'Renouveau Valdôtain' si presenta: Perrin, Vallet, Dujany e Andrione tra i firmatari

redazione 12vda

L'inizio della pagina pubblicitaria del nuovo movimentoE' il senatore Carlo Perrin, ex presidente della Regione, ex assessore regionale all'agricoltura il primo firmatario dell'appello pubblicato martedì 30 maggio a pagina 36 dell'edizione valdostana del quotidiano 'La Stampa' ed affisso in diversi comuni della Valle, firmato da dodici 'dissidenti' dell'Union Valdôtaine sotto il nome comune di 'Renouveau Valdôtain'. Cadono a questo punto tutte le ipotesi che avrebbero visto l'ingresso di Perrin, ma anche di Franco Vallet, ex assessore regionale ai lavori pubblici nelle fila di Vallée d'Aoste Vive di Roberto Louvin: «stiamo valutando e analizzando la situazione - spiega Vallet - per capire se vi sono le condizioni e la necessità di una nuova proposta politica. Molto dipenderà da come si svolgerà e si concluderà il congresso straordinario dell'UV. Va considerato come un appello alla gente, dall'Union ci aspettiamo segnali fortissimi di rinnovamento su uomini e su alleanze che rispettino la volontà degli elettori. Se avverrà si può stare insieme, altrimenti nascerà un nuovo movimento».


«Ho un grande rispetto - ha commentato il presidente della Regione Luciano Caveri - e mi ha fatto piacere che i dissidenti abbiano deciso di fare un movimento prima del congresso di giugno così si capisce dov'è la vera UV anche se lo dico con vivo dispiacere».
Oltre a Perrin ed a Vallet, gli altri dieci firmatari sono l'ex senatore ed ex presidente della Regione Cesare Dujany (francesizzato in César per l'occasione), così come Mario Andrione, l'ex presidente UV Alexis Bétemps, l'ex assessore regionale al turismo ed alle finanze Gino Agnesod, il sindaco di Etroubles Massimo Tamone, il consigliere di Verrayes Sandro Théodule e quattro donne: l'ex vice presidente Patrizia Morelli, Jeannette Bondaz, Elena Pascal e Renée Chanoux, figlia di Emile Chanoux.
Le firme in calce al 'manifesto'«La Valle d'Aosta perde giorno dopo giorno un po' più della sua indentità storica e linguistica - si legge, in francese, sul 'manifesto', indirizzato alle 'valdôtaines' ed ai 'valdôtains' - la professionalità e le competenze non sono riconosciute per il loro giusto valore e la raccomandazione trionfa sul merito. Autonomia significa libertà di autogoverno. Perché l'Autonomia sia reale è necessario che le persone, le coscienze, le intelligenze possano esprimersi, altrimenti l'autonomia perde il suo senso, non è più viva, si consuma e rischia di scomparire. Noi non accettiamo questo degrado e vogliamo rimettere la barra a dritta».
«Noi vogliamo guardare molto in alto
- conclude il 'manifesto' - e noi vi chiediamo di farlo con noi per una Valle d'Aosta che noi amiamo, forte e tranquilla, solidale e amichevole, libera. Assieme ci riusciremo».

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