Carlo Norbiato supporta il programma di Pierluigi Marquis «per senso di responsabilità, viste difficoltà ed urgenze». UV furiosa: «gli danno uno sgabello»

redazione 12vda.it

Carlo Norbiato, che lo scorso venerdì 10 marzo ha sostituito in Consiglio Valle Leonardo La Torre, sospeso in base alla "Legge Severino" in seguito alla condanna di secondo grado per peculato per la gestione dei fondi dei gruppi consiliari, che nel 2013 era il primo escluso della lista dell'Union Valdôtaine, aderisce al programma della nuova maggioranza ed al Governo regionale guidato da Pierluigi Marquis.
Norbiato, che aveva annunciato lo scorso lunedì 13 marzo di far parte, insieme ad Elso Gerandin e ad Andrea Padovani, del gruppo misto, ha motivato la sua scelta «dopo una fase di riflessione e comprensione del contesto politico e istituzionale - ha dichiarato - tenuto conto della situazione di difficoltà che attraversa la Valle d'Aosta, per senso di responsabilità e in riferimento alle urgenze che deve affrontare la nostra comunità. Si tratta di una scelta animata da spirito costruttivo e positivo per lo sviluppo di politiche che consentano di superare la grave crisi che stiamo attraversando».

«Un agone politico che sembra l'inferno di Dante». In effetti, Norbiato, che qualcuno aveva definito un "rollandiniano di ferro", sono diversi anni che non rinnova più la tessera del "mouvement" ed il solo fatto di essersi presentato nel foyer del Consiglio Valle nel pomeriggio del 10 marzo (a differenza del povero Orfeo Cout che invece, rispettando le indicazioni del partito era rimasto al piano di sopra), ha fatto nascere più di un dubbio sulla sua possibile collocazione politica.
Ad acuire la distanza tra Norbiato e l'UV sono state le sue prime dichiarazioni in Aula: «non vi nascondo un notevole imbarazzo nel trovarmi catapultato in un agone politico che, visto dall'esterno, pare mettersi in concorrenza con la più fervida fantasia del sommo poeta quando di accinge a descrivere i gironi infernali - aveva commentato, citando indirettamente l'"Inferno" della "Divina Commedia" di Dante Alighieri - tuttavia, nel pieno rispetto degli elettori che mi hanno sostenuto e che qui ho l'occasione di ringraziare pubblicamente, mi accingo, con tanta buona volontà ed impegno, ad interpretare al meglio il mandato elettivo in questo scorcio di Legislatura, che si preannuncia molto gravoso ed irto di difficoltà».

«Ennesimi cambi di rotta "pour la survivance"». «La situazione politica, nel corso degli ultimi anni, ha registrato un "bouleversement" rispetto alle posizioni definitesi subito dopo l'esito delle elezioni regionali vinte dai diciotto consiglieri della coalizione Union Valdôtaine - Stella Alpina nei confronti dei diciassette consiglieri dell'Union Valdôtaine Progressiste, Alpe, Partito Democratico e "Movimento 5 stelle" - aveva poi continuato, rivolgendosi anche a quelli che non erano nell'Aula ma lo ascoltavano in diretta streaming - questo "bouleversement" ha registrato cambiamenti le cui logiche farebbero impazzire i migliori politologi, e quindi immaginatevi il mio imbarazzo, per usare un eufemismo, nel trovarmi in questo vespaio. I diciotto, anzi i tredici unionisti "original" hanno dimostrato, non certo tutti, una tale turbolenza che sovente ha causato significativi scricchiolii nella maggioranza, tali da costringere a rinforzare le fila con i tre consiglieri del PD in virtù del cosiddetto più largo accordo "della Perenni" sottoscritto in presenza dell'ex premier Matteo Renzi. Questo ovviamente con totale mancanza di attenzione al responso delle urne. I rapporti, poi, all'interno del gruppo di maggioranza si sono ulteriormente inaspriti tanto che i tredici unionisti "original" sono rimasti in dieci ed in questa fase la turbolenza, trasformatasi in bufera, comporta, "pour la survivance", un ennesimo cambio di rotta stivando i sette, anzi sei, pardon, esponenti di quella importante componente UVP che, staccatasi dalla casa madre unionista, si era contrapposta così intensamente alla coalizione che poi risultò vincente, ed anche in questo caso dribblando elegantemente il risultato elettorale».

