Le nuove regole di accesso nella "ztl" di Aosta provocano proteste e disagi a residenti e commercianti. Dopo due mesi "cancellati" i "parcheggi gialli", ma non cambia nulla

Angelo Musumarra
Un operaio del Comune di Aosta 'cancella' i parcheggi gialli nella 'ztl'

Ad Aosta, da qualche giorno, sono comparsi i "parcheggi neri" a far compagnia a quelli "blu" a pagamento ed a quelli "bianchi" gratuiti, sempre più rari, sopratutto nelle vicinanze del centro cittadino. In realtà si tratta degli ex "parcheggi gialli" quelli che fino allo scorso anno erano riservati ai residenti del centro storico ed a chi, a diverso titolo, era autorizzato a transitare ed a sostare nelle "zone a traffico limitato - ztl" del capoluogo regionale.

Nuove regole: «meno traffico, più sicurezza». Nello scorso autunno, improvvisamente, l'Amministrazione comunale decide di cambiare tutto per una non meglio specificata necessità, quasi paradossale, di «diminuire il traffico nella "ztl", anche a causa delle nuove disposizioni di sicurezza»: in effetti, è risaputo che gli aspiranti terroristi chiedono il permesso prima di accedere nel centro storico. Le nuove norme di gestione sono state proposte dai tecnici sulla base delle richieste dell'Amministrazione comunale ed approvate dalla Giunta il 16 novembre scorso: solo dopo si sono svolti due infuocati incontri con la cittadinanza, che si trova a subire la nuova regolamentazione che cambierà per sempre le loro abitudini.

La questione dei "cortili privati indivisi". Nel marasma delle nuove regole, a mandare letteralmente in "burnout" i diversi proprietari di immobili nel centro storico di Aosta, è stata la disposizione che nega il permesso di accesso alle relative proprietà in mancanza di un posto auto accatastato. In pratica, se il proprietario (o usufruttuario) di un "cortile privato indiviso" che viene utilizzato come parcheggio (nel centro di Aosta ce ne sono decine, spesso affittati a terzi, perlopiù dipendenti pubblici) non lo ha denunciato al catasto come tale (subendo anche la relativa tassazione) e non ha suddiviso i posti auto tracciandoli fisicamente sul terreno, non può più usarlo per far sostare dei veicoli.
La motivazione ufficiale sta nel rispetto delle disposizioni del "Piano regolatore", dove sono definite tutte le aree della città utilizzabili come parcheggi, anche per i privati che, quindi, non possono più disporre di come desiderano le proprie proprietà.
Su questa base è possibile che, in futuro, l'Amministrazione pubblica possa imporre al residente come arredare le singole unità abitative, situazione che non sembra così assurda, viste le numerose difficoltà che si riscontrano nel momento in cui si decide di effettuare delle ristrutturazioni nel centro storico.

«Fate la solita autocertificazione». Dopo le numerose proteste, il sindaco del capoluogo regionale, Fulvio Centoz, d'accordo con vice comandante della Polizia locale, Fulvio Boero, ha scaricato sui cittadini la responsabilità della questione, indicando, nel secondo incontro pubblico, di auto-certificare la proprietà di un posto auto nella domanda di richiesta del permesso di accesso, facendo intendere che nessuno controllerà, per il 2018, la veridicità di quanto sottoscritto, rimandando, di fatto, la questione di un anno.
Ovviamente il Comune non controllerà neppure la corrispondenza della disponibilità dei posti auto rispetto alle domande: per il medesimo "stallo privato" teorico non sono previsti limiti di permessi, e quindi l'idea che sta alla base delle nuove regole viene subito disattesa: «con la presente avvisiamo che "Aps" ci ha appena comunicato che per il 2018 i permessi per le zone "ztl" verranno rilasciati - sintetizza un cartello affisso sul cancello di un "cortile privato indiviso" in via Tourneuve, utilizzato come parcheggio - quindi chi si è visto negare la consegna del permesso può nuovamente recarsi presso lo "Sportello del cittadino" per l'inoltro della domanda. Per il 2019 non sanno ancora come procederanno e se per il rilascio del permesso si dovrà effettivamente accatastare i posti auto come da loro indicato a inizio di questo dicembre. Sarà nostra cura tenervi informati».

