Presentato un ricorso al "Tar" per far sospendere le nuove norme «gravose e vessatorie» sugli accessi alla "ztl" ad Aosta

redazione 12vda.it
Parcheggi abusivi in piazza della Cattedrale ad Aosta

Sarà il "Tribunale amministrativo regionale" di Aosta a pronunciarsi sull'effettiva correttezza delle nuove norme per l'accesso nelle "zone a traffico limitato" ad Aosta, rese parzialmente operative all'inizio del 2018 ma cui gli effetti, secondo quanto dichiarato dal sindaco del capoluogo regionale, Fulvio Centoz, saranno applicati a partire dal prossimo 1° marzo.
L'avvocato Fabio Alicata ha infatti presentato, lunedì 29 gennaio, "nell'interesse e per conto di un gruppo di cittadini residenti e commercianti esercenti l'attività all'interno del centro storico del Comune di Aosta, nelle cosiddette zone a traffico limitato" un ricorso al "Tar" per chiedere "l'annullamento, previa sospensiva, delle delibere di Giunta, la numero 125 e 126 del 16 novembre scorso", che definiscono le nuove regole.

«Oneri ingiustificati su cittadini e negozianti». «I ricorrenti ritengono i provvedimenti impugnati illegittimi e gravemente lesivi dei propri diritti ed interessi, sotto diversi profili - spiega l'avvocato - il Comune di Aosta, da un lato, ha regolamentato in maniera più restrittiva alcune fattispecie già esistenti, con norme improntate ad un certo rigore, ma, dall'altro, ha inteso imporre oneri ingiustificati sui cittadini e sui negozianti del centro storico, introducendo, di fatto, nuove forme di tassazione. Per i commercianti, l'abolizione della fascia oraria di libero carico e scarico merci dalle ore 7 alle 8 ed il correlato obbligo di corrispondere al Comune una somma per ogni accesso, pari a cinque euro al giorno, comporta un ingiustificato aggravio di costi diretto ed indiretto, che in alcuni casi, può superare i 1.500 euro all'anno».

«Norme gravose e vessatorie». «Sotto il profilo strettamente commerciale - continua Fabio Alicata - i provvedimenti impugnati sono, inoltre, illegittimi laddove non hanno escluso dalle limitazioni introdotte i veicoli commerciali adibiti al trasporto delle merci deperibili, ovvero quelli adibiti al trasporto di prodotti che richiedono la non interruzione della "catena del freddo". Ma anche per i cittadini residenti, le nuove norme si appalesano gravose e vessatorie dato che, con l'abolizione della agevolazione alla sosta su strada attivabile mediante "tasto giallo" a parcometro, collegato alla reale fruizione delle aree a pagamento, il Comune ha privilegiato la scelta di un pagamento forfetario anticipato che, prescindendo dall'effettivo utilizzo da parte del cittadino delle aree di sosta a pagamento, si rivela oneroso, visto che costa 350 euro l'anno, ed ingiustificato».

«Pagamento anticipato di un abbonamento che non garantisce il posto». «Analogamente, è vessatoria l'esclusione dalla validità dell'abbonamento per le zone di sosta a pagamento cittadine, a tariffa di due euro all'ora, che sono il più vicino spazio di sosta per i cittadini del centro storico maggiormente interessati - sottolinea ancora il legale del gruppo di cittadini e commercianti che hanno presentato il ricorso al "Tar" - singolare poi è il pagamento anticipato di un abbonamento, presso il parcheggio dell'ospedale "Parini", per il quale non si offre neppure la garanzia della disponibilità del posto auto. Con queste nuove misure imposte dal Comune, il centro storico, già soffocato, viene ulteriormente gravato di restrizioni e ulteriori costi, tutti a carico di residenti e commercianti».

Ultimo aggiornamento: 
Giovedì 1 Febbraio '18, h.11.45

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