Ego Perron ha rimesso le deleghe sul Casinò: «ho sempre cercato di operare nell'interesse della Casa da gioco e dei suoi lavoratori»

Mercoledì 11 Gennaio '17, h.20.50
redazione 12vda.it
Ego Perron, assessore regionale al bilancio e finanze

Ego Perron resta assessore regionale al bilancio e patrimonio, ma non si occuperà più del Casinò di Saint-Vincent: nel pomeriggio di mercoledì 11 gennaio ha rimesso le deleghe sulla Casa da Gioco dopo la presentazione, da parte della minoranza, di una risoluzione che lo invitava a dimettersi dall'incarico.

«Ho sempre cercato di operare nell'interesse della Casa da gioco».«Ho sempre cercato di affrontare questo dossier con linearità e con senso di responsabilità, lavorando in piena sinergia con il Governo regionale - ha spiegato Perron in aula - un dossier che ha radici lontane e che oggi vive un momento di profonda difficoltà. Guardando al contenuto della risoluzione dove mi si chiede di fare un passo indietro, vorrei dire che sulle recenti nomine effettuate all'interno della Casa da gioco, ho preso atto della necessità espressa dall'amministratore unico di procedere alle nomine per garantire la funzionalità dell'azienda e, nell'autonomia che deve avere una società controllata, ho creduto che fosse nel suo dovere di farlo. Durante la discussione sulla Finanziaria regionale 2017-2019, abbiamo approvato un ordine del giorno che ha dato mandato alla seconda Commissione di approfondire il tema del Casinò: una discussione che riteniamo importante e utile ai fini della conoscenza globale che il Consiglio deve avere su questa tematica. Ora, il percorso di approfondimento della Commissione dovrà portare a fare delle scelte di prospettiva. Tenuto conto di una verifica di maggioranza, che riguarderà anche questo argomento, faccio la proposta di restituire la delega, affinché la maggioranza possa verificare quali decisioni assumere per garantire delle scelte che possano essere portate avanti con tutto l'equilibrio possibile. Tengo a sottolineare che ho sempre cercato di operare nell'interesse della Casa da gioco e dei suoi lavoratori. Auspico che questa mia scelta possa contribuire a rasserenare il clima che deve esistere su questo importante dossier al fine di poter fare le scelte opportune per cercare di garantire un futuro alla Casa da gioco di Saint-Vincent»

Dodici consiglieri si astengono e salvano la poltrona a Perron. Le dimissioni sono state invece respinte, con la maggioranza che ha votato in modo diverso: in quindici (quasi tutta l'Union Valdotaine, i tre consiglieri del Partito Democratico e Mauro Baccega ed André Lanièce della Stella Alpina) si sono espressi contro, in dodici (l'unionista Leonardo La Torre, Stefano Borrello, Pierluigi Marquis e Marco Viérin della Stella Alpina oltre ai sei dell'Union Valdotane Progressiste e ad Antonio Fosson e Claudio Restano di "Pour la Vallée d'Aoste") si sono astenuti, con i sette consiglieri firmatari della risoluzione (i cinque di Alpe con Roberto Cognetta del "Movimento 5 stelle" ed Elso Gerandin) a ribadire la richiesta.

Minoranza ed opposizione concordano sul "cambiamento". «Un passo politico è stato compiuto, ma questo non è sufficiente perché il tracollo è totale - ha evidenziato Albert Chatrian, capogruppo di Alpe - nella maggioranza si sta discutendo come cercare di uscire da questo limbo di omissioni portate avanti per anni e vi è la paura di mettere mano al portafoglio pubblico per andare a risanare delle scelte superficiali ed errate. Ci vuole una presa di coscienza perché o la situazione è scappata di mano o qualcuno ha accompagnato questo tracollo per ragioni che ci sono oscure».
«Questo è un primo segnale di cambiamento e di atteggiamento responsabile nei confronti della situazione che si è venuta a creare
- ha aggiunto Luigi Bertschy, capogruppo UVP - ed è anche il segnale di partenza di una discussione politica all'interno della maggioranza, ma che auspichiamo coinvolga i gruppi di opposizione. Non parliamo semplicemente di un cambio di deleghe, ma di un modo di lavorare completamente diverso, di guardare al futuro con un percorso trasparente».
«Lo scenario è difficile, con poche luci e ci porta a registrare risultati aziendali di certo non incoraggianti, né dal punto di vista degli introiti, né delle presenze dei giocatori
- ha sottolineato Pierluigi Marquis, capogruppo della Stella Alpina - in questo contesto di difficoltà l'assessore ha assunto un atteggiamento responsabile, vogliamo passare ad un modello imprenditoriale con contenuti di gestione di tipo privatistico: a nostro avviso la chiave di volta sta in questo aspetto».

