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La giornalista svizzera Romaine Jean ha raccontato ad Aosta il lavoro della "Fondation Hirondelle" per una comunicazione vera nelle zone di crisi

Elena Meynet
Un momento della conferenza di Romaine Jean

Un sassolino gettato fra le brutture del mondo sono le azioni costanti che da più di vent'anni la "Fondation Hirondelle" di Losanna porta avanti nelle zone di crisi: «abbiamo aperto molte radio in territori di guerra - ha raccontato, nella serata di venerdì 23 marzo, nella saletta delle conferenze della biblioteca regionale, ad Aosta, la fondatrice Romaine Jean, giornalista della "Radio Télévision Suisse - RTS", in un incontro organizzato dalla sezione valdostana della "Union internationale de la presse francophone - Upf" - il ruolo dei media e dei giornalisti è fondamentale, perché si può provocare o sedare situazioni di conflitto. All'origine del conflitto fra hutu e tutsi in Rwanda, se ricordate, c'era "Radio Mille Collines", che incitava all'odio razziale».



L'incontro ha anche richiamato l'attenzione a realtà in parte note al pubblico valdostano: nel 2012 aveva infatti ricevuto il premio "Donna dell'Anno" la congolese Caddy Adzuba Furaha, che lanciava un messaggio di pace attraverso "Radio Okapi", emittente aperta grazie all'appoggio della "Fondation Hirondelle": «è necessario che i giornalisti agiscano in modo corretto - ha sottolineato Romaine Jean - soprattutto nelle zone in cui la dittatura, si sa, prende prima di tutto il controllo delle televisioni, dei giornali, dei social. Noi cerchiamo sempre il dialogo e verifichiamo che le notizie siano confermate da almeno due fonti».

ultimo aggiornamento: 
Venerdì 23 Marzo '18, h.18.30

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