Gentile visitatore,

se sei su 12vda è chiaro che apprezzi il nostro lavoro giornalistico, che si può leggere, ascoltare e vedere senza dover pagare nulla, nel rispetto di un'informazione libera ed indipendente.
12vda è una testata che non è supportata da lobby politiche, commerciali o sociali, e si sostiene esclusivamente con la pubblicità, che è non assolutamente invasiva, non prevede fastidiosi "pop up" o "finte notizie".

Il nostro lavoro quotidiano richiede infatti tempo e denaro ed i ricavi della pubblicità ci aiutano a tenere in piedi questa testata giornalistica.

Se leggi questo messaggio vuol dire che hai attivato un "adblocker", che blocca automaticamente e non permette di vedere la pubblicità. Nel rispetto del nostro lavoro ti chiediamo quindi di disattivarlo ed anzi, se di tuo interesse, di cliccare sui nostri banner.

In questo modo potremmo restare on line, indipendenti e liberi di raccontare la Valle d'Aosta come la vediamo noi.

Grazie.

Meno del venti per cento degli autocarri circolanti in Valle d'Aosta appartiene alle categorie più inquinanti: i consigli della "Airp"

comunicato stampa
Un autocarro "euro zero" parcheggiato in uno stallo per la ricarica di auto elettriche

Su un totale di 53.005 autocarri circolanti in Valle d'Aosta, quelli che appartengono alle categorie di emissione "euro zero", "1", "2" e "3" rappresentano la minoranza e sono 10.079, pari al 19 per cento del totale. Si tratta di veicoli immatricolati prima del 2006 e quindi caratterizzati da elevati livelli di emissioni. Gli autocarri "euro 4", "5" e "6" sono invece 42.926, e cioè l'81 per cento del totale.
Questi dati emergono da un'elaborazione dell'Osservatorio sulla mobilità sostenibile di "Airp - Associazione italiana ricostruttori pneumatici" sulle più recenti informazioni di fonte "Aci".

A livello nazionale, su un totale di 4,8 milioni di autocarri circolanti, quelli che appartengono alle categorie di emissione "euro zero", "1", "2" e "3" rappresentano la maggioranza e sono 2,7 milioni, pari al 56,6 per cento del totale. Gli autocarri "euro 4", "5" e "6" sono invece 2,1 milioni, e cioè il 43,4 per cento del totale.
Questi dati confermano che vi è ancora in circolazione nel nostro Paese una massa di autocarri particolarmente vecchi. Questa situazione impone la necessità di mettere in pratica una serie di accorgimenti e comportamenti virtuosi per rendere più ecocompatibili i trasporti su strada, come ad esempio sottoporre periodicamente tutti gli autoveicoli alle revisioni obbligatorie per legge, agli interventi di manutenzione e ai controlli sullo stato di usura e di pressione di gonfiaggio dei pneumatici, elementi questi che hanno una notevole influenza sul consumo di carburante di un veicolo e quindi sulle sue emissioni di CO2.

Inoltre, una soluzione eccellente per migliorare l'impatto ambientale di tutti gli autoveicoli, sottolinea Airp, è l'impiego di pneumatici ricostruiti. La ricostruzione dei pneumatici, infatti, è un'attività dalle forti valenze ecologiche in quanto consente non solo di abbattere in maniera consistente le emissioni di CO2 rispetto alla produzione di un pneumatico nuovo, ma anche di allungare la vita dei pneumatici e di ridurre in modo considerevole il flusso del loro smaltimento nell'ambiente.