Attacco di Roberto Cognetta ad Albert Chatrian sul Piano di ristrutturazione del Casinò: «assistiamo alla solita sceneggiata»

comunicato stampa
Roberto Cognetta in Consiglio Valle

Nel pomeriggio venerdì 19 maggio la seconda Commissione permanente del Consiglio Valle ha espresso il parere di compatibilità finanziaria sul disegno di legge che finanzia il Piano di ristrutturazione aziendale della "Casinò de la Vallée SpA": «Io, da solo, ho votato contro - dice il consigliere del "Movimento 5 stelle" Roberto Cognetta, componente della seconda Commissione - la cosa peggiore è che, mentre questo Piano brucia altri venti milioni di euro dei valdostani, in azienda non si cerca minimamente di cambiare rotta. Un esempio? Nel Piano si dice chiaramente che bisogna acquisire un "food and beverage manager", ma anziché fare una selezione per trovare una risorsa adeguata al ruolo, si preferisce spostare chi in passato ha già ricoperto quella funzione e che, peraltro, ne è stato allontanato. Non mi pare questo un metodo nuovo, la cosiddetta nuova visione che dovrebbe far avanzare i migliori e fermare i peggiori».

«Ci si aspettava qualcosa di diverso da un assessore che per anni, da consigliere, ha declamato tanti bei principi; ci si aspettava un po' di voglia di fare pulizia, ci si aspettava meritocrazia e, soprattutto, coraggio nel rompere legami parentali o politici - prosegue Cognetta - invece, assistiamo alla solita sceneggiata, con l'aggravante delle frasi generiche di chi preferisce, a chiacchiere, fare di ogni erba un fascio. Perché, ed è bene ricordarlo, tra tanti dipendenti "fancazzisti", ce ne sono altrettanti che hanno lavorato e lavorano senza premi particolari e senza i riconoscimenti adeguati. Dipendenti che, da un lato, sono accomunati agli assenteisti contro cui si scaglia senza distinguo l'assessore Albert Chatrian e, dall'altro, sono diretti, nella maggior parte dei casi, da persone che hanno raggiunto o mantengono posizioni di vertice perché protetti dalla politica».

«Se cambiamento deve essere che lo sia realmente: per essere davvero "des flambeaux" e non soltanto "des allumettes"!», conclude Cognetta.

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