Via anche i permessi per i giornalisti: «lavorate con il telefonino». La seconda novità riguarda chi, nella "ztl" aostana, accede per lavoro: abbiate pazienza se ogni tanto chi si occupa di informazione può ipotizzare di avere qualche privilegio rispetto ai normali cittadini (per esempio a Torino le troupe giornalistiche sono autorizzate a muoversi con i propri mezzi a prescindere dai blocchi del traffico), anche perché spesso i tempi per star dietro a tutto ciò che succede sono veramente risicati ed anche gli inviati devo potersi spostare con celerità, con la reale possibilità che le conferenze stampa vengano annunciati solo cinque prima.
Fino al 2016 i giornalisti, ma solo coloro che realizzavano attività di riprese video, erano autorizzati ad entrare nella "ztl" con un permesso di "tipo B", che al "modico" prezzo di 120 euro annuali (a cui andavano aggiunti 32 euro di bolli) permetteva di arrivare sul posto, scaricare le attrezzature e poi andare via (come se le troupe fossero sempre formate da un autista, un operatore di ripresa ed un giornalista). In realtà l'auto di servizio, utilizzata per giungere sul posto, veniva lasciata nei pressi del luogo dell'evento per tutto il tempo necessario e mai nessuno ha verificato il corretto utilizzo del "permesso B" che, nel tempo, si è trasformato in una sorta di "pass parcheggio ztl" con le auto di diversi giornalisti che erano stabilmente parcheggiate nel centro storico, in particolare in piazza Chanoux, in piazza Giovanni XXIII ed in via Losanna.
A causa degli abusi di alcuni, ne paga ora tutta la categoria. Tanto, per utilizzare le parole dell'Amministrazione comunale, che notoriamente si occupa di comunicazione meglio dei professionisti del settore, «oggi i video si fanno con il telefonino».

Cinque euro al giorno per entrare in "ztl". Dal 2018 il "permesso B" è stato quindi abolito ed i giornalisti sono ora obbligati, se vogliono entrare in "ztl", a chiedere il "permesso TR", quello riservato per chi trasporta merci in maniera professionale ed a pagare cinque euro al giorno per accedere (in realtà, poi, la spesa reale è più alta perché il sistema pensato dal Comune prevede una sorta di "carta ricaricabile", che ovviamente non prevede rimborsi). In più bisogna comunicare alla Polizia locale (ed accertarsi che la comunicazione sia arrivata) le motivazioni per le quali si accede in "ztl": rispetto ai 120 euro precedenti, la spesa preventivata, ipotizzando di dover accedere in "ztl" sei giorni su sette, supera i 1.500 euro, oltre all'aggravio di burocrazia che, se non rispettata, non evita la multa.
Il sindaco, che ha la disponibilità gratuita, così come tutta la Giunta comunale, di uno stallo nel parcheggio sotterraneo di piazza Narbonne, ha proposto di fissare un limite di pagamenti a 500 euro: rispetto al 2017 il costo è solo quadruplicato. E' necessario ricordare che l'Amministrazione comunale non sostiene in alcun modo l'editoria locale, né con la pubblicità né, tanto meno, con contributi.

"Carico e scarico" solo per autocarri e motocarri. Per i giornalisti non sarà possibile neanche utilizzare gli stalli di "carico e scarico", che il Comune ha annunciato di voler aumentare, perché questi sono destinati esclusivamente ad autocarri e motocarri e nessuna testata, ovviamente, si muove con un autocarro né tanto meno con il pratico, ma poco elegante "Ape Piaggio", diffusissimo in Valle d'Aosta.
Volendo, basterebbe cambiare la regola, consentendo l'uso degli stalli di "carico e scarico" anche alle autovetture, che sono, per loro stessa natura, anche adibite anche al trasporto di "cose", ma Centoz e Boero ritengono che il codice della strada non lo permetta: di norma chi viene "beccato" con l'auto negli stalli di "carico e scarico" preferisce pagare la sanzione (che ammonta a poche decine di euro nei giorni immediatamente successivi all'avviso) invece che presentare un ricorso che, oltre ad essere costoso, prevede lunghi tempi di valutazione ed il rischio di dover poi pagare una multa che arriva a quasi duecento euro.

