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Loris Sartore, Giuliana Lamastra e Gian Paolo Fedi abbandonano Alpe ed "estinguono" il gruppo in Consiglio comunale: «grave errore dare la possibilità alla Lega di governare in Regione»

redazione 12vda.it
Giuliana Lamastra e Loris Sartore in Consiglio comunale ad Aosta

«Il direttivo di Alpe, riunitosi nella serata di giovedì 14 giugno ha deciso, con una risicata maggioranza, la posizione del movimento per il prosieguo delle trattative tra le forze politiche rappresentate nel prossimo Consiglio regionale. L'organismo direttivo del movimento ha quindi deciso di proseguire l'intesa tra Alpe, "Mouv'", Stella Alpina con "Pour Notre Vallée" ed "Area Civica" cercando un accordo con la Lega - Salvini pur con un'apertura ad altre forze per la formazione di un Governo regionale. Il gruppo comunale di Aosta non condivide tale scelta e la ritiene un grave errore politico in quanto la Lega rappresenta l'antitesi del pensiero politico e dei principi a cui si è sempre ispirata la nostra azione politica e amministrativa».
Così, con una lettera aperta, i tre consiglieri comunali ad Aosta, Loris Sartore e Giuliana Lamastra (che erano stati candidati a sindaco e vice) e Gian Paolo Fedi, che nel novembre 2015 aveva sostituito la dimissionaria Dina Squarzino, motivano l'uscita da Alpe, portando all'estinzione del movimento politico in Consiglio comunale, visto che lo statuto non permette la creazione di nuovi gruppi consiliari ma il solo passaggio a quello "misto" di maggioranza o di minoranza.

«Non abbiamo nulla da spartire con la Lega». «Una forza, la Lega, organicamente alleata, a livello nazionale, con il centro-destra - ricordano i tre consiglieri - una forza che strizza l'occhio a forze neofasciste come "Casapound" avendone ospitato esponenti nelle proprie liste, uno dei quali si accinge ad entrare nel Consiglio comunale di Aosta, città "medaglia d'oro per la Resistenza". Una forza che, sia a livello nazionale, sia a livello locale, non ci ha risparmiato le sue posizioni razziste, omofobe e intolleranti nei confronti dei più deboli, degli emarginati e degli sfruttati. Non abbiamo nulla a che spartire con loro e con quelle forze di questa futura eventuale coalizione che hanno contribuito allo sfascio della Valle d'Aosta avendo sostenuto il sistema marcio e corrotto retto dall'Union Valdôtaine».

«Grave errore offrire la possibilità di governare alla Lega». «Crediamo inoltre che offrire alla Lega la possibilità di governare, con il sostegno di Alpe, sia un grave errore - aggiungono Sartore, la Lamastra e Fedi - un errore tanto più evidente alla luce dei risultati delle recenti amministrative in 760 Comuni italiani dove l'influenza dell'alleanza (o contratto di governo) giallo-verde sul voto locale ha messo in rilievo la crescita elettorale della la Lega a discapito dei "grillini". La Lega ha saputo cogliere il trampolino di lancio nazionale per rafforzare la sua posizione e portare alla vittoria o al ballottaggio la coalizione di centro-destra. Per contro il "Movimento Cinque Stelle" paga, a nostro avviso l'alleanza con la Lega perdendo così quell'elettorato che li aveva votati alle politiche perché deluso dal Partito Democratico ma che ora non li può seguire sulle politiche leghiste».

«Affossato il progetto originario di Alpe». «Crediamo invece in un progetto politico di medio-lungo respiro che veda la costruzione di un percorso con altre forze politiche che condividono una prospettiva ed una visione non solo amministrativa ma dei valori espressi dalla propria gente, dal proprio territorio - ribadiscono i tre consiglieri - questo percorso politico lo collochiamo nell'ambito dell'area autonomista, progressista e di sinistra tra forze cioè che parlano gli stessi linguaggi politici e valoriali. La scelta fatta dal movimento sancisce la fine del progetto politico originario di Alpe, rimasto incompiuto ed a questo punto definitivamente affossato. Riteniamo quindi conclusa la nostra esperienza all'interno di Alpe e facciamo appello a tutti coloro che condividono questa posizione a sostenerla assicurando che il gruppo consiliare continuerà ad operare in questa direzione per costruire un progetto alternativo per il governo della città di Aosta e per i prossimi appuntamenti elettorali».

Diversi spostamenti in Consiglio comunale. E quindi probabile che i tre ormai ex consiglieri comunale di Alpe si avvicinino ad "Impegno Civico", lista nata proprio dalla scissione di Alpe, dove Giulia Sartore, figlia di Loris, era candidata per le elezioni regionali, così come ha fatto la loro collega Carola Carpinello, che non ha abbandonato la denominazione "L'altra Valle d'Aosta" per non far parte del medesimo gruppo che, dal prossimo luglio, accoglierà Lorenzo Aiello, secondo non eletto, nel 2015, della lista della Lega, coordinatore regionale di "Casapound" (il primo era Paolo Sammaritani eletto in Consiglio Valle) che non farà parte del gruppo consiliare originario, nel quale è entrato, invece, Etienne Andrione, che era stato l'unico eletto della lista dell'Union Valdôtaine Progressiste, movimento dal quale era polemicamente uscito nell'aprile 2016. A rappresentare l'UVP, non nominalmente, ci saranno invece Vincenzo Caminiti, uscito dall'Union Valdôtaine, vista la sua candidatura alle regionale nella lista del "leone dorato" e l'amico e supporter Luca Zuccolotto, che ha annunciato anche lui l'uscita dal gruppo unionista. 

ultimo aggiornamento: 
Sabato 16 Giugno '18, h.09.20

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