Cresce del 25 per cento l'attività del difensore civico. Nella casa circondariale di Brissogne risolti i problemi di sovraffollamento

comunicato stampa

Enrico Formento Dojot, difensore civico della Valle d'Aosta, dopo l'audizione nella prima Commissione permanente del Consiglio Valle "Istituzioni e autonomia", ha illustrato, nel pomeriggio di giovedì 13 aprile 2017, l'attività svolta dall'Ufficio di difesa civica nel corso del 2016. Sono stati 826 i casi trattati dall'Ufficio nel 2016, di cui 777 definiti nell'anno. Il confronto con i dati riferiti al 2015 rivela un incremento del 24 per cento della casistica trattata nel corso dell'anno (compresi quindi i casi non conclusi negli anni precedenti), mentre per quanto riguarda i casi nuovi, cioè quelli iniziati nel 2016, l'aumento rispetto al 2015 è del 26 per cento. Considerando i dati relativi agli ultimi cinque anni, la crescita complessiva dal 2012 è di oltre il 180 per cento.

Tasse, circolazione stradale e servizi pubblici tra le questioni principali. «L'incremento rilevato del numero complessivo dei casi trattati - ha spiegato Enrico Formento Dojot - quest'anno riguarda in particolare il settore dell'ordinamento (306 casi), a carattere trasversale, nell'ambito del quale si ricomprendono i tributi, fra i quali quelli locali, la circolazione stradale e i servizi pubblici, seguito da quello dell'organizzazione (99 casi), con particolare riguardo al rapporto di lavoro alle dipendenze dell'Ente pubblico, nonché da quello dell'assetto del territorio (79 casi) che ricomprende tra l'altro l'edilizia, l'urbanistica, le opere pubbliche e le espropriazioni. Anche il settore dell'assistenza sociale ha registrato un incremento, passando dai 110 casi del 2015 ai 136 del 2016: trattasi di casi principalmente per politiche sociali, emergenza abitativa pubblica, nonché per previdenza e assistenza»

Anche il Comune di Oyace si convenzionerà con il difensore civico. Le istanze, per la terza volta consecutiva in questi ultimi dieci esercizi, riguardano in prevalenza gli Enti locali convenzionati destinatari di 273 casi (+ 67 casi rispetto al 2015), di cui 242 per i Comuni e 31 per le Unités des Communes valdôtaines, seguiti dall'importante presenza della Regione con 173 casi, in aumento di nove unità rispetto al 2015, dalle Amministrazioni periferiche dello Stato con 125 casi in aumento di 64 unità, dall'Azienda Usl della Valle d'Aosta con 44 casi, dagli Enti dipendenti dalla Regione che hanno registrato un notevole decremento passando da 57 a venti casi. Gli Enti locali che hanno beneficiato i propri amministrati del servizio fornito dall'Ufficio del Difensore civico regionale ammontano ad oggi ad ottanta, di cui 72 Comuni ed otto Unités des Communes valdôtaines: «nel corso del 2016, nessuno dei due Comuni non ancora convenzionati ha intrapreso l'iter procedurale per il convenzionamento. E', tuttavia, con grande soddisfazione che oggi posso annunciare - ha aggiunto Formento Dojot - che l'Assemblea comunale di Oyace, il 30 marzo, ha approvato la bozza di convenzione con il Consiglio regionale, primo step in vista della sua formalizzazione. Al fine di raggiungere l'obiettivo di fornire il servizio di difesa civica a tutti i cittadini valdostani, l'Ente locale non ancora convenzionato verrà nuovamente sensibilizzato sull'idoneità dell'Istituto a garantire la protezione dei diritti e degli interessi dei cittadini e nel contempo a favorire il corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione». Il Difensore civico ha altresì ricordato che il 14 febbraio scorso è stato eletto vice presidente del Coordinamento nazionale dei Difensori civici regionali e delle Province autonome di Trento e Bolzano, con incarico biennale.

Affrontati 346 casi sui diritti dei carcerati. Successivamente, il Difensore civico ha illustrato l'attività svolta nel 2016 in qualità di Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Nel 2016, l'Ufficio ha trattato 346 casi, di cui 334 definiti nell'anno: «si tratta - ha commentato - di casi strettamente connessi alla condizione di restrizione della libertà personale, quindi attinenti, sostanzialmente, al rapporto con il carcere, quali le condizioni dell'Istituto e della detenzione, i rapporti con il personale dell'Istituto, il rispetto del regolamento interno della Casa circondariale, il vitto, il sopravvitto, i colloqui, la corrispondenza, le visite, casi raggruppati nell'area tematica "organizzazione", in netta ascesa (252 casi contro i 45 del 2015), oppure di casi compresi nell'area tematica "diritto alla salute", anch'essa in ascesa numerica (66 casi contro i 12 del 2015) o ricompresi nell'area tematica "ordinamento", nuovamente in lieve diminuzione (17 casi contro i 18 del 2015), che riguarda materie quali i rapporti istituzionali e, trattate anche a livello di collaborazione interistituzionale, giurisdizione, trasferimenti, danni nonché ordine e sicurezza pubblica».

Calato l'affollamento della Casa circondariale di Brissogne. Il Garante ha poi fornito una serie di dati relativi al solo Istituto carcerario presente in Valle d'Aosta, la Casa circondariale di Brissogne. La capienza regolamentare è di 181 unità, mentre la popolazione carceraria effettiva al 31 dicembre 2016 era di 145 unità, di cui 44 detenuti italiani e 101 stranieri. Sono 47 i lavoranti alle dipendenze dell'Istituto e sei i lavoranti non alle dipendenze dell'Istituto: «tale dato effettivo, che ha reso, già a partire da gennaio 2014, la Casa circondariale più vivibile, non può che accogliersi positivamente in quanto, al momento, si è scongiurato il ritorno al problema principe, l'affollamento carcerario - ha precisato Formento Dojot - si pensi che a fine 2012, rispetto ad un organico pari a 181 unità le presenze ammontavano a ben 281 unità, già ridotte a 200 a fine 2013. Il sovraffollamento tuttavia non è l'unico problema; restano da affrontare e risolvere questioni che attengono ad altri parametri, come, ad esempio, la qualità dell'igiene personale e delle celle, una maggiore apertura delle medesime e delle sezioni, il lavoro interno ed esterno al carcere, i servizi sanitari».
«A queste problematiche
- ha aggiunto il Garante - si aggiunge l'assenza di un Direttore titolare presso l'Istituto di Brissogne, assenza che viene colmata attraverso dirigenti “in missione”, cioè titolari di altri Istituti. Si tratta di una carenza grave, sia per i ristretti e per il personale, cui manca il punto di riferimento, sia per lo stesso Garante, che incontra ovvie difficoltà ad interfacciarsi in ordine ai problemi da risolvere».

Le relazioni annuali sono consultabili sul sito Internet del Consiglio regionale.

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