Antonio Fosson e Claudio Restano escono dal gruppo dell'Union Valdôtaine in Consiglio Valle: «non c'è dialogo»

redazione 12vda.it
Antonio Fosson in Consiglio Valle

Si è conclusa con una lettera al presidente Andrea Rosset la riunione del Consiglio Valle di martedì 27 ottobre dove l'ex assessore regionale alla sanità Antonio Fosson e l'ex presidente della partecipata "ExpoVdA" Claudio Restano, hanno comunicato che non faranno più parte del gruppo consiliare dell'Union Valdôtaine, ma costituiranno nuovo gruppo che si chiamerà "Pour notre Vallée", con capogruppo Restano.

«Le ragioni che mi hanno spinto a fare politica - ha spiegato Fosson - erano il desiderio di cercare di lavorare per le esigenze della mia gente e di contribuire alla costruzione del bene comune e dopo questo periodo, queste mi sono ancora più chiare e voglio utilizzare questa fine Legislatura in questo senso. Non mi piace il metodo con cui viene gestita la cosa pubblica, con difficoltà di dialogo, di proporre soluzioni, con una persona che gestisce da solo tutto quanto. Sono convinto che il sistema politico valdostano debba recuperare un percorso differente, una diversa condivisione per ottenere maggiori risultati e maggiore efficienza. Se si vuole migliorare la situazione dei valdostani, in un momento più difficile, il cambiamento deve cominciare dall'ascolto di tutti, dalla valorizzazione delle diverse esperienze affinché l'altro non sia un ostacolo ma una risorsa. Sono sinceramente autonomista e federalista: credo nei valori dell'Union Valdôtaine e soprattutto sono fiero di appartenere ad una terra che da sempre ha valori di solidarietà e sussidiarietà. Ma oggi all'interno del gruppo consiliare dell'UV non ci sono le condizioni per poter fare un percorso di confronto e di cambiamento senza divieti o blocchi. Vogliamo che il nostro gruppo continui a fare parte della maggioranza, ma con una possibilità di proposta, di dialogo e di incisività ben maggiore di quanto siamo riusciti a fare finora. Dietro questa scelta non c'è un progetto politico ma solo posizioni individuali da confrontare».

«Mi sento valdostano nel cuore e nella testa - ha aggiunto Restano - di amare innanzitutto la Valle d'Aosta, per la quale mi sono impegnato sin dall'inizio della mia carriera politica, nella convinzione di poter contribuire a far crescere questa regione. Per questo mi trovo in questo passaggio difficile, sofferto, dettato da motivazioni profonde: in libertà voglio sostenere questa maggioranza, ma devo compiere questo passo doloroso, perché ho sempre fortemente creduto nelle mie scelte di militanza dell'Union Valdôtaine, scelte personali oltre che politiche. Tuttavia, ho dovuto prendere questa decisione, ravvisando ad esempio come gli agricoltori valdostani siano dimenticati e abbandonati dal bilancio e da uno Stato fine a se stesso, ravvisando un bilancio senza memorie e prospettive, che costringe commercianti ed artigiani a sempre maggiori difficoltà. Non è più il momento di parlare, ma occorre essere concreti, proprio all'interno della maggioranza cui sento di appartenere. L'UV è un "mouvement", termine che dovrebbe richiamare la coesione del popolo valdostano in un contesto di confronto. Eppure, nell'UV c'è una conduzione verticistica che non ha funzionato: c'è soltanto chi decide e chi esegue. Sono consapevole che la mia decisione sarà strumentalizzata da chi detiene il potere, ma sono sereno perché so, così facendo, di poter mantenere il mandato che mi hanno affidato gli elettori, potrò lavorare per la Valle d'Aosta, per il mio popolo. Non sono uno "yes man" di carattere, e non è questo il ruolo che mi hanno assegnato i valdostani che mi hanno votato».

«Coi colleghi e amici di matrice unionista di Alpe ed Union Valdôtaine Progressiste, di oggi e di ieri, ci ha divisi il metodo di lavoro imposto dall'alto - ha continuato Claudio Restano - che ci ha impedito di lavorare rapidamente per cercare di risolvere i problemi della nostra regione. Ho recentemente accettato la Presidenza della Commissione speciale per le riforme istituzionali pur già con questi sentimenti nel cuore, ma animato dall'intento di ridare unità alla politica e centralità all'Assemblea regionale, ho comunicato di essere pronto a rimettere il mandato, qualora gli venga chiesto dal Consiglio. Il mio sogno è avere una nuova Union, essere tutti uniti sotto una Union che riparta dall'inizio, dai suoi valori tradizionali e dalla sua storia, ponendo al centro la persona e i valdostani».

"Stupore" è stato espresso dal gruppo consiliare degli eletti dell'Union Valdôtaine per "le dichiarazioni fatte in Consiglio regionale in occasione della fuoriuscita dal gruppo dei consiglieri Restano e Fosson - si legge in una nota - nel prendere le nette distanze da suddette dichiarazioni, il gruppo UV ritiene di aver operato con serietà nell'esclusivo interesse dei valdostani e conferma e rinnova con forza il pieno sostegno al suo presidente Augusto Rollandin".