«Mi rifugio temporaneamente sull'Aventino». «Adesso si vede un'ennesima strambata di consiglieri che si staccano dalla maggioranza - aveva criticato ancora Norbiato - e ne formano un'altra o presunta tale con l'intento di sfiduciare quella precedente, proponendo un Governo alternativo. La maggioranza voluta dagli elettori è stata interessata da così tante giravolte da poterla tranquillamente paragonare ad una porta girevole di un albergo ad ore e le aggregazioni politiche hanno subito mutazioni genetiche degne del miglior dottor Jekyll. Il sottoscritto, quindi, alquanto frastornato ed arrovellato da mille dubbi ed interrogativi, dopo lunghe meditazioni e confronti con persone fidate, ha deciso temporaneamente di rifugiarsi sull'Aventino che, come è noto, è quel colle su cui, secondo la storia romana, si ritiravano i plebei, quali io sono, nei periodi di acuto conflitto con i patrizi».
Carlo Norbiato si era poi astenuto sulla mozione di sfiducia, mentre, per quanto riguarda gli altri "nuovi" consiglieri regionali Andrea Padovani aveva votato a favore a differenza di Paolo Contoz, che, sedutosi a fianco di Pierluigi Marquis («ma è stato il commesso a farmi sedere lì, io non avevo scelto quel posto», ha poi precisato), gli aveva votato contro. Lo stesso Norbiato poi, a differenza di Cout e Contoz, non aveva poi partecipato alla prima conferenza stampa di "opposizione" dei consiglieri dell'Union Valdôtaine, Partito Democratico ed "Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano", convocata in contemporanea al discorso di insediamento di Marquis.

«Cambio di opinione legato ad incarichi offerti?». Da parte della sezione di "Aoste-Ville" dell'Union Valdotaine arriva «tutto il rammarico e disappunto» sulla decisione dell'ex unionista: «ci interroghiamo se questo cambiamento di opinione sia legato ad incarichi offerti e forse già accettati dal consigliere Norbiato - si chiede la presidente, Elisabetta Tubère - è forse questo il senso di responsabilità richiamato dallo stesso Norbiato? Tradire la volontà dei propri elettori che lo avevano votato e sostenuto all'interno della lista dell'Union Valdôtaine, candidato per la prima volta già nel 1995, rientra nel medesimo senso di responsabilità? Come giustificherà ora ai suoi stessi sostenitori unionisti questa posizione? Sorge spontaneo un dubbio, forse questa sua posizione non è ancorata ai valori ed agli ideali del movimento ma piuttosto a qualche incarico? Se così fosse questa giunta non sarebbe solo più "Poltrone e Sofà" (citando la definizione di Augusto Rollandin, n.d.r.) ma ci sarebbe spazio anche per qualche sgabello! Auspica che gli eletti nelle liste dell'Union Valdôtaine siano leali ai valori del Movimento ma soprattutto alla volontà delle elettrici e degli elettori anteponendo ciò ai loro meri interessi personali o, peggio ancora, agli interessi di qualcuno a loro molto vicino».

Equilibrio precario di 17 a 15 con Cognetta "battitore libero". Con il passaggio di Norbiato, il gruppo dell'Union Valdôtaine resta in dieci, con la "nuova" minoranza che può contare su quindici consiglieri, considerando a favore di Rollandin il sostituto di Cout (che sia Fulvio Centoz o Paolo Crétier) e lo stesso Contoz che si iscriverà, come indipendente, al gruppo UV, mentre la maggioranza arriva a quota diciassette consiglieri, visto che il "grillino" Roberto Cognetta ha dichiarato di aver appoggiato la mozione di sfiducia per «votare contro Rollandin, non pro Marquis. Il nostro lavoro continua esattamente come prima».

Ultimo aggiornamento: 
Mercoledì 15 Marzo '17, h.17.20

Commenta..

Scrivi qui sopra il tuo commento alla notizia.

CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il commento non venga inviato da procedure automatizzate
CAPTCHA con immagine

Inserire i caratteri mostrati nell'immagine.