Tolta anche la "finestra" tra le ore 7 e le 8. Il Comune consentiva il "libero accesso" dalle ore 7 alle 8 (con l'uscita entro le ore 8.30), dove, ufficialmente, "spegneva" le telecamere che presidiano quasi tutti gli accessi nella "ztl", opportunità utilizzata prevalentemente da coloro i quali, residenti nella zona, avevano la necessità di movimentare della merce (ad esempio per traslochi in proprio, consegne occasionali ma anche l'entrata o l'uscita di ospiti). Il nuovo regolamento revoca anche questa agevolazione perché il sistema, a detta degli amministratori, «non lo consente più», anche se, in occasione di manifestazioni che prevedono numerosi accessi (per esempio, in piazza Chanoux), le relative telecamere vengono regolarmente spente per evitare successivi contenziosi.
La fascia 7.30 - 8.30 è ora diventata quella "protetta" dove, nelle intenzioni di chi ha scritto le nuove regole, non si dovrebbero vedere veicoli in "ztl", dato che i furgoni che consegnano giornali, gli "sfarinati" ed i "prodotti freschi", sono autorizzati all'accesso solo dalle ore 4 alle 7.30, pagando i cinque euro quotidiani previsti dal "permesso TR".

"Cancellati" di parcheggi nella "ztl". Con tutto questo è passato un po' sotto tono il fatto che non si può più sostare in "ztl" e quindi, da qualche giorno, i diversi "parcheggi gialli" non esistono più, perfettamente "cancellati", due mesi dopo la firma della relativa ordinanza, dagli operai comunali che hanno lavorato intorno alle auto parcheggiate. Essendo però ancora assolutamente percepibili, chi parcheggiava lo ha continuato a fare tranquillamente, anche se nell'ordinanza è previsto che "le violazioni saranno perseguite ai sensi ai sensi delle norme vigenti".
L'esempio più evidente è quello di piazza Giovanni XXIII dove, di fronte alla Cattedrale, tra avvallamenti e buche, ogni giorno una ventina di auto, spesso anche di turisti, soprattutto svizzeri, sostano senza problemi, così come in via Tréves o in Avenue Conseil de Commis, dove anche i dipendenti regionali non si fanno problemi a lasciare i veicoli utilizzati durante l'orario di lavoro.

Agevolazioni al "Parini" senza nessuna garanzia. Insomma per chi non ha un posto auto e vive o lavora nel centro storico di Aosta (coloro i quali dovranno richiedere i permessi di "tipo C" e "D" e pagare, intanto, 50 euro l'anno) si preannuncia una quotidianità piuttosto complessa. L'Amministrazione comunale, volendo far rendere maggiormente il parcheggio dell'ospedale "Parini", spesso «sottoutilizzato», ha concentrato lì le agevolazioni per i residenti (gli altri parcheggi, per scelta tecnica, non sono aperti 24 ore al giorno) in modo da «incrementarne la fruizione anche in orari non di punta» (consci anche del fatto che permane «una carenza di posti auto su strada per i residenti nelle vie limitrofe al parcheggio»), abolendo così la tariffa a loro riservata (il cosiddetto "tasto giallo" sui parcometri) che consentiva di non pagare a prezzo pieno i parcheggi nelle "zone blu".
Il Comune, a differenza di quanto ha disposto quando affitta i posti nelle altre autorimesse di proprietà (come quella di viale Partigiani), non garantisce il posto e non riserva un'area specifica per gli abbonati e quindi, chi pagherà 250 euro l'anno, potrebbe avere la sgradita sorpresa di entrare al parcheggio "Parini" e di non trovare posto. In alternativa, per la modica somma di 350 euro l'anno, potrà però parcheggiare nelle varie "zone blu", sempre se trova posto, se non è prevista la pulizia stradale o il parcheggio non viene utilizzato per altro, e non si potrà lasciare l'auto dove la sosta costa due euro l'ora (come piazza San Francesco, Rue des Etars e via De Sales).
Gli abbonamenti, ovviamente non rimborsabili se non sono utilizzabili, sono concessi solo a coloro i quali non hanno un permesso di "tipo A" e, conseguentemente, neppure la disponibilità di un garage o di un posto auto entro cinquecento metri dalla residenza, e solo uno per ogni nucleo familiare, valido per un solo veicolo, con l'eccezione dei veicoli elettrici e dei "full hybrid".

