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L'Insegna di San Bernardo 2019 è andata a Luciano Caveri: «padre della legge che ha consentito il riconoscimento di dodici minoranze linguistiche»

redazione 12vda.it
Luciano Caveri premiato con la 'Insegna Gran San Bernardo'

"Per il costante impegno da lui profuso nell'amministrare le regioni montane delle Alpi, nel promuovere e nel sostenere la cultura alpina in tutti i suoi aspetti", Luciano Caveri, giornalista, conduttore radiofonico, ex presidente della Regione, ex deputato della Valle d'Aosta, unico valdostano ad essere eletto al Parlamento europeo, attuale direttore della Struttura programmi della "Rai Vd'A", è stato insignito, sabato 6 luglio, a Macugnaga, località piemontese sul Monte Rosa, della "Insegna di San Bernardo".

«Luciano ha sempre avuto delle priorità, dovremmo seguire questa via». «Luciano è il primo politico a ricevere l'onorificenza - ha dichiarato Enrico Rizzi, uno dei massimi esperti della storia e della cultura walser, spiegando la motivazione del Premio - perché è stato l'unico a dimostrare un'attenzione costante alle minoranze linguistiche in tutto il suo prestigioso percorso politico. Ho conosciuto Luciano il 14 ottobre 1988 quando da giovanissimo deputato valdostano, accompagnato da Cesare Dujany a Gressoney, si presentò ad una delle assise walser. Da lì, da quel giorno, è nato il suo impegno in favore di tutte le minoranze linguistiche, walser in primis, di cui si è fatto paladino».
«La sfida che bisogna affrontare è quella di tutelare le minoranze - ha dichiarato Caveri, dopo aver ricevuto il Premio da Laura Zanzi, figlia di Luigi, grande storico della cultura walser, cui la "Insegna di San Bernardo" è dedicata - aiutandole a svilupparsi nella modernità per evitare la loro scomparsa, schiacciate dall’avanzare di una scintillante omologazione che ne sminuisce l’importanza storica e culturale».
«La nostra comunità è fiera di omaggiare chi da sempre è stato al fianco delle popolazioni di montagna - ha sottolineato Stefano Corsi, sindaco di Macugnaga - la battaglia politica per mantenere i servizi in montagna è quotidiana. Persone come Luciano hanno da sempre avuto una visione delle priorità, dovremmo seguire questa via».

In trent'anni, il Premio è stato assegnato a personaggi ormai simboli della Montagna. La "Insegna di San Bernardo", istituita nel 1990, è un riconoscimento dedicato a personaggi o Enti che si sono distinti per la loro arrività in favore della Montagna: tra i vari premiati ci sono il campione di sci Pirmin Zurbriggen (1993), il geologo Ardito Desio (1994), lo storico Paul Guichonnet (1995), lo scrittore Fosco Maraini (1998), l'alpinista Walter Bonatti (2004), i cartografi Laura e Giorgio Aliprandi (2006), lo scrittore Mario Rigoni Stern (2007), l'alpinista Silvio Mondinelli (2009), il presidente del "Club Alpino Italiano" Annibale Salsa (2014), l'alpinista valdostano Hervé Barmasse (2016) e l'alpinista trentino Reinhold Messner (2016).

La "legge Caveri" ha portato al riconoscimento di dodici minoranze linguistiche. Enrico Rizzi ha anche ricordato l'importanza del riconoscimento ottenuto dalle minoranze linguistiche con l’approvazione della legge 482 del 1999: «quando Luciano divenne sottosegretario del governo D'Alema - ha evidenziato - ne approfittò da abile politico quale era già per fare approvare la legge 482, che dovrebbe chiamarsi "legge Caveri" perché lui ne è il vero padre».
La "Legislazione italiana a tutela delle minoranze linguistiche" riconosce infatti dodici comunità linguistiche storiche parlanti idiomi ascritti a varie famiglie linguistiche presenti entro i confini della Repubblica italiana e diversi dall'italiano, lingua ufficiale dello Stato. Questi dodici gruppi linguistici, albanesi, catalani, croati, francesi, francoprovenzali, friulani, germanici, greci, ladini, occitani, sardi e sloveni, sono rappresentati da circa due milioni e 400mila persone distribuite in 1.171 Comuni di quattordici regioni, tutelati da apposite leggi nazionali e regionali.
Prima dell'approvazione della legge, solo quattro minoranze linguistiche, la comunità francofona in Valle d'Aosta quella germanofona e la minoranza ladina in provincia di Bolzano, la minoranza di lingua slovena nelle provincie di Trieste e Gorizia, godevano, mediante leggi statali, di una tutela linguistica derivante da clausole di trattati internazionali firmati dall'Italia.

«A vent'anni di distanza manca la norma d'attuazione sul francoprovenzale». «E' vero che mi impegnai molto su quella questione - ha ricordato Caveri, commentando l'onorificenza sul suo blog - era un dovere della Repubblica per dare gambe ad un impegno costituzionale di quella norma all'articolo 6, "La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche", che si aggiungeva a quanto già stabilito dalla Costituente negli Statuti speciali, compreso quello valdostano. Solo nel 1999 si giunse ad una legge organica che seguii per anni sino alla sua concretizzazione, che risolveva due problemi. Il primo era per la Valle d'Aosta: il vulnus della mancata citazione nello Statuto del francoprovenzale, che venne integrato nella legge, anche se manca ancora a distanza di vent'anni quella norma di attuazione organica che dia ancora più sostanza alla previsione. Il secondo problema risolto era l'ingiustizia in ambito walser: con modifica costituzionale erano state "coperte" le popolazioni walser dei tre Comuni valdostani nel 1993, mentre i walser delle vallate piemontesi erano "scoperti" e solo nel 1999 ebbero finalmente il doveroso riconoscimento».

«Evitare la scomparsa delle minoranze, schiacciate dalla scintillante omologazione». «Resta il fatto, valido per i walser come per tutte le minoranze linguistiche piccole o grandi che siano e qualunque sia la vitalità della loro parlata storica, che la sfida che bisogna affrontare è quella di tutelare le minoranze - ha ribadito Luciano Caveri - aiutandole a svilupparsi nella modernità per evitare la loro scomparsa, schiacciate dall'avanzare di una scintillante omologazione che ne sminuisce l'importanza storica e culturale. La coscienza di sé, dei diritti e dei doveri di essere degni eredi di storie secolari, non può essere solo una questione giuridica ma di consapevolezza del valore della propria comunità. Aggiungo per completezza che il riconoscimento è stato il segno di stima per l'impegno per il vasto mondo delle Montagne con problemi che vanno al di là della pur importante questione linguistica. Uno dei problemi cardine che ho evocato a Macugnaga è quello dei sovraccosti che pesano su qualunque attività e che sono una delle ragioni di marginalizzazione delle popolazioni montane e dello spopolamento in atto. Tema sul quale molte volte ho scritto e scriverò senza mai lesinare nel battere il chiodo di un problema vero di eguaglianza».

ultimo aggiornamento: 
Lunedì 8 Luglio '19, h.09.40

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