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La crisi della "Shiloh" di Verrès arriva in Consiglio Valle: «è evidente la futura probabilità di chiudere l'azienda» ammette Bertschy

comunicato stampa
Un operaio al lavoro nello stabilimento 'Shiloh'

Sapere come il Governo regionale si stia facendo carico della grave crisi della sede di Verrès della "Shiloh Italia": è il quesito posto dalla consigliera Daria Pulz con un'interrogazione a risposta immediata nella seduta consiliare di mercoledì 2 ottobre: «la crisi del colosso americano "Shiloh", tra i leader mondiali nel settore delle automobili per la produzione in particolare di telai in alluminio e magnesio, è ora conclamata - ha evidenziato la consigliera - per lo stabilimento di Verrès bisogna attivarsi per scongiurare i settanta licenziamenti annunciati su 154 dipendenti, tra operai e impiegati».

L'assessore alle politiche del lavoro, Luigi Bertschy, ha risposto: «il budget dell'azienda è passato dai 43 milioni di euro del 2017 ai 24 previsti a chiusura del bilancio 2019: dopo aver attivato tutte le riduzioni di costi gestionali possibili, si è arrivati ora a questa proposta di licenziamenti. Licenziare settanta lavoratori su 154 non evidenzia la volontà di dare continuità aziendale, ma piuttosto la probabilità futura di chiudere l'azienda. Abbiamo quindi incontrato in due momenti diversi i sindacati e l'azienda: da questa abbiamo ottenuto delle aperture sulla possibilità di valutare la possibilità di trasformare i licenziamenti in "cassa integrazione straordinaria". In questo modo si potrebbe costruire un percorso per capire se l'azienda possa tornare a essere produttiva nei prossimi anni; avremmo anche la possibilità di passare a una politica attiva di presa in carico della formazione del personale, per dare anche nuovi orizzonti lavorativi. Scriveremo alla proprietà per offrire collaborazioni e per sottolineare come siamo disponibili a sostenere un percorso condiviso, a condizione di evitare un gravissimo impatto sociale. Possiamo già lavorare a una risoluzione qui in Consiglio, per far sentire la nostra voce di vicinanza ai lavoratori e al territorio della bassa Valle».

Nella replica, la consigliera Daria Pulz ha osservato: «a marzo scorso, l'assessore Renzo Testolin diceva che l'Amministrazione regionale non era ancora stata informata della procedura di "cassa integrazione" e che tutto era sotto controllo. Sette mesi dopo, arrivano questi licenziamenti che sono stati tenuti nascosti fino all'ultimo. Il percorso proposto riecheggia quello di cui abbiamo parlato rispetto a chi è stato licenziato dal Casinò: sono ancora quasi tutti a casa, senza lavoro, sempre più rassegnati e sconcertati rispetto alle promesse di certa politica. Ben venga, quindi, una risoluzione condivisa per far prendere una posizione chiara al Consiglio Valle».