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Mouv' critica la mancata coerenza di "Rete Civica" ed il suo timoniere, l'ex assessore regionale Elio Riccarand

redazione 12vda.it
Elio Riccarand e Piero Lucat
«La legge che ha trasformato 48 milioni di euro di debito che il Casinò aveva con "Finaosta" in patrimonio è stato il primo banco di prova della nuova maggioranza veterounionista a trazione integrale». Così il gruppo di Mouv' in Consiglio Valle commenta, in una nota, l'approvazione di mercoledì 3 luglio 2019, del disegno di legge sulla "Casinò de la Vallée SpA" e aggiunge: «ieri abbiamo assistito al primo voto formale fatto dalla stampella "Rete Civica", ossia i consiglieri Alberto Bertin e Chiara Minelli, al Governo Fosson».
«L'esame è stato superato a pieni voti - proseguono Elso Gerandin, Roberto Cognetta e Stefano Ferrero - il voto segreto dei diciannove consiglieri che compongono la maggioranza è stato di diciotto a favore ed un'astensione. Il voto politico, invece, è stato di diciannove consiglieri furbetti del finanziamento al Casinò che, per paura di possibili responsabilità erariali rispetto ad una legge così delicata, hanno organizzato il voto segreto in questo modo per sgravarsi dai problemi della Corte dei conti».
 
«Ma il dato politico qual è? - si chiedono ancora i tre consiglieri regionali di Mouv' - semplice, bisogna assolutamente diffidare di chi, ergendosi a rappresentante della società civile, si pone, in campagna elettorale, a esempio di coerenza e soprattutto di superiorità rispetto alla politica tradizionale. In realtà, si troverà sempre un lupo travestito da agnello o, come in questo caso, camuffato da una lista che di civico aveva solo il nome, per il resto era più politica di qualunque altra lista».
«Siamo addolorati - concludono - per quei valdostani che ci hanno creduto e che giustamente si indignano per lo spettacolo che dà la politica, ma in questo caso lo spettacolo peggiore lo hanno dato i rappresentanti di questa lista pseudocivica ma in realtà eterodiretta da un ex consigliere regionale che non si rassegna al vitalizio d'oro che percepisce e che dopo cinquant'anni pretende di dettare le regole a tutti gli altri».

Il riferimento di Mouv' è ad Elio Riccarand, 71 anni, consigliere regionale per diciassette anni, in cinque Legislature, eletto per la prima volta nel luglio 1978 ed uscito definitivamente dal Consiglio Valle nel febbraio 2006, nel rispetto del "turn over" deciso dall'allora "Arcobaleno", sostituito da Ugo Venturella. Riccarand ha anche ricoperto il ruolo di assessore regionale all'ambiente dal giugno 1993 al giugno 1998, nell'Esecutivo guidato da Dino Viérin, padre di Laurent Viérin, attuale assessore regionale al turismo, sport, commercio, agricoltura e beni culturali.
Elio Riccarand, secondo quanto si legge nei dati ufficiali del Consiglio Valle, Elio Riccarand percepisce un vitalizio mensile netto di 3.041,95 euro e nel 2008, undici anni fa, ha ritirato 94.806,61 euro di capitale previdenziale.
"Rete Civica", che si definisce una "lista civica" ma che secondo la normativa vigente potrebbe presentarsi solo ad elezioni amministrative, è gestita, oltre che Riccarand, da altre cinque persone: Piero Lucat, Fabio Protasoni (entrambi presenti, insieme allo stesso Riccarand, nei locali del Consiglio Valle, alla conferenza stampa di presentazione dei "reciproci impegni per una collaborazione mirata" con la Giunta regionale), Jean Frassy, Marcello Dondeynaz e Dario Carmassi, soprannominati, anche dagli stessi aderenti del "gruppo", come «i dinosauri della politica valdostana».
ultimo aggiornamento: 
Giovedì 4 Luglio '19, h.18.45

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