Problemi per tutti, forse le nuove regole sono da rivedere? In una città dove il centro storico vede sempre meno attività commerciali operative, dove, se si alza lo sguardo, si vedono interi stabili lasciati andare in rovina, aumentano a dismisura i disagi per i residenti, ma anche per i commercianti, che si trovano a pagare un ulteriore dazio per far arrivare le merci nei propri negozi (spese che, probabilmente, verranno "spalmate" sui prezzi alla clientela), oltre ai già citati giornalisti, inspiegabilmente penalizzati nella loro mobilità e quindi nell'efficienza professionale, che pone il Comune anche in una situazione di concorrenza sleale, visto che edita una testata giornalistica.
I residenti con il "permesso C" possono infatti arrivare sotto casa solo dalle ore 8.30 alle 10.30 e dalle ore 19.30 alle ore 22.30, mentre i commercianti con il "permesso D", oltre che dalle ore 8.30 alle 10.30, invece che alla sera potranno recarsi alle loro attività dalle ore 14.30 alle 15.30, per una sosta di "carico e scarico" non superiore alla mezz'ora.
Tutte queste regole, benché assurde, dovrebbero aver reso più vivibile la "ztl" aostana? Assolutamente no, dato che le deroghe sono numerose: dall'inizio dell'anno sono state oltre trenta le autorizzazioni dei mezzi "eccedenti i limiti di massa e di peso" così come si sono moltiplicati i mezzi degli Enti pubblici, oltre al fatto che, ad ogni ora del giorno e della notte, passano e parcheggiano dovunque i furgoni che si occupano della raccolta rifiuti, che probabilmente sono stati esentati dal rispetto delle più logiche regole del codice della strada, rendendo sgradevole il passeggiare nel centro storico. Sempre numerosi sono anche i veicoli che attraversano e sostano nella "ztl" esponendo il contrassegno per l'accompagnamento dei disabili, spesso senza la reale necessità.
C'è da dire che, sempre a voce, il sindaco ha annunciato di rimandare l'applicazione delle nuove regole al 1° marzo (forse avallando una sorta di "omissione di atti di ufficio"), anche se diversi si sono già organizzati per sopportare la nuova normativa: il Comune, in ogni caso ha incaricato ben tre legali per resistere contro il ricorso presentato al "Tribunale amministrativo regionale" di Aosta da un legale con lo studio, da poco, nella "ztl" aostana, al quale non è stato concesso il relativo permesso.

Nessun controllo, responsabilità e burocrazia sui cittadini. Il denominatore comune di tutte queste scelte è la presa d'atto, da parte dell'Amministrazione comunale, di non riuscire ad organizzare i controlli e nel far rispettare le regole, con il conseguente appesantimento delle responsabilità nei confronti dei residenti (che sono poi quelli che vivono e rendono viva Aosta, pagando anche le relative tasse), costretti ad auto-certificare il falso, con gli automobilisti che, da un giorno all'altro, si trovano in una situazione abusiva ed a rischio sanzione.
Bisogna aggiungere che le nuove regole valgono, con tariffe dimezzate, anche per i motociclisti e coloro i quali si muovono ad Aosta con scooter e ciclomotori, che invece sembrano esentati dal rispetto di qualunque disposizione, dato che non è raro incrociare a piedi centauri maleducati i quali, percorrendo anche contromano le strade del centro storico, evitano di essere identificati dalle telecamere.
«Non essendoci più un parcheggio in piazza Roncas, dopo aver girato quindici minuti nel quartiere alla ricerca di un parcheggio ho dovuto lasciarla qui - si leggeva in un messaggio lasciato in un'auto, parcheggiata sulla strada, in "ztl", con tanto di permesso e "disco orario" in bella vista - per cortesia, non multatemi, ho pagato ottanta euro di "permesso ztl" senza avere un posto».



Qui la gallery fotografica dei "parcheggi neri" nella "ztl" di Aosta: