In Consiglio Valle scontri ed insulti tra Guichardaz, Roscio e Bertin, su dignità degli animali, cacche degli elefanti, riciclo dei rifiuti e citazioni di Brassens

redazione 12vda.it
Gli elefanti del 'Circo Donna Orfei'

Una lunga disquisizione sulla dignità degli animali, sul "Bon de chauffage", conclusa con degli insulti da scuola elementare, ha caratterizzato, nella tarda mattinata di giovedì 15 marzo, durante la riunione del Consiglio Valle, il confronto tra Jean-Pierre Guichardaz, assessore regionale alle attività produttive ed ambiente, Fabrizio Roscio, consigliere regionale di Alpe ed Alberto Bertin, consigliere regionale del gruppo "Coalition citoyenne - Mouv" che ha presentato un'interpellanza sull'iniziativa "Circ'ambientando - il circo incontra l'ambiente", realizzata dal "Circo Donna Orfei", che è stato in Valle d'Aosta, a Saint-Christophe, nel piazzale dell'arena "Croix Noire" dal 15 al 25 febbraio: «ha suscitato diverse perplessità il patrocino a questo circo da parte dell'Amministrazione regionale coinvolgendo anche le scuole materne ed elementari - ha evidenziato il consigliere di opposizione - molti sono rimasti sorpresi dato che è un circo che utilizza animali, che sicuramente saranno trattati benissimo, ma da parte di molti c'è un'attitudine negativa rispetto a questo tipo di circo e condivido anch'io il fatto che gli animali rimangano nei loro contesti naturali. I circhi che utilizzano animali sono una vecchia tradizione, trent'anni fa avevano un significato, permettevano di vedere degli animali esotici, ma oggi non vanno nella direzione in cui sta andato il mondo, hanno perso di senso e non si vede la natura educativa di questo intervento e del patrocinio a questo circo, dopotutto la sponsorizzazione della Regione consisteva nel far partecipare i bambini al circo e quindi a far pagare il biglietto ai genitori».

«Nessun tipo di lamentela, solo riscontri positivi». «Non capisco quale sia l'obiettivo dell'interrogazione - ha risposto Guichardaz - soprattutto mi stupisce l'accenno alle "numerose perplessità sollevate sull'opportunità e sul valore educativo di tale scelta". Io non ho ricevuto nessun tipo di lamentela in tal senso, devo dire che i riscontri all'iniziativa da parte dei genitori dei bambini che si sono recati al circo sono stati molto positivi, e sto parlando dell'iniziativa inerente la raccolta dei rifiuti, perché riguardo al circo non ho tanto da dire».
«Il circo esiste da sempre e da sempre esistono alcuni punti di vista, tutti legittimi, per carità - ha continuato l'assessore - sull'impiego degli animali, che siano cavalli, cani, gatti o elefanti. Certo, si possono fare sofismi sulla natura domestica o meno di alcuni animali, sulla disposizione di altri ad essere trattenuti in stalle per essere infine macellati o trasformati in prosciutti o in pelle da concia, si potrebbero richiamare usi e costumi di alcune popolazioni che impiegano gli elefanti come animali da fatica e potrei anche disquisire, collega Bertin, sulle sue scarpe di cuoio bovino, per aprire un dibattito sulla dignità di alcuni animali e non di altri di essere considerati degni di gironzolare liberi o di essere internati in stalle per servirci, in vita e poi dopo».

«Dibattito fastidioso, che divide i politici in "buoni" e "cattivi"». «E' un dibattito specioso, fastidioso, dal quale, non si esce con qualche cartello fuori dai circhi dei soliti supposti animalisti - ha proseguito in aula Jean-Pierre Guichardaz - che poi magari se vanno in giro con il cane al guinzaglio, e trattano i cani come esseri umani, tranne poi non farli mai uscire dalle quattro mura di casa loro. Dibattito che se entra nell'agone della politica, diventa pure un po' fastidioso perché obbliga a fare categorie di politici "buoni" e "cattivi", amanti degli animali o sfruttatori, o peggio amanti di alcuni animali e sfruttatori di altri, come se ci fosse una differenza filosofica tra un cavallo ed un elefante o tra un cane ed una mucca. Anche a me piacererebbe vedere scorrazzare cavalli, elefanti ed altri animali liberi nelle praterie o veder morire di morte naturale le mucche o i maiali, mi piacerebbe vederli lontani dalle grinfie umane, ma mi sottraggo ad un dibattito che eleva alcuni di essi degni di vivere liberi ed altri domestici, o peggio trasformati in prodotti. Sarei perdente sin dall'inizio, essendo io un carnivoro, seppur moderato, ma mai pentito, usando io come lei, scarpe di cuoio, e credo che metterebbe in risalto le sue di incongruenze, collega Bertin, o quelle dei compagni che hanno firmato con lei l'interpellanza e che mi pare usino lo stesso materiale per coprirsi anche se parzialmente».

«Il circo è un divertimento libero, chi non lo vuole vedere stia a casa». «Esistono delle leggi specifiche sui circhi, sul benessere animale, dei protocolli internazionali - ha ricordato l'assessore regionale all'ambiente - esiste, per fortuna, la "non discrezionalità" della Pubblica amministrazione e credo che l'iniziativa promossa dalla struttura competente dell'Assessorato sia stata bella, un'iniziativa che si era proposta un obiettivo importante, quello di sensibilizzare ad un comportamento civico bambini e genitori, laddove questi si possono incontrare ed intercettare, tra l'altro, insieme. Il circo è uno di questo posti, è un luogo di divertimento, del libero divertimento, chi non vuole vedere gli spettacoli con gli animali può starsene tranquillamente a casa, nessuno lo costringe, ma è anche un luogo che scalza le consuetudini sociali permettendo di trattare temi altrimenti relegati alla scuola o alla famiglia, luoghi a volte di costrizione, di regole, di gerarchia. Pensare di inserire, all'interno di un evento, finalizzato all'esclusivo svago e divertimento, messaggi positivi, finalizzati all'educazione ed alla sensibilizzazione civica non è, a mio modesto parere, un'idea così balzana».

«Diversi metri cubi di cacca di elefante sono finiti nell'impianto di compostaggio». «Faccio notare che il messaggio sulla necessità di un corretto riciclo dei rifiuti è stato veicolato nell'ambito dello spettacolo dei clown che mi riferiscono essere stato efficacissimo ed estremamente pertinente - ha riportato quindi Guichardaz - niente animali salterini o costretti in gabbia, solo clown. La Regione non ha concesso alcun patrocinio all'iniziativa, l'ha semplicemente promossa, né ha erogato alcuna contribuzione economica. La Struttura regionale ha approfittato della buona disponibilità dei titolari del circo ad affrontare il tema del corretto smaltimento dei rifiuti, i quali, si sono recati personalmente presso la dottoressa Ines Mancuso, prima di attivare il circo, per chiedere proprio a lei informazioni sul corretto smaltimento delle deiezioni animali, soprattutto di quelle prodotti dagli elefanti, parliamo di diverse metri cubi, sono quantità enormi. Le cacche degli elefanti sono state smaltite nell'impianto di compostaggio del verde, essendo queste compatibili, per qualità e caratteristiche, dietro pagamento di un diritto dovuto da parte del circo. Questa manifesta sensibilità verso le modalità di smaltimento più opportune, dimostrata dai titolari del circo, ha suggerito alla nostra struttura la proposta di inserire, nello spettacolo dei clown, dei messaggi favorevoli alle corrette modalità di smaltimento e riciclo dei rifiuti, in conformità, peraltro, alle indicazioni contenute nel "Piano rifiuti" vigente, il quale prevede la possibilità di attivare iniziative di educazione ambientale anche in contesti informali, come è appunto il circo».

«Dentro quest'Aula offriamo spettacoli poco edificanti». «La Regione ha quindi colto l'occasione di un evento che concentra centinaia di bambini - ha spiegato ancora l'assessore regionale - per veicolare un messaggio positivo, nessuna spesa è stata posta a carico dell'Amministrazione regionale, i biglietti gratuiti per i bambini sono stati stampati e spediti a spese del circo e non nostre. Personalmente trovo che sia positivo fare educazione civica laddove i bambini si recano liberamente, senza costrizioni, e sarebbe bello se questa modalità avvenisse anche in altri contesti di svago come cinema e teatri ed anche nell'ambito di manifestazioni come le "Batailles des reines" per esempio, o le feste paesane, e qualcosa si sta già facendo con le "Ecolo-Fête". I soliti benpensanti potrebbero obiettare ugualmente sul tipo di messaggio che veicolano certi film o certe rappresentazioni teatrali, o le stesse "batailles", ma se si dovesse guardare bene, non è che noi diamo all'esterno, a volte, uno spettacolo così edificante, visti anche gli apprezamenti del suo ex collega di partito Roscio che prima mi ha dato anche del "con" oltre che un altro apprezzamento, tanto per dire il livello che raggiunge quest'aula. Anche quando discutiamo sul grado di edificazione di altri spettacoli sarebbe il caso prima di fare un'auto-analisi, magari uno psicodramma qua dentro».

«Il Governo toglie in "Bon de chauffage" e finanzia la "mobilità sostenibile». Il riferimento di Jean-Pierre Guichardaz verso Fabrizio Roscio, suo predecessore nella poltrona di assessore, è relativo alla discussione avvenuta precedentemente, sullo sviluppo della "mobilità sostenibile": «l'attuale Governo regionale non aveva presentato alcun disegno di legge, pur avendo dichiarato che la norma rappresentava una priorità - aveva sottolineato il consigliere in aula - ed aveva bloccato l'iter della proposta normativa presentata dai gruppi di minoranza adducendo a motivo la mancanza di risorse finanziarie. Abbiamo poi appreso nella stessa giornata che, con la variazione di bilancio, sono state trovate le risorse per un nuovo disegno di legge fotocopia, apprendendo al contempo però che il "Bon de chauffage" era sospeso per un triennio. Se la coperta è corta, ha senso togliere la misura del "Bon de chauffage", che è indirizzata a diecimila persone, per darne a cento? Converrebbe aspettare per avere certezze. Questo modo di procedere da parte del Governo appare alquanto schizofrenico».

«Strumentale confondere il "Bon de chauffage" con la "mobilità sostenibile"». «Il "Bon de chauffage" non è abolito, è soltanto sospeso - aveva poi risposto Guichardaz - le risorse saranno messe a disposizione nella seconda parte dell'anno con la prossima variazione di bilancio. Confondere la mobilità sostenibile con il "Bon de chauffage" è strumentale e non vorremmo che fosse un pretesto per lanciare un allarme sociale, che nella realtà non esiste. Il collega Roscio sa benissimo che il finanziamento del testo di legge sulla mobilità richiede un finanziamento di 650mila euro, che non è minimamente assimilabile alla copertura richiesta per il "Bon de chauffage", che è all'incirca di quattro milioni di euro. Sia la tutela dell'ambiente, sia il "Bon de chauffage" rimangono una priorità per noi. Recependo una mozione approvata da questo Consiglio, abbiamo voluto portare avanti un testo di legge sulla "mobilità sostenibile" che, anche se finanziato in misura minore perché decorrerà dal mese di aprile, è ragionevole e va nella direzione delle raccomandazioni nazionali ed europee sulla qualità dell'aria e sulle forme di mobilità "green". Prendiamo, invece, atto che il consigliere Roscio ha perso interesse per la norma sulla mobilità a favore del "Bon de chauffage"».

«Quand on est con, on est con». «Non accetto lezioni da Guichardaz che, in questa Legislatura, ha cambiato continuamente idea, maggioranze e poltrona - ha ribattuto Roscio - lei racconta delle fandonie, o non capisce o lo fa apposta, ma forse è meglio citare Georges Brassens, "Quand on est con, on est con"», aggiungendo poi, dopo che era stato citato dall'assessore nella risposta a Bertin «siccome mi chiama in causa su qualcosa che non c'entra nulla, data la risposta mi sono limitato a fare una citazione. Se poi quando di parla di "con" l'assessore si sente chiamato in causa è un problema suo, non mio».

«Mi ha dato del "coglione"!». «Non credo che lei parlasse dei colleghi che hanno firmato con lei l'interpellanza quando ha fatto la citazione sul "con" - ha risposto ancora Jean-Pierre Guichardaz - e successivamente dopo ha usato quell'apprezzamento. Adesso può cercare di arrotolarsi sul fatto che abbia fatto una citazione canora, non so cosa pensava in quel momento, ma lei ha concluso dicendo che io sono "un coglione"», facendosi quindi riprendere dal presidente del Consiglio, Joël Farcoz, che gli ha chiesto, prima di sospendere la riunione per il pranzo, di «moderare i toni».
«Essere definito "picio" in Aula perché mi sono permesso di dirgli che confonde le carte e crea allarme sociale a soli fini elettorali non lo accetto - ha poi aggiunto Guichardaz su "Facebook" - se il presidente dell'Aula o i suoi fidi colleghi non gli dicono che insultare è offendere non me ma l'istituzione, magari qualche suo amico che legge lo faccia per loro».

ultimo aggiornamento: 
Venerdì 16 Marzo '18, h.09.40