suo stile e da un tipico tocco di charme: un cappello, una morbida stola o semplicemente un foulard. Però non c'è contrasto fra l'atteggiamento sportivo e di amante della montagna, che la regina aveva durante le vacanze, e la sua estrema eleganza nelle occasioni ufficiali, perché la personalità di fondo resta e possiamo intuirla attraverso le fotografie e gli aneddoti legati alla sua figura". Ci saranno anche le immagini e il carteggio con l'allora parroco di Sarre, il prevosto della Cattedrale Amato Chatrian, oltre alla divisa da crocerossina, con cui la regina prestò la sua opera al fronte, e due uniformi degli uscieri di corte dell'epoca di Carlo Alberto. La mostra viene proposta dall'assessorato regionale all'istruzione e cultura con il comune di Sarre, grazie alla collaborazione con la Fondazione Umberto II e Maria José di Savoia di Ginevra, dove la coppia reale si ritirò subito dopo il referendum costituzionale, e con l’apporto delle delegazioni FAI della Valle d’Aosta e della Svizzera. La mostra è già stata proposta a Parigi, Istanbul e al Castello di Venaria. "La sovrana, che nel corso dei suoi numerosi soggiorni estivi ebbe modo di affezionarsi al territorio valdostano e alle sue montagne — spiega l’assessore all'istruzione e cultura Paolo Sammaritani - — rimase nel cuore della popolazione locale, come dimostrato in occasione della sua ultima visita al castello di Sarre il 15 maggio 1998. Il castello diventa la sede più appropriata per raccontare sfumature di storia di Casa Savoia poco note ai valdostani, emblematiche di momenti di vita ufficiale e di eleganza regale". "Il Castello – aggiunge il sindaco di Sarre Massimo Pepellin – ha una caratteristica che lo rende, assieme a Castel Savoia di Gressoney, unico in Valle d’Aosta: quella di essere "castello reale". Diamo quindi risalto a momenti della vita dei personaggi di Casa Savoia che nel corso del tempo hanno utilizzato e abitato il castello, ricordando il forte legame che si era instaurato tra la dinastia sabauda e la cittadina di Sarre". 
ultimo aggiornamento: 
Venerdì 27 Luglio '18, h.11.20

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