Depositata la proposta di modifica della legge elettorale regionale, che prevede due preferenze, premio di maggioranza sopra al 40 per cento e spoglio centralizzato

redazione 12vda.it
Alberto Bertin, presidente della prima Commissione del Consiglio Valle

Spoglio centralizzato, doppia preferenza e premio di maggioranza alla coalizione che supera la soglia del quaranta per cento, con il sistema proporzionale che resiste in caso contrario, e rappresentanza di entrambi i generi per almeno il quaranta per cento nelle liste. Sono questi gli elementi principali della proposta di modifica della legge elettorale regionale, depositata mercoledì 10 maggio, nella riunione della prima Commissione permanente del Consiglio Valle: «il testo presentato contiene alcuni punti sui quali le varie forze politiche saranno chiamate ad esprimersi - ha spiegato Alberto Bertin, consigliere regionale di Alpe, presidente della Commissione - e che costituiscono la base per l'avvio del confronto. Lunedì 22 maggio ci riuniremo per entrare nel merito delle proposte e aprire il dibattito politico in Commissione, mentre giovedì 12 audiremo Lara Trucco, professore di diritto costituzionale all'Università di Genova ed esperta in materia elettorale, per approfondire i profili di costituzionalità del sistema elettorale con particolare riferimento a quello valdostano e alle modifiche da apportare».

La proposta di legge della maggioranza non piace pero a "L'altra Valle d'Aosta", che attualmente esprime un consigliere regionale, Andrea Padovani, sostituto di Carmela Fontana del Partito Democratico, sospesa secondo le disposizioni della "legge Severino": «lungi dal rappresentare una base per l'avvio del confronto - ha dichiarato Carola Carpinello, portavoce del movimento - è un passo falso che rischia di compromettere la possibilità di arrivare ad un accordo in tempi brevi. Si tratta di un testo per molti versi retrogrado, pensiamo, in particolare, alla grave e inaccettabile mancata previsione della doppia preferenza di genere, da noi fortemente richiesta in linea con i principi costituzionali, con la legge statale e con lo stesso articolo 15 dello Statuto speciale, secondo il quale: "al fine di conseguire l'equilibrio della rappresentanza dei sessi, la medesima legge promuove condizioni di parità per l'accesso alle consultazioni elettorali"».

«Ma gli aspetti negativi sono anche altri - continua la Carpinello - la proposta, anziché prevedere modifiche semplici e puntuali, sulle quali potrebbe esservi ampia convergenza, avanza soluzioni divisive e inspiegabilmente complicate e azzardate. Divisivo è l'abnorme premio di maggioranza, escogitato con l'obiettivo contingente di ridurre al silenzio la odierna-futura minoranza, in spregio al principio della rappresentanza. Azzardata è, invece, l'insistenza sulla soluzione dello spoglio centralizzato, certamente suggestivo, ma, come sottolineato da più parti, di difficile immediata praticabilità e traducibilità in una norma di legge semplice e chiara. Insomma, per porre le basi di una modifica che poteva essere come da noi proposto veloce ed efficace, si dissemina l'iter di approvazione della legge di ostacoli destinati ad allontanarci dall’obiettivo condiviso a parole».

«Sorge, a questo punto - conclude la portavoce di "L'altra Valle d'Aosta" - il sospetto che qualcuno stia cercando di alzare l'asticella per far saltare il banco e andare a elezioni con la legge in vigore, venendo peraltro meno ad un preciso impegno assunto dalla nuova maggioranza, in funzione magari di un nuovo riavvicinamento all'odiato nemico. Sarebbe un pessimo segnale, l'ennesimo, in questa sfortunata legislatura».

Ultimo aggiornamento: 
Mercoledì 10 Maggio '17, h.16.55

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