«Qualcuno non ha colto il progetto del "Rassemblement" ed ha vinto il voto "di pancia". Divisi si perde». Alessia Favre scarica la sconfitta sugli "altri" autonomisti

redazione 12vda.it
Alessia Favre, candidata alla Camera per la lista 'Vallée d'Aoste'

«Possiamo parlare di musica?» Albert Lanièce, confermato senatore della Valle d'Aosta, non rinuncia a scherzare al termine dello scrutinio elettorale, all'alba di lunedì 5 marzo, dopo aver preso atto che "l'incrocio" non sarà quello che era stato previsto da diversi analisti politici, che ipotizzavano l'elezione alla Camera di Giampaolo Marcoz, bensì con la "grillina" Elisa Tripodi.

Lanièce, che ha firmato un patto di collaborazione con il Partito Democratico, relegato in ogni caso all'opposizione dopo il risultato nazionale, il più basso in assoluto dalla sua fondazione, che lo porta a gravitare intorno ad una percentuale del venti per cento, dovrà trovare il modo di collaborare con la giovane ed esordiente collega, che invece sarà, con tutta probabilità, in maggioranza, in evidente contrapposizione: «sicuramente rispetto a cinque anni fa la situazione nazionale e locale è completamente diversa - commenta Albert Lanièce a 12vda - quindi il paragone è difficile da fare. C'è stata anche da noi questa affermazione forte del "Movimento Cinque Stelle" e anche della Lega, che conferma la volontà dell'elettorato nel chiedere un cambio di passo della politica, soprattutto per dare le risposte che non sono ancora arrivate o sono arrivate in modo parziale, per quanto riguarda l'occupazione, la povertà, la difficoltà delle persone e la pressione fiscale. Credo che questo risultato vada letto in questo modo».

Sia il "Movimento Cinque Stelle" che la Lega hanno eroso in maniera significativa i voti del senatore valdostano, che se ne trova ben 8.651 in meno rispetto alle elezioni del 2013: «in Valle d'Aosta ha pesato molto anche la politica a livello regionale e le dinamiche che ci sono state negli ultimi cinque anni - aggiunge Lanièce - in questo senso io non boccio il progetto di "Rassemblement", anzi è arrivato in ritardo. Se fosse arrivato un anno, un anno e mezzo fa, probabilmente non ci sarebbero stati ribaltoni, probabilmente ci sarebbe stato un consolidamento dell'area autonomista e ci sarebbe stato sicuramente anche un rilancio della politica valdostana. E' chiaro che gli elettori in questo modo hanno censurato il modo in cui è stata condotta, seppure nella difficoltà di una crisi economica che ha ridotto anche le finanze della nostra regione come in tutta Europa. Non siamo immuni e non potevamo essere immuni, però è chiaro che i valdostani non hanno dato un giudizio positivo a tutto quello che è successo».




«La Valle d'Aosta oggi porta a casa un risultato veramente triste - sottolinea Alessia Favre, candidata alla Camera per la lista "Vallée d'Aoste - Progrés et tradition",  dopo la sconfitta - per fortuna il senatore Lanièce viene riconfermato come rappresentante a Roma della nostra comunità ma oggi, in Valle d'Aosta, hanno perso le forze autonomiste. La riflessione amara da fare è che, come abbiamo detto più volte, divisi si perde. Noi abbiamo lanciato come progetto politico, diverso tempo fa, il "Rassemblement", ma c'è chi non l'ha saputo cogliere, chi ha voluto fare altro ed ecco che ci sono state due rappresentanze di forze autonomiste. Questo ha fatto sì che invece vincesse un voto di protesta, un voto "di pancia"».

ultimo aggiornamento: 
Lunedì 5 Marzo '18, h.07.30

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