Il Consiglio Valle approva, all'unanimità, una mozione che ribadisce "la diffusione della prevenzione vaccinale come scelta consapevole e responsabile dei cittadini"

comunicato stampa
Luigi Bertschy, assessore regionale alla sanità

Il Consiglio Valle, nel corso della seduta di giovedì 23 novembre, ha dibattuto la questione dell'obbligo vaccinale introdotto dalla legge 119 del 31 luglio scorso. In merito, l'Aula ha approvato all'unanimità una mozione, presentata dal gruppo Alpe ed emendata nelle premesse nel corso della discussione. La mozione impegna l'assessore alla sanità, salute e politiche sociali ad adoperarsi al più presto ad ottemperare a quanto deliberato dal Consiglio regionale il 21 giugno ed in particolare: ad organizzare serate ed iniziative di informazione e comunicazione finalizzate a promuovere l'aggiornamento dei professionisti sanitari, dei dirigenti e docenti scolastici per la diffusione della prevenzione vaccinale come scelta consapevole e responsabile dei cittadini, a prevedere attività di farmacovigilanza, che vadano oltre quelle routinarie, al fine di monitorare e valutare adeguatamente gli eventuali rischi e di informare la popolazione.

«Vogliamo ribadire l'importanza per i cittadini di un'informazione equa e corretta - ha evidenziato nell'illustrazione la consigliera Chantal Certan - riteniamo che le sole circolari informative inviate ai genitori non siano sufficienti né esaustive». La consigliera Certan ha anche aggiunto: «Ieri la Corte costituzionale ha dichiarato che la scelta sull'obbligatorietà spetta al legislatore nazionale e che le vaccinazioni rese obbligatorie erano già previste e raccomandate nei piani nazionali e finanziate dallo Stato nell'ambito dei "Lea - livelli essenziali di assistenza". La Consulta non si è pronunciata sulla costituzionalità o meno della legge».
L'assessore alla sanità, Luigi Bertschy, ha smentito «di non voler organizzare delle serate informative, come evidenziato nelle premesse della mozione. Non abbiamo cambiato idea, a dicembre l'Azienda Usl inizierà delle attività di informazione dirette alle famiglie negli ambiti territoriali dei distretti. Abbiamo già avviato incontri nei consultori e abbiamo inviato brochure informative. Sono iniziative di informazione dirette alle famiglie e, in merito alla farmacovigilanza, vengono distribuite a tutti i genitori dei bambini vaccinati schede apposite per la segnalazione di evento avverso post vaccino. E' questo il compito che ci compete e che deriva dalla delibera approvata dalla Giunta nel giugno scorso».

L'assessore ha quindi dichiarato di accettare la mozione, una volta emendate le premesse. La consigliera Certan ha replicato: «Possiamo tranquillamente cambiare le premesse, non è un problema. Ma vogliamo la garanzia dell'organizzazione di serate in cui sia possibile dibattere l'argomento. Non basta ricevere un opuscolo informativo, è doveroso rispondere ai quesiti e ai dubbi legittimi delle famiglie».
Il consigliere Augusto Rollandin (Union Valdôtaine) ha concordato sull'opportunità di modificare le premesse della mozione, «a maggior ragione dopo la sentenza della Consulta, che ha confermato quanto avevamo già affermato in quest'Aula. Non siamo contrari ai dibattiti, ma la legge parla chiaro e la Corte Costituzionale l'ha ribadito: stiamo parlando di un obbligo, non di una possibilità».

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