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Le scolaresche aostane "salvano" la festa delle Forze armate: «siamo invisibili finché non ce n'è bisogno» ha sottolineato il Generale Giannuzzi

Angelo Musumarra
Il Generale Simone Giannuzzi e Guido Cossard

La consegna del tricolore, da parte del Generale Simone Giannuzzi, comandante del "Centro addestramento alpino" a Guido Cossard, dirigente dell'Istituzione scolastica "Saint-Roch" di Aosta (ed alpino), ha caratterizzato, nella mattinata di mercoledì 4 novembre, le celebrazioni in piazza Chanoux della "Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze Armate", che si sono tenute alla presenza delle autorità Istituzionali, dei componenti dei diversi Corpi d'armata operanti in Valle, e di diverse scolaresche, ma con uno scarso pubblico.
Proprio alle giovani generazioni si è rivolto Enzo Bonin, vice presidente della "Associazione nazionale combattenti e reduci" della Valle d'Aosta, che ha ricordato l'ex presidente Pietro Mortara, scomparso lo scorso ottobre, ed ha scusato l'assenza, «per problemi fisici», del nuovo presidente, Pietro Barbero, citando quindi Piero Calamandrei, Claudio Della Valle e Papa Francesco: «cari giovani, che siete qui presenti - ha aggiunto - non abbiate paura di chiedere ai vostri nonni e bisnonni cosa è stata l'ultima Guerra mondiale. Se dimentichiamo la memoria ci dimentichiamo di quanto hanno fatto, sofferto e patito i nostri combattenti e reduci per tutti quanti noi, per la libertà e la democrazia del nostro Paese. In questi giorni dobbiamo ricordare quanto hanno fatto non solo i combattenti ed i reduci, ancora viventi, ma tutti quelli che purtroppo non sono ritornati. Se nessuno ricorda, non solo oggi, ma ogni giorno dell'anno, è come se non fossero mai esistiti i nostri combattenti e reduci, e questo non possiamo e non dobbiamo permettercelo».

«Quest'anno siamo un po' più numerosi dell'anno scorso, visto che pioveva forte, ma non siamo tantissimi - ha evidenziato il Generale Giannuzzi - la partecipazione modesta, sebbene legata al giorno feriale e lavorativo, è anche sintomatica di un clima di pace e di sicurezza, nel quale parlare di guerre lontane può apparire anacronistico. Ma la presenza di studenti per una cerimonia significativa di passaggio del tricolore credo che sia un segno tangibile della rinnovata attenzione anche da parte dei giovani, ricordare è importante, affinché il passato non sia passato invano. Quest'anno ricorrono cento anni dall'inizio del primo conflitto mondiale, iniziato nel maggio del 1915 in un'Italia profondamente diversa che affrontava quello che si rivelò poi uno dei conflitti più cruenti e drammatici di sempre».

Simone Giannuzzi ha voluto anche sottolineare l'impegno costante delle Forze armate italiane: «la pace e la sicurezza sono beni invisibili, è un po' come la salute - ha continuato - finché c'è non se ne sente la mancanza, non avvertiamo minacce e quindi ci sentiamo sicuri, non ne apprezziamo il valore finché non vengono a mancare. Il quadro di sicurezza è cambiato molto negli ultimi decenni, assumendo un connotato multi-dimensionale e globale, una sfida oggi dunque più difficile. Le Forze armate sono oggi sempre più impegnate in missioni meno tradizionali sul territorio nazionale, in compiti di ordine pubblico, si pensa all'operazione "Strade sicure" in tutta Italia, all'esposizione universale di Milano, appena terminata, alla gestione di disastri ambientali, all'emergenza rifiuti, al controllo di punti sensibili in funzione anti-terrorismo, alla gestione dei flussi migratori, alle missioni condotte nell'ambito degli Organismi internazionali ed alle missioni di diversa natura, condotte a decine di migliaia di chilometri dall'Italia, spesso allo scopo di contenere e prevenire delle crisi che, se non arginate, producono conseguenze su scala globale anche a casa nostra».

«Quando ricordiamo i nostri combattenti, quando ricordiamo i caduti di ogni tempo, i mutilati, i veterani, gli invalidi, quando ci rechiamo ai cippi o ai monumenti - ha poi aggiunto il sindaco di Aosta, Fulvio Centoz, che ha ricordato anche lui Pietro Mortara, insieme ad Ernesto Verthuy - non vogliamo ricordare la guerra, ma rendere omaggio ai valori che esaltano la profonda umanità del sacrificio, dell'eroismo, della dedizione agli altri, valori sempre attuali nelle nostre Forze armate, il cui compito primario di difesa della Patria si arricchisce di un alto impegno civile, volto a fronteggiare tutte le difficoltà che colpiscono il Paese. Per questo contributo che voi tutti, Corpi militari, date al mantenimento dell'ordine ed alla salvaguardia delle Istituzioni, siamo qui oggi a dirvi il nostro più sentito ringraziamento. Questa giornata vuole rendere onore proprio a quelle donne ed a quegli uomini che hanno scelto di servire lo Stato, indossando un'uniforme e facendo dell'interesse collettivo una scelta di vita, tutt'altro che scevra da rischi».

«Mi commuove poi - ha proseguito il primo cittadino del capoluogo regionale - vedere tra di noi alcuni ex combattenti e reduci, testimoni della storia dalla cui voce possiamo raccogliere testimonianze assai più preziose di quelle che leggiamo sui libri, ed accanto ad essi, tutti questi bambini e ragazzi che, come noi, hanno tanto da imparare da loro. La serenità che oggi vivete nelle vostre famiglie, ragazzi, la libertà di cui godete sono anche frutto dell'impegno, del sacrificio, del valore di tutti questi uomini in divisa e di questi valorosi soldati che hanno combattuto per garantire a noi un futuro di pace. Non è una libertà scontata, ce lo ricordano ogni giorno le notizie che leggiamo, le immagini che vediamo in televisione di uomini, donne, bambini e anziani che si spostano drammaticamente da un Paese all'altro, con esiti talora tragici. In un momento delicato come quello che stiamo vivendo, queste giornate di memoria sono fondamentali per la maturazione della coscienza collettiva. Esse sono necessarie, oggi più che mai, a ritrovare il giusto senso della Patria, una Patria capace da un lato di conservare il suo glorioso passato, al fine di preservare la sua identità più profonda, dall'altro di aprirsi agli altri e di guardare al futuro, offrendo il proprio aiuto a quegli uomini e quelle donne che, giungendo da molto lontano, cercano libertà e protezione».

Dopo la consegna della bandiera, nel "salone Ducale" del Municipio, il presidente del Consiglio comunale di Aosta, Michele Monteleone, ha consegnato le medaglie ed i diplomi ai combattenti reduci delle classi 1921, 1923 e 1925 a Nereo Bellini, Argentino Fea, Antonio Lotto, Guido Viola, Gino Foletto, Liberato Salvati ed ai figli di Aventino Priod e di Mario Nigrisoli.

Qui la gallery fotografica delle celebrazioni ad Aosta della "Festa delle Forze armate":


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