Il Consiglio Valle approva la nuova legge sugli Enti locali, con un contributo straordinario di 140mila euro al Comune di Roisan

comunicato stampa
Elso Gerandin e Nello Fabbri in Consiglio Valle

Nella seduta di martedì 9 maggio il Consiglio Valle ha approvato, con diciotto voti a favore (Union Valdôtaine Progressiste, Alpe, Stella Alpina e Gruppo misto) e quattordici astensioni (Union Valdôtaine, Partito Democratico, "Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano" e "Movimento cinque stelle") il disegno di legge che contiene disposizioni in materia di Enti locali che modifica il sistema delle autonomie in Valle d'Aosta, la legge regionale numero 54 del 1998, in adeguamento alla normativa che disciplina l'esercizio associato di funzioni e servizi comunali e la soppressione delle Comunità montane.

Il testo, che si compone di 36 articoli, è stato presentato dalla Giunta regionale il 24 gennaio scorso e illustrato all'Aula dal presidente della seconda Commissione, Nello Fabbri, consigliere dell'UVP: «il provvedimento - ha spiegato - risponde all'esigenza di adeguare le disposizioni contenute nella legge regionale numero 54/1998 a quelle previste da nuove leggi regionali: in primis, la norma regionale 6/2014 che ha profondamente modificato l'assetto organizzativo e funzionale degli Enti locali con l'introduzione dell'esercizio associato di funzioni e servizi comunali, ma anche la legge regionale 1 del 2015 al fine di porre rimedio alle problematiche insorte in fase di applicazione della riforma del sistema elettorale valdostano. Viene inoltre attuato l'adeguamento resosi necessario dall'introduzione, nel regime di contabilità degli Enti locali, dell'armonizzazione contabile prevista dal decreto legislativo 118/2011. In Commissione sono poi stati presentati quattro emendamenti, di cui uno, quello riguardante il contributo straordinario di 140mila euro al Comune di Roisan, sarà sostituito con l'emendamento depositato in Aula dal presidente della Regione».

Il consigliere del PD, Paolo Cretier, ha giudicato «un'operazione mal curata e pasticciata presentare in Aula un ulteriore emendamento. Avremmo preferito valutare con più calma, anche con un doveroso passaggio al "Cpel". Esprimo perplessità anche per quanto attiene al reperimento delle risorse: la scelta avrebbe potuto essere diversa. Le risorse sono state trovate attraverso economie tecniche e sull'armonizzazione dei bilanci; quindi non vengono aggiunte delle somme, sono solo spostate. Oggi tocca a Roisan, ma non è detto che in futuro non succeda ad altri Comuni e saranno necessarie ulteriori modifiche normative».
Per il consigliere Augusto Rollandin dell'UV «il testo in questione riprende una proposta di legge già presentata a suo tempo e quindi condivisa. Credo invece che l'emendamento riguardante il Comune di Roisan non può essere recepito ed il "Cpel" aveva chiesto di trovare un'altra modalità di finanziamento per questo Comune, così da evitare di spendere dei fondi destinati agli Enti locali. Ma l'emendamento presentato va in direzione contraria agli auspici del "Cpel", al quale viene tolta una parte di fondi destinati al suo finanziamento. Chiedo quindi di ritirare questo emendamento e di rivedere il testo della legge, così da trovare una sintesi insieme ai Comuni».

Il consigliere del gruppo misto, Elso Gerandin, ha ricostruito l'iter dell'emendamento, spiegando «si tratta di una procedura legittima e perfettamente in linea con le richieste del "Cpel", che vanno sempre ascoltate. Non si incide sugli stanziamenti già preventivati, ma si fa un discorso meramente contabile, legato al bilancio armonizzato. Al "Cpel", in effetti, non viene tolto nemmeno un euro».
A chiusura della discussione generale, il presidente della Regione, Pierluigi Marquis, ha sottolineato che si tratta di «un disegno di legge importante. Dei quattro emendamenti, l'ultimo, quello riguardante il contributo straordinario al Comune di Roisan, è stato il più discusso: il Comune ha segnalato una grave criticità finanziaria tale da impedire la chiusura del bilancio 2017-2019 e quindi al fine di per prevenirne il dissesto finanziario, abbiamo avviato un confronto con il "Cpel" e con l'Ente stesso. A seguito di un dibattito serrato con il "Cpel" siamo arrivati a questa soluzione. Confermo che il fondo di premialità non verrà toccato e quindi i Comuni avranno le stesse disponibilità di importi già previsti per ciascuno, che erano già stati assegnati ma congelati nella prima fase. Non andrà quindi a interferire sulle disponibilità del 2017 del "Cpel"».

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