«Non siamo imbecilli, non mistificate la realtà». Per Leonardo La Torre, presidente della seconda Commissione consiliare, «un plauso va all'assessore Perron che con il suo gesto di responsabilità contribuisce a rasserenare il dibattito su questo dossier».
«Oggi parliamo di un'azienda in crisi
- ha continuato - un'azienda con poco lavoro, con pochi soldi e molti debiti e che dimostra come il modello della gestione pubblica non abbia funzionato. In seconda Commissione dobbiamo fare un lavoro propositivo e in positivo, senza tralasciare le responsabilità del passato dobbiamo ammettere ciò che non va proprio per cercare di trovare nuovi percorsi capaci di garantire una certa prospettiva di serenità anche nell'immediato futuro. Insieme possiamo e dobbiamo trovare delle soluzioni al fine di dare una sicurezza finanziaria e patrimoniale all'azienda. Per farlo bisogna essere credibili e smetterla di mistificare la realtà, non funzionano più né la sufficienza né l'arroganza: non siamo imbecilli, siamo tutti adulti e la situazione del Casinò si risolve se tutti insieme intraprendiamo lo stesso percorso. Non è facile fare ciò che ha fatto l'assessore oggi: si è caricato di una responsabilità che non è solo sua perché la crisi non è solo di oggi. Rimettere le deleghe ci mette nelle condizioni di portare avanti il lavoro in Commissione in maniera serena».

«Non bisogna sempre ragionare in termini di utili». Elso Gerandin ha ribadito il fatto che la colpa di Ego Perron è stata quella «di essersi prestato a questo tipo di politica, mistificando la realtà e coprendo la situazione drammatica della Casa da gioco. Anche in merito alle recenti nomine manageriali, avrebbe dovuto imporsi per il rispetto di quest'Aula. Alla luce del pregresso, il pur apprezzabile gesto di fare un passo indietro non può bastare e invito l'assessore a dimettersi» mentre Jean-Pierre Guichardaz, capogruppo del PD ha ribadito l'impegno a «prendere atto che la situazione è di crisi e il lavoro di approfondimento svolto in Commissione l'ha fatta emergere con chiarezza» spiegando che «non bisogna sempre ragionare in termini di utili: dobbiamo pensare che il Casinò faccia parte di un'offerta turistica che va a consolidare la nostra proposta come Valle d'Aosta».
«Il sistema che ha distrutto il Casinò è lo stesso che oggi lo salva - ha quindi sentenziato il "grillino" Roberto Cognetta - è anche quel sistema che prende in giro alcuni consiglieri ed è un sistema che funziona solo se c'è accordo tra gli interlocutori. E' però un sistema che non ha ancora trovato il coraggio di fare ciò che dovrebbe: cambiare le persone. Perché ormai è un sistema che non funziona più, ma per essere cambiato non può contare sempre sulla stessa persona. E' inaccettabile, c'è troppa arroganza nel gestire il potere e sembra un peccato mortale riconoscere i propri errori. Stiamo parlando di un fallimento politico complessivo della gestione politica della regione».
«Non è con la rinuncia alle deleghe da parte dell'assessore che risolviamo il problema del Casinò - ha ribadito Antonio Fosson - ma credo che il percorso di condivisione delle responsabilità sia importante. Coinvolgere tutti, anche la minoranza, nel desiderio di modificare una crisi per trasformarla in una risorsa per la Valle d'Aosta è un passo significativo perché dimostra la volontà di cambiamento nei metodi di lavorare».

«Parlare male del Casinò fa danni verso il futuro ed il presente». «Il capitolo vero sul Casinò è per il futuro - ha concluso il presidente della Regione, Augusto Rollandin, al quale sono rientrate le deleghe - ed è quello di trovare il modo di dare delle soluzioni che passano per percorsi che non sono semplici e non certo con la sola invettiva sul fallimento e quello che non va. Sembra che non ci sia mai stato nulla di positivo in questi anni, ci sono state Amministrazioni diverse, cambi di regia, cambi di presidenti, di amministratori, e momenti difficili per ogni periodo. Se vogliamo rileggere il passato possiamo farlo serenamente lungo questo percorso per imparare dall'esperienza precedente e lavorare per il futuro che è diverso da quello che abbiamo conosciuto che è sicuramente da scrivere con delle realtà che sono oggettivamente cambiate da cinque anni fa».
«Lavorare su questo è immaginare cosa fare per il Casinò - ha insistito Rollandin - come utilizzare al meglio delle strutture che sono state rinnovate e con questo spirito cercare di rendere appetibile la Casa da Gioco. Dicendo certe affermazioni non è che facciamo un piacere e rischiamo di fare dei danni verso il futuro ed il presente del Casinò. Dobbiamo guardare con realismo sulle possibilità di operare subito, con la collaborazione più larga possibile che non abbiamo mai escluso, con la logica che si è cercata, quella di fare in modo di tutelare l'interesse generale, anche se non sempre si è riusciti, e cercando di capire che il gioco è cambiato e ci sono difficoltà un po' dappertutto. Su questo bisogna trovare le giuste soluzioni anche per la nostra Casa da Gioco».

Ultimo aggiornamento: 
Mercoledì 11 Gennaio '17, h.20.50

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